La rinascita di Bitcoin. Quando toccherà i nuovi massimi storici?

Tommaso Scarpellini

03/03/2025

Bitcoin ha vissuto un crollo inaspettato seguito da un recupero esplosivo. Si tratta di una semplice correzione o l’inizio di un nuovo rally? Dati on-chain e tecnici svelano il potenziale trend.

È uno dei movimenti più contraddittori del mese di febbraio e uno dei più improvvisi movimenti di marzo: il relativo crollo di BTC, a causa di un sell-off parallelo a quello del mercato azionario, e il relativo, sorprendente ed improvviso, recupero dei primi giorni di marzo.

Due movimenti completamente distinti che meritano un approfondimento, soprattutto per rispondere a una domanda: è il classico rimbalzo del «gatto morto» oppure ha senso aspettarsi BTC sopra i massimi assoluti velocemente?

Il crollo di Bitcoin peggiore dal 2022

Il crollo di febbraio è stato difficile da affrontare, il peggiore dal giugno 2022, ovvero dai tempi del bear market.

Questo ha riportato alla memoria di molti investitori, dopo anni di soli rialzi, cosa significhi avere un portafoglio crypto in profondo rosso. Il termine più adatto per descrivere questo crollo è «inaspettato». Dopo aver rotto al ribasso il supporto a 90.000, la paura ha preso il sopravvento e molti indicatori tecnici hanno iniziato a segnalare un possibile bear market.

Cosa ha portato al recupero di BTCUSD?

Ufficialmente, sembra che il rimbalzo sia stato scatenato dall’annuncio di Donald Trump riguardo la sua intenzione di creare una riserva strategica in cui potranno essere incluse anche le crypto. In un post su Truth, l’ex presidente ha menzionato che BTC ed ETH, insieme ad altre crypto, potrebbero entrare a far parte di questa riserva, confermando il suo «amore» verso queste criptovalute.

Tuttavia, queste restano voci di corridoio o comunque notizie che giustificano solo il movimento di Bitcoin. Per comprendere realmente cosa spinga il prezzo e quale direzione possa prendere, occorre guardare i dati on-chain. Durante il crollo di febbraio, i dati on-chain hanno mostrato una forte dissonanza, richiamando il concetto di «bear trap»: mentre il prezzo crollava, le posizioni long, anche a margine, aumentavano. Un dato interessante proviene da CoinGlass, secondo cui c’è stato un accumulo significativo di chiamate a margine intorno agli 80.000.

Questo suggerisce che c’è stato un forte scambio di posizioni tra investitori retail e grandi investitori (le cosiddette «balene»), un evento che, per quanto doloroso per i piccoli investitori, è chiaramente un segnale rialzista. Il «Crypto Monthly Exchange Volume» di The Block conferma questa ipotesi, evidenziando come l’attività sugli exchange sia rimasta ai massimi degli ultimi anni. Questo indica sia un maggiore interesse per gli scambi sia la probabilità che la volatilità resti elevata nei prossimi giorni.

Analisi tecnica: segni di un nuovo uptrend?

Dal punto di vista tecnico, il prezzo di Bitcoin ha compiuto un movimento particolare: dopo il forte recupero sopra i $90.000, l’RSI sul daily timeframe è tornato dalla zona di «oversold» a una zona neutrale di 50 punti. Questo segnala un potenziale nuovo uptrend, che potrebbe spingere il prezzo fino ai livelli più alti dell’indicatore.

Un supporto chiave per questo nuovo trend resta proprio la soglia dei $90.000, livello la cui rottura aveva determinato il crollo di febbraio e che quindi ha un forte impatto volumetrico. Il fatto che BTC abbia fortemente recuperato subito dopo aver toccato gli 80.000, zona di forte long liquidation, richiama nuovamente al concetto di bear trap. Ciò rafforzerebbe l’idea che il movimento ribassista, per quanto rapido e violento, sia stato soltanto una correzione all’interno di un trend rialzista più ampio.

BTC/USD, 1D BTC/USD, 1D Grafico a candele giornaliere di BTC/USD. Fonte: baha.com