Australia: i soldati guidano con la mente i cani-robot

Enrica Perucchietti

7 Aprile 2023 - 08:00

L’esercito australiano sta sperimentando una forma di «telepatia» elettronica che consente ai soldati di controllare cani robot usando le onde cerebrali, senza usare impianti di qualche tipo.

Australia: i soldati guidano con la mente i cani-robot

Ciò che un tempo apparteneva al regno della distopia, ora appare più che reale.

Come sgusciati da un episodio di Black Mirror, negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere i cosiddetti robodog, in particolare i modelli di cane robot sviluppati dalla Boston Dynamics.

Ora, in un video pubblicato dall’esercito australiano, si vede un soldato che dirige “telepaticamente” un robot Vision 60 Ghost a quattro zampe in un campo aperto. L’ufficiale ha scelto le destinazioni per il droide tramite la «telepatia elettronica», solo pensando ad esse.

L’esercito australiano arruola i cani robot

Dopo questo test, l’esercito ha condotto una seconda serie di sfide in cui un soldato ha usato i segnali cerebrali per guidare lo stesso droide mentre aiutava i soldati umani a liberare una serie di edifici.

L’esercito australiano ha perfezionato le capacità di controllo mentale con otto sensori racchiusi all’interno di un casco che funzionano in tandem con un Microsoft HoloLens. L’innovazione presenta un decodificatore AI che traduce i segnali cerebrali di un soldato in istruzioni spiegabili che vengono inviate al quadrupede robotico, consentendo agli umani di rimanere concentrati su ciò che li circonda.

Il sistema è stato sviluppato dalla University of Technology Sydney che per prima ha svelato l’innovazione l’anno scorso, ma recentemente ha pubblicato un nuovo documento che spiega nel dettaglio il lavoro. «L’utente ha utilizzato la nostra piattaforma di interfaccia cervello-robot aumentata (aBRI) per controllare i sistemi robotici», si legge nel documento pubblicato dall’American Chemical Society il 16 marzo scorso.

Il recente aggiornamento del lavoro ha mostrato il valore delle interfacce cervello-macchina che rilevano le istruzioni dal lobo occipitale, responsabile della percezione visiva come colore, forma e movimento. Il controllore umano deve solo immaginare la direzione in cui vuole che il robot si muova e la macchina lo segua. La tecnologia consente ai soldati di controllare i robot a mani libere, il che è l’ideale per il combattimento.

Come funziona il cane robot?

Utilizzando un auricolare biosensore ad alta tecnologia, l’interfaccia del cervello robotico analizza le letture delle onde cerebrali e le alimenta dalla corteccia visiva di una persona direttamente nel “robodog” avanzato. Apparentemente questa tecnologia sembra abbastanza facile da imparare e da usare.

Il sergente Damian Robinson del 5° battaglione di supporto al servizio di combattimento, che ha testato le cuffie HoloLens, ha dichiarato: «L’intero processo non è difficile da padroneggiare, è molto intuitivo e ha richiesto solo un paio di sessioni».

L’auricolare Hololens 2 è dotato di un decodificatore IA basato su Raspberry Pi che intercetta le onde cerebrali e «le converte in direttive utili che vengono poi trasmesse telepaticamente al cane robot autonomo».

Robinson e i suoi commilitoni hanno potuto provare le cuffie per la lettura della mente e i cani robot durante l’addestramento del corso, dove sono stati in grado di guidare i cani robot attraverso terreni difficili e persino maltempo su un campo di battaglia improvvisato.

Cani robot nelle forze di polizia

I cani robot sono in circolazione da alcuni anni, principalmente sotto forma dei famosi robot quadrupedi della Boston Dynamics. Il gruppo è uno dei più avanzati al mondo nella progettazione e costruzione di robot umanoidi o quadrupedi e ha lanciato sul mercato il modello Spot dal costo di circa 75 mila dollari.

Queste incredibili macchine possono correre, saltare, arrampicarsi e persino ballare con un’agilità impressionante e movimenti realistici.

C’è poi il modello Digidog che nel 2021 era stato reclutato dal dipartimento di polizia di New York. Questo modello è un completissimo robot totalmente indipendente nei movimenti che può essere utilizzato per operazioni di sorveglianza nelle zone critiche e come supporto all’uomo dove l’uomo non può arrivare: è in grado di camminare, correre, stare in equilibrio, aprire porte e molto altro ancora.

Le forze dell’ordine statunitensi mantengono in effetti il massimo riserbo su come usino gli apparati robotici, nonostante in alcuni casi – come nel 2016 a Dallas con un presunto cecchino – siano stati usati anche per uccidere delle persone.

Alla fine, il dipartimento di New York ha ricevuto aspre critiche e reazioni pubbliche per l’uso di uno strumento disumano all’interno di un dipartimento di polizia che ha ricevuto un controllo per la sua brutalità da parte della polizia.

Anche i dipartimenti di Singapore e diversi in Corea del Sud hanno iniziato a utilizzare cani robot in determinate situazioni, come l’eliminazione di bombe, le operazioni di ricerca e soccorso e il controllo della folla.

Ad esempio, la Corea del Sud ha iniziato a integrare i quadrupedi meccanici nelle proprie forze di polizia nel 2018. Sono dotate di telecamere e sensori per rilevare comportamenti sospetti.

Singapore ha utilizzato il modello Spot per assistere le autorità con i servizi di pattugliamento e per vigilare sul distanziamento sociale, durante la pandemia.

Ci si può fidare di questi robot a 4 zampe?

Alcuni critici temono che questi robot possano essere usati per intimidirci e controllarci o che possano funzionare male e causare danni o lesioni.

Un’altra preoccupazione rilevante, sollevata da molti, è la possibilità che qualcuno con intenzioni malevole prenda il controllo del cane robot e lo utilizzi per causare danni all’organizzazione o al pubblico.

Altri ancora mettono in dubbio l’etica dell’uso dei robot nelle forze dell’ordine, sostenendo che potrebbe portare a una perdita di responsabilità e supervisione umana.

Gli sviluppi della robotica e dell’Intelligenza Artificiale comportano preoccupazioni circa le loro applicazioni e implicazioni etiche, soprattutto quando si utilizzano robot nelle forze dell’ordine. È essenziale, infatti, bilanciare i vantaggi dell’alta tecnologia e i potenziali rischi che comporta per la società per garantire la sicurezza di tutti.

E al momento i rischi sembrano maggiori rispetto ai benefici.