La guerra delle fazioni scuote il Giappone: nel mirino i dossier economici del Paese

Federico Giuliani

16 Marzo 2024 - 07:05

Le fazioni del Partito Liberal Democratico di Kishida potrebbero cambiare idea in merito a questioni economiche rilevanti a livello nazionale.

La guerra delle fazioni scuote il Giappone: nel mirino i dossier economici del Paese

Durante un’audizione parlamentare convocata dalla commissione etica della Dieta, il parlamento del Giappone, il premier del Paese, Fumio Kishida, si è scusato pubblicamente per lo scandalo dei finanziamenti elettorali non dichiarati che ha coinvolto il suo Partito Liberal Democratico (LDP).

Il LDP, al potere per gran parte del tempo dal 1955 ad oggi, è finito nell’occhio del ciclone a causa di molteplici accuse mosse nei confronti di vari membri del partito. O meglio, di esponenti di alcune fazioni interne al LDP, che non avrebbero registrato parte delle loro entrate derivanti dalla raccolta fondi dello stesso partito, creando così veri e propri fondi neri.

In attesa che le indagini facciano il loro corso, sono fin qui stati sostituiti profili di alto livello, come il segretario del gabinetto Hirokazu Matsuno, il ministro dell’Economia e dell’Industria Yasutoshi Nishimura, il ministro dell’Interno Junji Suzuki e quello dell’Agricoltura, Ichiro Miyashita.

Nel frattempo, a proposito di fazioni, i media giapponesi hanno acceso i riflettori sui gruppi interni al LDP in relazione alla delicata situazione economica del Paese. A causa dello scandalo, e del conseguente crollo di consensi del governo Kishida, sempre più sotto pressione (secondo gli ultimi sondaggi il consenso avrebbe toccato il 25%, il dato più basso da quanto il LDP è tornato al governo nel 2012), il Japan Times si è interrogato su come le fazioni del Partito del premier potrebbero cambiare idea in merito a questioni economiche rilevanti a livello nazionale.

Dalla gestione del debito pubblico nipponico – oltre 2,5 volte più grande rispetto alle dimensioni dell’economia del Paese – al budget record stanziato per l’anno fiscale in corso, i dossier scottanti sono numerosissimi.

I dossier economici del Giappone

Le preoccupazioni sulla salute fiscale del Giappone sono cresciute fino a raggiungere l’apice pochi giorni fa, quando è stata diffusa la notizia del sorpasso della Germania al terzo posto nella classifica delle economie più forti del mondo ai danni del Paese asiatico, retrocesso in quarta posizione. Tokyo deve affrontare una recessione tecnica, il crollo dello yen e un aumento diffuso dei costi della vita (valori irrisori dal nostro punto di vista, non per quello locale).

Il momento è insomma complesso, se a questo aggiungiamo anche le tensioni internazionali e il rafforzamento militare deciso dal governo Kishida. Non è da escludere, hanno ipotizzato alcuni media nipponici, che lo scandalo sui fondi del LDP possa in qualche modo cambiare il modo in cui il Partito vede la spesa pubblica.

La chiave di tutto ciò coincide con la «caduta» della fazione del LDP precedentemente guidata dal defunto ex primo ministro Shinzo Abe, nonché con la possibile comparsa di nuove correnti all’interno del partito. Ricordiamo che Abe – che in passato aveva definito la Banca del Giappone “una filiale del governo giapponese” – è sempre stato uno dei sostenitori più accesi della politica espansiva, spingendo l’allentamento monetario, lo stimolo fiscale e la riforma strutturale come ipotetiche cure per un’economia stagnante.

Ebbene, la sua visione economica è sopravvissuta, come dimostrato dalla resistenza che la fazione Abe aveva inizialmente opposto contro un aumento delle tasse per coprire l’aumento della spesa per la difesa alla fine del 2022. Non è da escludere, però, che le dinamiche possano cambiare.

Guerra di fazioni

I membri della cosiddetta fazione Abe (della quale anche Kishida fa parte) costituiscono ancora oggi una parte significativa del LDP che sostiene le politiche espansionistiche. Il punto è che la suddetta fazione – di oltre 90 membri – è destinata allo scioglimenti a causa del richiamato scandalo sui fondi e cgh, soprattutto, ha perso il suo peso all’interno del Partito.

Allo stesso tempo, l’LDP ha discusso nuove modalità su come riequilibrare le finanze della nazione. Un comitato del Partito focalizzato sulla questione, ad esempio, ha tenuto il suo primo incontro sotto una nuova struttura, confermando il suo impegno a offrire raccomandazioni al governo sul saldo primario – la differenza tra entrate e spese pubbliche, esclusi i pagamenti di interessi – e a ridurre la spesa pubblica. La giuria vanta pesi massimi del LDP come il vicepresidente del Partito, Taro Aso, e l’ex vice capo di gabinetto Seiji Kihara, uno dei più stretti confidenti del primo ministro Fumio Kishida.

Tuttavia, alcuni all’interno del LDP ritengono che l’impegno verso un’elevata spesa pubblica sia radicato all’interno del Partito in senso più ampio. Pertanto, la fine della fazione Abe potrebbe non avere un impatto così decisivo sui dibattiti sulla politica fiscale come alcuni potrebbero credere.

La maggioranza dei parlamentari spinge per un aumento dei budget, anche se molti esponenti del LDP ritengono che una simile mossa possa non essere salutare. In ogni caso, l’impegno dell’amministrazione Kishida verso la salute fiscale sarà oggetto di un ulteriore esame. L’attuale bozza di bilancio stima che nel prossimo anno fiscale, che inizierà ad aprile, la spesa pubblica raggiungerà circa 112 trilioni di yen (744 miliardi di dollari), leggermente in calo rispetto al massimo storico dello scorso anno di 114 trilioni di yen.

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