Dal 15 ottobre 2026 le imprese che hanno ricevuto l’esito positivo sulla comunicazione di conferma per l’iperammortamento 2026 possono inviare al GSE, tramite l’Area Clienti della piattaforma dedicata, la comunicazione di completamento: il terzo e ultimo passaggio della procedura di accesso al beneficio, reso operativo da un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 14 ottobre 2026. Il termine ultimo per l’invio è il 15 novembre 2028.
Le tre comunicazioni della procedura
La procedura prevede tre invii: la comunicazione preventiva, la comunicazione di conferma con il versamento di un acconto, e la comunicazione di completamento.
La documentazione da preparare
Per la comunicazione di completamento servono i documenti previsti dal decreto attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026:
- gli estremi delle fatture relative ai costi agevolabili sostenuti;
- l’attestazione del possesso della perizia tecnica asseverata, che certifica la pertinenza e l’interconnessione del bene (art. 6 del decreto);
- l’attestazione del possesso della certificazione contabile, che convalida l’effettivo sostenimento delle spese (art. 7 del decreto).
Questi dati vanno inseriti nel modulo ufficiale sulla piattaforma GSE, che al termine dell’invio genera una ricevuta. Perizia e certificazione, in particolare, arrivano da un professionista esterno.
La comunicazione di completamento non può indicare beni diversi o importi superiori rispetto a quelli dichiarati nella comunicazione di conferma.
Le scadenze e gli obblighi dopo l’invio
Il termine ultimo per l’invio è il 15 novembre 2028: si sposta di 20 giorni solo se il GSE, in fase di istruttoria, chiede un’integrazione documentale, e non è una proroga generale su cui contare.
Anche dopo l’invio della comunicazione di completamento, i rapporti con il GSE non si chiudono: la normativa prevede un monitoraggio continuativo, con una comunicazione periodica entro il 20 gennaio di ogni anno e, entro il 30 giugno, una comunicazione integrativa sul piano di ammortamento e sulle quote imputate a ciascun esercizio.
Come funziona l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 permette alle imprese che investono in beni strumentali connessi ai processi di industria 4.0 di dedurre dal reddito un importo maggiorato rispetto al costo di acquisto, riducendo l’imponibile fiscale. La misura è stata introdotta dalla legge di bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427-436, in particolare il comma 433) come evoluzione della precedente Transizione 5.0. La maggiorazione cambia per scaglioni, decrescenti all’aumentare della quota investita e calcolati sulla singola quota e non sull’intero importo:
- 180% sulla quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% sulla quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% sulla quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro.
Un investimento di 3 milioni di euro, ad esempio, ottiene una maggiorazione di 4,5 milioni sui primi 2,5 milioni (180%) e di 0,5 milioni sul mezzo milione restante (100%), per 5 milioni di maggiorazione complessiva. Il costo fiscalmente deducibile sale così a 8 milioni di euro, cioè i 3 milioni di costo effettivo più la maggiorazione. Oltre i 20 milioni di euro lo schema a scaglioni non si applica più.
Il decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, ha eliminato, per gli investimenti dal 1° gennaio 2026, l’obbligo che i beni 4.0 siano prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Il vincolo resta invece per i moduli fotovoltaici, che devono rientrare nelle classi ENEA B e C e avere le celle prodotte nell’Unione europea: un punto che le imprese trascurano spesso.
Restano esclusi dall’agevolazione i canoni per servizi SaaS e cloud, mentre restano ammissibili le licenze d’uso pluriennali o perpetue iscritte tra le immobilizzazioni immateriali. Escluse anche le imprese in regime forfettario, quelle agricole a reddito catastale, quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e quelle colpite da sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001; la misura resta inoltre subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e alla regolarità dei versamenti contributivi.
A metà agosto, ultimo dato disponibile, risultavano oltre 15.000 domande presentate al GSE tra comunicazioni preventive e di conferma, per investimenti dichiarati complessivamente pari a 4,75 miliardi di euro.
| DISCLAIMER Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza aziendale, legale o fiscale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente d’impresa, un commercialista o all’ente gestore del bando o dell’incentivo (Camera di Commercio, Invitalia, Simest). Requisiti, scadenze e importi possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e le fonti ufficiali più recenti. |
Commenti
1Speriamo che queste opportunità per il Sud non rimangano solo sulla carta! Con l’iperammortamento, possiamo finalmente dare una spinta all’innovazione anche nelle regioni meno favorite! 🚀