Dopo quasi dieci anni, la holding della dinastia Lego esce dal gruppo di pulizie Nilfisk, accettando l’offerta della tedesca Freudenberg e incassando oltre €100 milioni dalla vendita della quota.
Dopo quasi un decennio di investimento, la famiglia fondatrice di Lego ha deciso di uscire dal capitale della società danese Nilfisk, attiva nel settore delle macchine per la pulizia industriale.
L’operazione è avvenuta tramite Kirkbi, la holding che gestisce il patrimonio della dinastia Kirk Kristiansen, che ha aderito a un’offerta di acquisizione lanciata dal gruppo tedesco Freudenberg.
La proposta, pari a 140 corone danesi per azione (circa 19 euro), ha ottenuto il via libera della larga maggioranza degli azionisti, consentendo di raggiungere la soglia necessaria per finalizzare la vendita.
Perché la famiglia Lego esce dal capitale Nilfisk
Già nei mesi precedenti, Kirkbi aveva espresso il proprio sostegno all’operazione insieme ad altri importanti soci, tra cui PrimeStone Capital e la norvegese Ferd. Tuttavia, per rendere effettiva la cessione era necessario il consenso di almeno il 90% degli azionisti. Un obiettivo che è stato superato con oltre il 94% del capitale che ha infatti accettato l’offerta, rendendo l’operazione definitiva.
Nel complesso, Nilfisk viene valutata circa 3,8 miliardi di corone danesi (circa 510 milioni di euro). Per la famiglia Lego, che deteneva una quota pari a circa il 20%, ciò si traduce in un incasso di circa 760 milioni di corone, equivalenti a poco più di 100 milioni di euro. Una cifra significativa, anche se inferiore rispetto ai valori raggiunti in passato dalla società.
Un investimento riuscito?
Se oggi l’uscita consente comunque un ritorno economico importante, qualche anno fa la partecipazione in Nilfisk valeva decisamente di più. Nel 2019, infatti, il prezzo delle azioni aveva raggiunto quota 307 corone, il che avrebbe portato il valore della quota di Kirkbi vicino a 1,6 miliardi di corone (circa 215 milioni di euro), più del doppio rispetto a quanto incassato oggi.
Negli ultimi anni, però, Nilfisk ha attraversato diverse difficoltà operative che ne hanno ridimensionato la capitalizzazione. Già nel 2021, i problemi avevano spinto gli azionisti a intervenire con un cambio ai vertici aziendali, sostituendo amministratore delegato e direttore finanziario con l’obiettivo di rilanciare crescita e quote di mercato. Nonostante questi tentativi, i risultati non hanno soddisfatto pienamente le aspettative degli investitori.
La cessione si inserisce inoltre in una fase più ampia di revisione del portafoglio da parte di Kirkbi. Secondo indiscrezioni, la holding starebbe valutando anche la vendita della propria partecipazione in Falck, altro investimento che non avrebbe reso come previsto. A conferma di un momento di riflessione strategica, i risultati del 2025 mostrano un rendimento degli investimenti inferiore agli obiettivi interni, con un ritorno del 2,3%, in netto calo rispetto all’anno precedente.
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