Le azioni Tesla volano a Wall Street. Quanto può valere un investimento di $1.000 in due anni, secondo gli analisti?

Flavia Provenzani

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Barclays promuove Tesla e il titolo vola. Ma quanto può rendere un investimento di mille dollari? Secondo il consenso poco più del 5% in un anno, secondo i più ottimisti oltre il 50%.

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Tesla torna a correre a Wall Street. Alle 16:25 ora italiana di lunedì 26 ottobre il titolo si muove sui 396,04 dollari, in rialzo del 6,40% rispetto alla chiusura di venerdì a 372,22 dollari, e cancella in una sola seduta tutto il terreno perso dopo la trimestrale. Mercoledì 21 ottobre, a mercati chiusi, il gruppo aveva pubblicato i conti del terzo trimestre, e nei due giorni successivi le azioni erano scivolate da 386,47 a 372,22 dollari. Conviene ancora salire a bordo? Per rispondere abbiamo messo in fila le ultime previsioni delle banche d’affari e le abbiamo applicate a un caso concreto. Con mille dollari oggi si comprano due azioni e mezzo, e per semplicità abbiamo arrotondato a tre azioni, che al prezzo delle 16:25 costano 1.188,12 dollari.

Perché Tesla vola oggi

La scintilla l’ha accesa Barclays. Prima dell’apertura di Wall Street l’analista Dan Levy ha promosso il titolo da Equal Weight a Overweight e ha alzato il prezzo obiettivo da 370 a 450 dollari. Alla base della promozione c’è innanzitutto la possibile fusione con SpaceX. Nei giorni scorsi le due società hanno costituito comitati indipendenti per valutare un’aggregazione, e Elon Musk l’ha definita una buona idea pur avvertendo che un accordo non è affatto scontato. Secondo Barclays, l’eventuale premio riconosciuto agli azionisti Tesla potrebbe sostenere le quotazioni. L’altro pilastro è il ritorno alla crescita del business automobilistico, spinto dal Full Self-Driving e dalle maggiori esportazioni dalla fabbrica di Shanghai.

I numeri del terzo trimestre restano però a due facce, con l’utile per azione rettificato che si è fermato a 0,48 dollari, sopra gli 0,45 attesi dal consenso ma sotto gli 0,50 di un anno prima, mentre i ricavi sono stati di 28,05 miliardi di dollari. Le consegne sono calate del 2% a 486.532 veicoli. Di segno opposto è il dato sul Full Self-Driving, i cui utenti sono saliti a 1,74 milioni da 1,04 milioni di un anno fa, accompagnato da una domanda di batterie per l’accumulo che i data center continuano a gonfiare. È su questa doppia lettura che Wall Street si divide.

Cosa dicono gli analisti

La giornata che ha ridisegnato le stime è stata giovedì 22 ottobre, all’indomani dei conti, quando il titolo ha chiuso a 374,58 dollari, giorno in cui sei banche hanno alzato il prezzo obiettivo. Piper Sandler, con Alexander Potter, ha confermato il Buy e portato il target da 450 a 475 dollari. Mizuho ha mantenuto l’Outperform salendo da 450 a 460 dollari, e Canaccord Genuity è passata da 410 a 442. Più prudenti ma comunque in rialzo JP Morgan, da 415 a 430 dollari, e UBS, che conferma il Neutral con un target salito da 391 a 425 dollari. UBS ha motivato la revisione con il Full Self-Driving, ormai presente nel 75% delle consegne nordamericane, e con la capacità produttiva di Megapack per il 2027 già quasi esaurita. Morgan Stanley, infine, è salita da 400 a 410 dollari.

Lo stesso 22 ottobre Goldman Sachs, con Mark Delaney, ha invece confermato il Neutral e un obiettivo di 360 dollari, sotto i prezzi di allora e di oggi. Qualche giorno prima, intorno al 12 ottobre, con il titolo vicino ai 380 dollari, Jefferies aveva alzato il target da 350 a 400 dollari mantenendo l’Hold, mentre BNP Paribas Exane, che ha un giudizio Underperform, lo aveva limato da 268 a 266 dollari per i timori legati a investimenti da circa 25 miliardi e al consumo di cassa. Più indietro nel tempo, il 25 settembre, RBC Capital aveva confermato il Buy con un obiettivo di 480 dollari, e a fine mese il titolo chiudeva a 354,81. Il target più alto di Wall Street resta quello di Wedbush, che con Dan Ives indica dalla fine di luglio 600 dollari.

Proprio in quei giorni, il 25 settembre, su Money.it avevamo segnalato la possibilità che il titolo avesse già toccato i minimi, indicando nei 432,85 dollari la soglia oltre la quale il quadro potrebbe cambiare davvero, come spiegato nell’articolo Azioni Tesla a un bivio decisivo.

Secondo MarketBeat, i 48 analisti che seguono Tesla esprimono in media un giudizio Hold, con 24 raccomandazioni di acquisto, 19 di mantenimento e 5 di vendita, e un prezzo obiettivo medio di 416,71 dollari, appena il 5,2% sopra le quotazioni di oggi.

Quanto possono valere tre azioni Tesla tra un anno

I prezzi obiettivo degli analisti guardano a dodici mesi ed è da lì che conviene partire. Applicati alle tre azioni comprate oggi per 1.188,12 dollari, disegnano un ventaglio di esiti molto largo:

ScenarioTargetValore di 3 azioniGuadagno o perdita
BNP Paribas (Underperform) 266 $ 798,00 $ -390,12 $ (-32,8%)
Goldman Sachs (Neutral) 360 $ 1.080,00 $ -108,12 $ (-9,1%)
Consenso MarketBeat 416,71 $ 1.250,13 $ +62,01 $ (+5,2%)
UBS (Neutral) 425 $ 1.275,00 $ +86,88 $ (+7,3%)
Barclays (Overweight) 450 $ 1.350,00 $ +161,88 $ (+13,6%)
Piper Sandler (Buy) 475 $ 1.425,00 $ +236,88 $ (+19,9%)
Wedbush 600 $ 1.800,00 $ +611,88 $ (+51,5%)

Nel caso medio, quello del consenso, l’investimento renderebbe poco più di 60 dollari in un anno. Per vedere un guadagno a due cifre bisogna sposare la tesi delle banche più ottimiste, mentre chi segue Goldman Sachs o BNP Paribas si troverebbe in perdita.

E tra due anni?

Nessuna banca pubblica un prezzo obiettivo a due anni, ma alcune indicano come potrebbero evolvere gli utili, e da lì si può costruire un esercizio. UBS stima un utile per azione di 2,02 dollari nel 2027 e di 3,17 dollari nel 2028, con una crescita di quasi il 57% in un anno. Se tra dodici mesi il titolo arrivasse ai 425 dollari indicati da UBS e il mercato continuasse a pagarlo con lo stesso multiplo sugli utili, la crescita prevista per il 2028 lo porterebbe intorno ai 667 dollari. Le tre azioni varrebbero allora circa 2.000 dollari, il 68% in più dell’investimento iniziale.

È un calcolo che va preso per quello che è, un’ipotesi costruita su due condizioni tutt’altro che scontate. La prima è che gli utili crescano davvero come prevede UBS, la seconda è che gli investitori siano disposti a pagare ancora oltre 200 volte gli utili attesi, un multiplo che oggi si regge sulle promesse di robotaxi e intelligenza artificiale più che sulle auto vendute. Basta che una delle due venga meno perché lo scenario si avvicini a quelli di Goldman Sachs o BNP Paribas. Lo dice anche la storia recente del titolo, che nell’ultimo anno è arrivato a perdere il 33% dai massimi.

Cosa considerare prima di esporsi alle azioni Tesla

Per un investitore italiano il conto finale dipende anche da fattori che i prezzi obiettivo non vedono. Le plusvalenze sono tassate al 26%, così i 161,88 dollari di guadagno dello scenario Barclays diventerebbero circa 119,79 dollari netti. Poi c’è il cambio, e chi compra in euro un titolo quotato in dollari è esposto alle oscillazioni della valuta, che possono amplificare o erodere il rendimento. Sullo sfondo resta infine l’incognita SpaceX, che oggi spinge il titolo ma che, se la fusione dovesse arenarsi, potrebbe trasformarsi nel motivo opposto.

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