L’oro cade, ma l’argento risorge

Tommaso Scarpellini

24 Aprile 2025 - 19:34

Dopo i massimi storici dell’oro e il successivo ribasso, l’argento emerge come nuovo protagonista tra i metalli preziosi, guidando una rotazione inedita tra asset rifugio.

L’oro cade, ma l’argento risorge

Nel palcoscenico mutevole dei mercati finanziari, l’oro ha da poco recitato uno dei suoi atti più teatrali: la rottura dei massimi storici. Un evento epocale, che ha attirato flussi record negli ETF legati al metallo giallo e una massiccia esposizione da parte dei CTA (Commodity Trading Advisors) degli hedge fund.

Ma come spesso accade, l’euforia ha lasciato rapidamente spazio alla presa di profitto. E mentre l’oro ha iniziato a mostrare segni di debolezza, ecco che un altro attore, spesso relegato al ruolo di comparsa, ha cominciato a prendersi la scena: l’argento.

Cosa potrebbe significare questa rotazione dei capitali in direzioni di questo metallo prezioso?

Un movimento contrarian da manuale

Negli ultimi giorni, XAUUSD ha subito un ribasso del -3%, un movimento apparentemente contrarian, considerando il contesto macroeconomico ancora carico di incertezza politica e tensioni geopolitiche. Una situazione in cui l’oro dovrebbe brillare come bene rifugio. Eppure, il sentiment ha virato bruscamente, spinto da un eccesso di posizionamento speculativo. Come registrato da diversi report settimanali, l’esposizione degli investitori retail sugli ETF era ai massimi da mesi, mentre i CTA risultavano fortemente long.

L’ascesa silenziosa dell’argento

A fronte della debolezza dell’oro, è emersa con forza una nuova narrativa: quella dell’argento. Meno celebrato, spesso snobbato dagli investitori istituzionali, ma ancora parte della famiglia dei metalli preziosi. Negli ultimi giorni, XAGUSD ha mostrato una correlazione negativa con l’oro. Mentre quest’ultimo saliva, l’argento scendeva, e ora che l’oro si deprezza, l’argento risale.

Un comportamento atipico in ottica intermarket, dove i beni rifugio tendono a muoversi in modo sincrono. Questa desincronizzazione potrebbe suggerire un ribilanciamento profondo nel posizionamento degli investitori.

Il “cheap hedge” che conquista il mercato

La chiave di lettura è chiara: il mercato ha considerato l’oro troppo costoso. Ma il rischio macro resta elevato, e serve un’alternativa. Ecco che entra in scena l’argento, percepito come una copertura a basso costo in un contesto di forte incertezza. Gli investitori si stanno spostando verso il fratello minore dell’oro, con una view sempre più positiva sul suo potenziale.

Segnali tecnici e prospettive future

Dal punto di vista tecnico, la divergenza tra le performance dei due metalli è ai massimi degli ultimi mesi. Il gold/silver ratio è ancora elevato ma in discesa, segnale che l’argento ha spazio per sovraperformare. Inoltre, la rottura dei massimi di marzo su XAGUSD potrebbe attivare nuovi ordini algoritmici.

Siamo all’alba di un nuovo bull market per l’argento? I segnali iniziano ad accumularsi: ETF in crescita, interesse speculativo in aumento, e una nuova narrativa che si fa strada.

Silver - Gold Silver - Gold Grafico lineare (bianco) del Silver, e (arancione) del Gold. Fonte: baha.com

In conclusione, non è solo l’oro a dover essere osservato. Questa volta, rally potrebbe davvero tingersi d’argento.