Intesa Sanpaolo, tutti i commenti di Messina su MPS e contributi banche. L’AD ricorda tasse pagate e sostegno ai BTP

Laura Naka Antonelli

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L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha lanciato un messaggio al governo Meloni, ricordando quanto le banche hanno dato e stanno tuttora dando.

Intesa Sanpaolo, tutti i commenti di Messina su MPS e contributi banche. L'AD ricorda tasse pagate e sostegno ai BTP

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L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina è tornato a parlare oggi, martedì 20 ottobre 2026, dell’OPAS promossa su MPS, ma non solo.

Il banchiere ha affrontato anche la questione dei nuovi contributi alle banche italiane che il governo Meloni ha chiesto per finanziare la legge di bilancio, rilasciando anche commenti sull’Europa, nello specifico sull’Unione europea, interpellato dal direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini.

Carlo Messina a Il Sole 24 Ore: Se l’UE fosse un’azienda, fallirebbe. I complimenti a Meloni e Giorgetti

Messina, che ha parlato in occasione del Forum di Coldiretti, non ha risparmiato aspre critiche a Bruxelles, sottolineando - come riportato dall’agenzia Radiocor de Il Sole 24 Ore - che, se l’UE fosse un’azienda, fallirebbe:

“L’Europa è un’incompiuta, con una governance barocca e in qualsiasi azienda sarebbe un fallimento”.

Nell’auspicare “meccanismi di governance chiari e semplici”, il CEO di Intesa Sanpaolo ha osservato che “non è possibile che un presidente del Consiglio debba fare avanti e indietro da Bruxelles per pietire 10 miliardi per l’energia di cui c’è bisogno”.

Il banchiere ha parlato anche delle condizioni in cui versa l’Italia, dicendosi “convinto che abbiamo condizioni strutturali forti”.

Menzionato in particolare il punto di forza rappresentato da “una gestione accorta del bilancio pubblico ”, grazie al lavoro del governo Meloni: “il governo ha fatto un ottimo lavoro con Giorgetti e Meloni ”, ha detto Messina.

OPAS Intesa su MPS, Messina rimarca mantenimento marchio Siena e indipendenza Generali

Commentando la grande partita del risiko bancario di cui Intesa Sanpaolo è diventata grande protagonista con il lancio dell’OPAS su MPS, Messina è tornato a ribadire la massima fiducia nell’esito dell’operazione:

“Sono convinto che ci siano due temi: uno che riguarda gli azionisti e gli stakeholder che chiaramente porta a valutare la nostra operazione come un’operazione che crea valore per gli azionisti di Intesa Sanpaolo, per gli azionisti del Monte dei Paschi di Siena e per i clienti perchè, a prescindere da alcune polemiche, l’intervento di Intesa Sanpaolo ha sempre creato valore in tutti i territori in cui ci siamo confrontati in tutti questi anni in cui abbiamo effettuato acquisizioni”.

Nello spiegare questo primo elemento, Messina ha aggiunto che si tratta di un fattore che “è oggettivamente nell’ambito delle cose che abbiamo sempre fatto, per altro nel massimo rispetto dei territori”, aggiungendo che “garantiremo il massimo rispetto anche al territorio di Siena dove verranno fatti investimenti, verrà mantenuto il marchio e le sedi e verrà portato un polo tecnologico”

Ma oltre a questo aspetto c’è “un elemento di sicurezza nazionale perchè non ho mai svolto il mio ruolo facendo solo l’amministratore delegato della banca. L’ho fatto facendolo con la consapevolezza che la mia banca è un’istituzione”, ha puntualizzato il banchiere.

Ribadita anche l’intenzione assoluta di blindare l’indipendenza di Generali: “Poichè all’interno del Monte dopo l’acquisizione di Mediobanca c’è un’entità prestigiosissima che è Mediobanca, mettere in sicurezza Mediobanca rappresenta secondo me un punto strategico per il paese”.

Messina ha poi aggiunto che “all’interno di Mediobanca c’è il 13,5% di Generali”, ribadendo l’obiettivo di assicurare “l’indipendenza assoluta di Generali, una volta che farà parte di un gruppo bancario come Intesa Sanpaolo”.

Contributi banche alla legge di bilancio: “Non c’è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà”

Sul contributo delle banche italiane alla legge di bilancio, non sono mancati diversi appunti. Messina ha ricordato, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa che, a suo avviso, “non c’è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi”.

D’altronde, “noi l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni”.

E “io ci ho creduto”, ha continuato Messina, facendo notare che “noi avevamo proposto di farlo solo annuale, ma ci hanno detto di farlo triennale perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e anche alle banche. Io credo questo sia il punto”.

Messina ha continuato, menzionando il ruolo che le banche continuano a ricoprire nell’acquistare il debito pubblico dell’Italia:

“Da quel momento sono aumentati i Titoli di stato sottoscritti da parte delle banche perchè abbiamo sottoscritto molti più Titoli di Stato e oggi la BCE finanzia per 500 miliadi di euro il debito pubblico italiano e le banche per 400 mld e le assicurazioni italiane per altri 200 mld”.

Di fatto, “banche e assicurazioni oggi sono il principale sostenitore del debito pubblico di questo Paese e hanno aumentato i Titoli sottoscritti perchè faceva parte di una sorta di accordo generale per far funzionare questo Paese”.

Il CEO ha poi fatto notare che “nel frattempo abbiamo sopportato perdite perchè quando ci sono crisi i tassi aumentano e questi titoli vanno in perdita e quindi tutte le banche e assicurazioni subiscono delle perdite”.

Messina su utili banche 50 miliardi. Però “non si dice che di utili lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte”

Ancora:

“Oggi si parla moltissimo degli utili delle banche. Erano utili che si sapevano l’anno scorso e sulla base dei quali è stato fatto l’accordo con il governo. Ma quello che non si dice è che anche a fronte dei 50 miliardi che le banche che sono oggi il settore più importante del Paese per la generazione di utili, di utili lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte. Quegli utili se ci sono è perchè sono state pagate imposte”.

Dunque, ha continuato Messina, “quest’anno 25 miliardi di spesa pubblica sarà finanziata dalle banche. La spesa sanitaria è 140 miliardi, 25 miliardi sono pagati dalle banche. Allora 50 miliardi di utili va bene ma mi piacerebbe si dicesse anche che 25 mld di tasse sono state pagate dalle banche ”.

Il banchiere ha poi aggiunto che “se ci sono le banche esiste un contributo importante alla spesa pubblica”.

Insomma, il messaggio del banchiere è stato chiaro: le banche italiane hanno dato un grande contributo all’Italia, sia acquistando BTP e contribuendo dunque a blindare il debito pubblico del Paese, sia perché hanno pagato ben 25 miliardi di imposte. Sarebbe insomma il caso che anche altri settori, a proposito di contributi, facessero la loro parte: “Tornare a parlare di interventi su un unico settore, le banche, quando se guardate i tassi di crescita di altri settori sono al 70%, le banche sono solo al 5%”, ha sottolineato il banchiere, non è opportuno.

Commenti

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Messina ha ragione, ma non dimentichiamo che l’UE ha il potenziale per guidare la transizione energetica. Serve un equilibrio tra governance e sostenibilità economica.

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