Le 16 azioni con dividendi più alti di Piazza Affari

Tommaso Scarpellini

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Rendimenti fino al 9% su Piazza Affari. Ma alcuni dividendi potrebbero nascondere segnali di fragilità che il mercato sta già iniziando a prezzare. Altri invece un’opportunità concreta.

Le 16 azioni con dividendi più alti di Piazza Affari

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C’è un gruppo ristretto di società quotate a Milano che oggi sembra proporre rendimenti da cedola superiori al 4%, con picchi che sfiorano il 9%. Ma c’è un dettaglio che sfugge ai più: non tutti questi dividendi potrebbero essere sostenibili.

E alcuni potrebbero nascondere segnali che il mercato sta già iniziando a prezzare. Altri invece potrebbero rappresentare un’opportunità. Guardiamoli insieme.

Banca Monte dei Paschi di Siena

La storica banca senese, ora controllata dal MEF dopo anni di ristrutturazione e ricapitalizzazioni, opera principalmente nel retail banking in Italia centrale. Il rendimento da dividendo si attesta al 9,08% su base trailing twelve months, pressoché identico a quello indicato (9,07%). Il payout ratio si ferma al 55,95%, lasciando teoricamente margine di manovra, ma la crescita del dividendo per azione è nulla su base annua. La continuità distributiva si estende solo per 3 anni, un track record troppo breve per considerarlo affidabile. Il rendimento elevato potrebbe riflettere più il rischio percepito dal mercato che una reale generosità della società.

Banco BPM: continuità senza crescita

Il terzo gruppo bancario italiano, nato dalla fusione di Banco Popolare e BPM, vanta una forte presenza nel Nord Italia ed è attivo nel credito alle imprese e ai privati. Il rendimento offerto è del 7,61% (TTM) contro il 7,58% indicato. La crescita del dividendo per azione è ferma a zero, il che potrebbe segnalare una fase di stabilizzazione dopo anni di espansione. Il payout ratio supera il 72%, lasciando meno spazio a sorprese positive sul fronte distributivo.

BPER Banca: crescita a doppia cifra ma dati da verificare

La banca modenese divenuta nazionale dopo acquisizioni mirate quali Unipol Banca e sportelli Intesa opera nel retail e corporate banking. Il rendimento da dividendo si attesta al 5,72% (TTM) contro il 5,29% indicato. L’elemento interessante è la crescita del dividendo per azione del 10% su base annua.

Mediobanca: lo scarto fra TTM e indicato

Banca d’affari italiana con attività di wealth management (CheBanca!), credito al consumo (Compass) e partecipazioni strategiche (Generali, fra le altre). Il rendimento da dividendo TTM è del 5,89%, mentre quello indicato scende al 3,05%. La crescita del dividendo per azione è del 7,48%, un dato positivo. Il payout ratio si attesta al 60,36%, equilibrato, e la continuità di 5 anni conferma una politica distributiva costante.

Enel: 27 anni di continuità ma debito elevato

Il gigante dell’energia, primo operatore elettrico italiano e uno dei principali a livello globale, è attivo nella generazione (rinnovabili e convenzionale), distribuzione e vendita. Il rendimento da dividendo si attesta al 4,99% (TTM) contro il 5,03% indicato. La crescita del dividendo per azione è moderata (+4,26%), ma la continuità di 27 anni consecutivi rappresenta un elemento di stabilità notevole per Piazza Affari.

Poste Italiane: crescita sorprendente per una semi-pubblica

Il conglomerato integra servizi postali, finanziari (BancoPosta, Postepay) e assicurativi (Poste Vita), con presenza capillare sul territorio. Il rendimento da dividendo è del 4,77% (TTM) contro il 5,21% indicato. L’elemento più sorprendente è la crescita del dividendo per azione del 15,74% su base annua, un dato notevole per una società di questa dimensione e maturità. La continuità di 11 anni conferma una politica distributiva aggressiva.

Snam: profilo difensivo classico

Principale operatore italiano nel trasporto e stoccaggio di gas naturale, Snam beneficia di un’infrastruttura regolata con flussi di cassa prevedibili. Il rendimento da dividendo è del 4,57% (TTM) contro il 4,72% indicato. La crescita del dividendo per azione è modesta (+3,99%), coerente con la natura del business. Il payout ratio è elevato (79,79%), ma sostenibile grazie alla prevedibilità dei flussi derivanti dall’attività regolata. La continuità di 25 anni è fra le più lunghe di Piazza Affari.

Eni: payout superiore al 100%, segnale d’allarme

Il colosso energetico integrato è attivo nell’esplorazione e produzione di idrocarburi, raffinazione, chimica e, sempre più, rinnovabili. Il rendimento da dividendo si attesta al 4,35% (TTM) contro il 4,67% indicato. La crescita del dividendo per azione è del 5%, un segnale positivo.

UniCredit: crescita esplosiva post-ristrutturazione

Il secondo gruppo bancario italiano, con presenza pan-europea (Germania, Austria, Europa dell’Est), è attivo nel retail, corporate e investment banking. Il rendimento da dividendo si attesta al 4,14% (TTM) contro il 4,43% indicato.

Terna: gestore di rete in fase di consolidamento

Gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, Terna opera in un’attività regolata con flussi prevedibili e un ruolo strategico nella transizione energetica. Il rendimento da dividendo è del 3,98% (TTM) contro il 3,99% indicato, sostanzialmente allineato.

Il payout ratio si attesta al 71,65%, elevato ma gestibile per un’attività regolata. La continuità di 22 anni conferma un profilo simile a Snam: stabilità, prevedibilità, ma crescita limitata.

Unipol Assicurazioni: aspettative di incremento futuro

Gruppo assicurativo con focus su danni e vita, forte presenza nel Nord Italia. Controlla anche Banca per Servizi Finanziari (BPER). Il rendimento da dividendo TTM è del 3,84%, mentre quello indicato sale al 5,03%, suggerendo aspettative di incremento futuro.

Assicurazioni Generali: il record assoluto di continuità

Primo gruppo assicurativo italiano e fra i principali in Europa, attivo in danni, vita e asset management. Il rendimento da dividendo è del 3,69% (TTM) contro il 4,22% indicato. La continuità di 46 anni è un record assoluto per Piazza Affari, segno di una politica distributiva aristocratica. La crescita del dividendo per azione è a doppia cifra (+14,69%), e il payout ratio si attesta al 59,51%, equilibrato.

Tenaris: esposizione ciclica al petrolio

Produttore globale di tubi d’acciaio per l’industria petrolifera e del gas, controllato dalla famiglia Rocca. Il rendimento da dividendo rimane contenuta (2,83% TTM, 2,80% indicato), ma la continuità di 24 anni suggerisce disciplina nella gestione del capitale. La crescita del dividendo per azione è contenuta (+1,30%), coerente con un settore ciclico legato al prezzo del petrolio.

Ferrari: crescita del capitale, non da cedola

Casa automobilistica di lusso, simbolo del made in Italy, produce anche motori per la Formula 1. Il rendimento da dividendo è basso (1,79% TTM, 1,05% indicato), ma non è un titolo da dividendo, bensì da crescita del capitale. La crescita del dividendo per azione è comunque interessante (+21,06%), e la continuità di 11 anni conferma una politica distributiva presente, seppur marginale.

Leonardo: margine di crescita ampio

Gruppo aerospaziale e della difesa, ex Finmeccanica, produce elicotteri, sistemi d’arma ed elettronica per la difesa. Il rendimento da dividendo è esiguo (1,04% TTM, 1,26% indicato), ma il payout ratio sotto il 30% lascia ampio margine di crescita futura. La crescita del dividendo per azione è notevole (+21,15%), e la continuità di 5 anni è relativamente recente.

Prysmian: crescita più che reddito

Leader mondiale nei cavi per energia e telecomunicazioni, beneficia della transizione energetica e dell’infrastrutturazione digitale. Il rendimento da dividendo è minimo (0,60% TTM, 0,58% indicato), ma la continuità di 19 anni e la crescita a doppia cifra del dividendo per azione (+12,50%) suggeriscono una politica in evoluzione.

Dividendi elevati: opportunità o trappola?

I dividendi elevati potrebbero nascondere trappole e soprattutto potrebbero cambiare, i dati sono presi dallo screening di TradingView. Un rendimento sopra la media potrebbe segnalare difficoltà operative, aspettative di taglio della cedola, o rischio percepito elevato dal mercato. Non sempre un rendimento alto è sinonimo di opportunità.
La crescita del DPS (dividendo per azione) è fondamentale: un dividendo che cresce nel tempo potrebbe proteggere dall’inflazione e segnalare salute del business. Il payout ratio indica quanto degli utili viene distribuito: sopra l’80% potrebbe non esserci margine per aumenti futuri o per resistere a una crisi. Il payout dividendo continuo misura la costanza: più è lungo, più è probabile che la società continui a pagare anche in fase di difficoltà.

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