Nel silenzio di Bruxelles, l’europeista Donald Tusk, ex Presidente del Coniglio europeo e oggi Presidente del Consiglio dei ministri della Polonia, ha annunciato che sospenderà temporaneamente la possibilità per i rifugiati di chiedere asilo dopo aver attraversato il confine con la vicina Bielorussia.
Motivo? Secondo Tusk, la decisione è stata presa da Varsavia nel contesto di crescente preoccupazione per il presunto utilizzo dei migranti come strumento di destabilizzazione politica da parte della Russia e dei suoi alleati. Ad annunciarlo è stato lo stesso Tusk, durante un incontro con il partito di governo Coalizione Civica, affermando che il nuovo piano migratorio del governo prevede la «sospensione territoriale temporanea del diritto di asilo».
Tusk, ex presidente del Consiglio europeo, ha anticipato le possibili contestazioni da parte di Bruxelles, insistendo sulla legittimità del provvedimento. «Chiederò il riconoscimento di questa decisione in Europa,» ha affermato con fermezza, come riportato dalla testata POLITICO.
«Guerra ibrida di Mosca»
Il premier polacco ha sottolineato che il diritto d’asilo dell’Unione Europea è attualmente oggetto di abusi da parte di Minsk e Mosca e Varsavia è vittima di una «guerra ibrida» da parte della Federazione russa. «Questo diritto viene sfruttato contro la sua stessa essenza,» ha ribadito, facendo riferimento a quella che ha più volte definito una «guerra ibrida». Secondo Tusk, l’obiettivo della Bielorussia sarebbe quello di alimentare il sentimento anti-immigrazione e mettere sotto pressione le risorse dello Stato polacco. Negli ultimi anni, decine di migliaia di migranti, molti provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa, hanno tentato di entrare in Polonia attraverso la Bielorussia. Solo nel mese scorso sono stati segnalati circa 2.500 ingressi illegali, mentre il numero totale dall’inizio dell’anno ha superato le 26.000 persone.
Le violazioni dei diritti dei rifugiati in Polonia
Se c’è di mezzo la Russia, allora si possono violare apertamente le regole dell’Unione europea sull’accoglienza e sul diritto all’asilo dei rifugiati. A settembre, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha espresso preoccupazione per l’uso strumentale della migrazione e le azioni destabilizzanti delle autorità bielorusse al confine con la Polonia. Tuttavia, ha criticato la politica polacca di respingere i migranti senza valutare le loro richieste d’asilo, affermando che ciò viola gli standard internazionali sui diritti umani e li espone al rischio di gravi violazioni, in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
In Polonia, i migranti e i rifugiati che attraversano il confine dalla Bielorussia continuano a subire un trattamento ostile da parte delle autorità, come denuncia Amnesty International, secondo la quale le guardie di frontiera polacche respingono violentemente i migranti, negando loro il diritto alla protezione internazionale. Molti di coloro che vengono respinti finiscono nuovamente nelle mani delle forze bielorusse, subendo ulteriori maltrattamenti e venendo rinviati nella foresta di Białowieża. Dall’inizio della crisi nel 2021 fino alla fine del 2023, almeno 55 migranti e richiedenti asilo hanno perso la vita a causa della mancanza di assistenza medica, malnutrizione ed esaurimento. Inoltre, sempre secondo Amnesty, migliaia di rifugiati e migranti, inclusi bambini, che sono riusciti a entrare in Polonia, vengono arbitrariamente detenuti in centri chiusi per stranieri.
Dal 2021, anche Human Rights Watch ha documentato gravi abusi contro i migranti da parte delle guardie di frontiera polacche, tra cui violenti respingimenti in Bielorussia , che in almeno 55 casi hanno portato alla morte di persone, tra cui bambini. Come il precedente governo di destra, l’esecutivo di Tusk viola i diritti umani fondamentali e mette a rischio la vita delle persone. Nel silenzio complice dell’Ue.