L’avvertimento che devi conoscere assolutamente se investi. Parola di JPMorgan

Tommaso Scarpellini

15 Luglio 2025 - 07:51

Jamie Dimon (JPMorgan) lancia l’allarme: i mercati ignorano il rischio reale di nuovi dazi sotto Trump. Il rally può diventare una trappola se la minaccia tariffaria diventa realtà?

L’avvertimento che devi conoscere assolutamente se investi. Parola di JPMorgan

Se pensi che Donald Trump stia solo bluffando con la minaccia dei dazi, potresti trovarti dalla parte sbagliata del mercato. E quando lo capirai, sarà troppo tardi.

Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ha lanciato un messaggio chiaro ma sottovalutato: i mercati stanno ignorando colpevolmente la possibilità di una nuova escalation tariffaria.

E se è vero che Trump ha spesso usato le tariffe come strumento negoziale, il famoso bluff del “tanto poi ritira tutto”, questa volta lo scenario è profondamente diverso.

La vera domanda è: e se non bluffasse più?

Il mercato azionario oggi cresce con l’idea che ogni minaccia commerciale sia una manovra temporanea. Ma cosa succederebbe se l’amministrazione Trump, più forte politicamente e con il sostegno della base elettorale, decidesse di non fare marcia indietro?
Non è solo una possibilità remota. È una dinamica pericolosa e concreta.

S&P 500, 1W S&P 500, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice S&P 500. Fonte: baha.com

La trappola del consenso

Quando l’S&P 500 macina nuovi massimi, l’ex presidente interpreta questa forza come un segnale di approvazione per le sue politiche economiche.
Il punto critico è qui: più il mercato sale, meno incentivi ci sono per Trump a moderare la retorica protezionista.
E questo crea un circolo vizioso, in cui la forza dei mercati spinge la Casa Bianca a continuare con politiche che, paradossalmente, potrebbero essere proprio ciò che scatenerà il prossimo shock.

Jamie Dimon ha evidenziato che i mercati sono diventati assuefatti ai colpi di teatro di Trump. Ogni volta che il rischio di dazi si affaccia, la reazione è la stessa: breve sell-off, seguito da rally e sollievo quando il peggio sembra scongiurato.
Ma questa volta, lo strumento tariffario è diventato una leva troppo politica per essere mollata facilmente. La narrativa è cambiata: ora i dazi non sono solo un’arma di pressione, ma un simbolo identitario del nuovo ordine economico che Trump vuole imporre.

E la reazione dei mercati inizia a cambiare.
Martedì scorso, i future sul rame sono saliti del 13%.
Questo non è un dettaglio da ignorare. Il rame è un indicatore sensibile all’attività industriale e agli scambi globali. Un balzo simile potrebbe indicare che gli investitori stanno finalmente iniziando a prezzare l’impatto reale dei dazi sulle supply chain e sulla domanda globale.

Preparati al contrario

In un mondo dove tutti scommettono che “tanto poi si torna indietro”, il vero vantaggio competitivo è essere preparati al contrario. Forse, Jamie Dimon non ha alzato il tono per caso.

La fiducia cieca nella narrativa del “Trump annuncia, poi ritira” è diventata da essere un punto di forza, ad una vulnerabilità sistemica. E in un mercato guidato da euforia e posizionamento tecnico, potrebbe bastar poco perché il castello crolli.

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