Il report di Fitch Rating sulle banche cinesi, che riassume quanto sta accadendo in Cina. Centinaia gli istituti che hanno chiuso i battenti.
La Cina sta chiudendo centinaia di banche. Lo riporta un articolo della CNBC, spiegando cosa sta accadendo al sistema bancario del Paese e perché.
Le banche che stanno chiudendo i battenti in Cina sono istituti di credito di piccole dimensioni, in linea con il processo di consolidamento in atto nel settore, su cui Pechino sta spingendo per cercare di rivitalizzare il proprio sistema finanziario, in un momento in cui montano le preoccupazioni sul ritmo di crescita della sua economia.
Si tratta soprattutto di banche piccole e rurali, che stanno sparendo a una velocità sconcertante: soltanto nel corso del 2025, a sparire è stato 1/4 circa degli istititi di credito cinesi, in tutto 670 banche, un numero record.
Il report di Fitch Ratings sulle piccole banche cinesi: “l’anello più debole del sistema”
A parlare del fenomeno un report di Fitch Ratings, che ha fatto riferimento proprio alla strategia delle autorità governative, intente a creare istituzioni che siano più grandi e più capitalizzate.
L’agenzia di rating ha scritto nel paper che le banche commerciali cinesi di piccole dimensioni e rurali “restano l’anello più debole del sistema”, a causa di alcuni motivi, come la loro “scarsa qualità degli attivi, la bassa capitalizzazione e le carenze nella governance”. Caratteristiche che si manifestano soprattutto nelle aree meno sviluppate della Cina.
Da segnalare che, per banche rurali, si intendono comunque banche fortemente radicate a livello locale, che finanziano soprattutto le piccole e medie imprese, gli agricoltori e le attività agricole; le famiglie e le imprese delle aree meno sviluppate e, in alcuni casi, società immobiliari e veicoli di finanziamento degli enti locali.
La crisi delle piccole banche in Cina confermata da calo ROA e aumento NPL
Altri numeri illustrano la crisi in cui versano queste piccole banche: Fitch ha scritto che, nel primo semestre del 2026, il rendimento degli attivi (ROA) delle banche rurali è sceso allo 0,45%, rispetto allo 0,56% del 2021.
Nello stesso arco temporale, si è accentuato anche il problema degli NPL.
I crediti deteriorati (NPL) di questi istituti sono saliti infatti al 2,8%, rispetto alla media del settore bancario pari all’1,5%.
Secondo Fitch, il consolidamento avviato da Pechino si spiega con la necessità di rafforzare la vigilanza sulle banche, limitare le possibilità di arbitraggio regolamentare e migliorare la trasparenza.
L’agenzia di rating ha tenuto in ogni caso a rassicurare sul fatto che difficilmente i problemi delle piccole banche cinesi scateneranno un contagio a livello sistemico, vista la natura prevalentemente locale dei loro business e la limitata esposizione verso altre banche.
Fitch ha aggiunto che le misure volte al consolidamento bancario avrebbero piuttosto l’effetto di “modificare le dinamiche competitive tra gli istituti di minori dimensioni, anche se le loro debolezze strutturali potrebbero persistere nel breve termine”.
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Intanto, scrive la CNBC, la stretta sul sistema bancario arriva mentre continuano a emergere segnali di debolezza nella seconda economia mondiale.
Nel corso del secondo trimestre, il PIL della Cina è cresciuto infatti del 4,3%, riportado il ritmo di espansione più lento dal 2022.
Altra brutta notizia: i profitti industriali sono aumentati del 4,2% su base annua nel mese di agosto, registrando il ritmo di crescita più debole dell’anno.