Instabilità politica in Francia? Ai mercati non importa nulla (e vi spiego perché)

R. F.

09/07/2024

Dopo l’inattesa debacle di Madame Le Pen, cosa potrebbe significare per i mercati un “parlamento sospeso” in Francia? Assolutamente nulla. Vi spiego perché.

Instabilità politica in Francia? Ai mercati non importa nulla (e vi spiego perché)

Le indicazioni di domenica sera per il ballottaggio al 2° turno delle Elezioni in Francia hanno riservato alcune grandi sorprese, lasciando i commentatori politici a contemplare uno scenario di “parlamento sospeso” che potrebbe rivelarsi impegnativo sia per le politiche economiche francesi che per i mercati finanziari. Uno scenario che potrebbe, ma non necessariamente “deve”, rivelarsi impegnativo per i mercati.

Secondo i risultati aggiornati, il Nuovo Fronte Popolare ottiene il maggior numero di seggi in parlamento, 180, con il partito Ensemble del presidente francese Emmanuel Macron e i suoi alleati al secondo posto, con 159 seggi, e il Rassemblement National di estrema destra al terzo posto, con un magro bottino (142 seggi).

Poiché nessuno dei gruppi ha raggiunto i 289 seggi necessari per ottenere la maggioranza assoluta, nelle prossime settimane potrebbe verificarsi uno stallo. E alcuni sostengono che l’incertezza potrebbe minacciare la stabilità dei mercati dell’area euro. Andiamo a vedere se oggi le cose stanno veramente così.

Tanto per cominciare, sul mercato dei cambi non è successo nulla. L’euro è scivolato leggermente rispetto al dollaro USA in scambi con scarsa volatilità già da domenica sera dopo la pubblicazione degli exit poll. Alle 14 di lunedì il cambio euro dollaro dorme a 1,0840 contro 1,0841 di venerdì scorso. Oggi viaggia su 1,0828.

Eppure, nel periodo precedente al voto del secondo turno, gli analisti di Citi avevano avvertito, che i mercati azionari avrebbero potuto essere un po’ troppo ansiosi riguardo alle elezioni francesi e che “esiti con maggiore probabilità” - come uno stallo politico - avrebbero “implicato una riduzione dei prezzi delle azioni francesi tra il -5% e il -20%” rispetto alle attuali valutazioni di mercato.

Ok, ringraziamo Citi per l’osservazione, ma vedo che il CAC40 lunedì 8 valeva 7.685 punti, dopo aver fatto un doppio minimo a 7.480 il 28 giugno. Oggi si muove sui 7.627 punti.

Se osservate il grafico BLOOMBERG qui sotto, di fatto il CAC40 oscilla attorno alla MM 200gg ed è praticamente ingabbiato in un canale laterale tra 7.500 e 7.700. Nessun panico.

CAC40 LUGLIO 2023 – LUGLIO 2024 CAC40 LUGLIO 2023 – LUGLIO 2024 FONTE: BLOOMBERG

Anche gli analisti della società di investimento Daiwa Capital Markets hanno parlato di incertezza sui mercati finanziari nel caso in cui nessun partito fosse riuscito a ottenere la maggioranza assoluta. In una nota di ricerca di lunedì 1° luglio 2024, gli analisti di Daiwa affermavano che una grande coalizione dei partiti di sinistra e di centro, un governo di unità nazionale o infine un governo di minoranza erano tutti risultati realizzabili. Ma, in ogni caso, “l’incertezza sulle prospettive del processo decisionale francese verso il nuovo governo e il nuovo primo ministro sarà probabilmente di lunga durata”.

Probabilmente hanno ragione. Ci vorranno tempi lunghi per la nascita del nuovo governo.

Per il momento Macron ha rifiutato le dimissioni di Attal e vuole traghettare l’attuale governo fino a dopo le Olimpiadi. Poi si vedrà. Nel frattempo, cosa ha fatto lo spread Francia-Germania a 10 anni? È schizzato per aria?
No. È addirittura sceso dalla fine di giugno, e non è salito come molti avevano predetto!

Infatti, se osservate il grafico BLOOMBERG qui sotto, noterete che il differenziale di rendimento a 10 anni tra OAT e BUND aveva fatto un massimo relativo di +82bps il 28 giugno, per poi scendere a 67bps venerdì scorso 5 luglio e, oggi lunedì 8 luglio, è ancora più basso a circa 63bps. E questo perché il decennale francese che rendeva il 3,35% il 28 giugno, è sceso al 3,22% il 5 luglio e l’8 luglio oscillava attorno al 3,19%-3,20%. Il governativo francese nel primo giorno dopo i risultati elettorali è stato comprato e non venduto, perché è sceso il rendimento e quindi sta salendo di prezzo dalla fine di giugno ad oggi.

Il mercato obbligazionario francese quindi accoglie bene la sconfitta di Madame Le Pen: in caso avesse vinto la destra anti-euro, favorevole all’uscita della Francia dall’euro, le reazioni dei mercati sarebbero state certamente diverse. E in peggio.

SPREAD FRANCIA-GERMANIA A 10 ANNI DAL LUGLIO 2023 AL LUGLIO 2024 SPREAD FRANCIA-GERMANIA A 10 ANNI DAL LUGLIO 2023 AL LUGLIO 2024 FONTE: BLOOMBERG

Nei giorni precedenti il 2° turno di domenica scorsa i mercati erano quindi certamente preoccupati, se osservate il grafico che indica l’andamento del differenziale di rendimento Francia-Germania.

I piani fiscali e di spesa del Nuovo Fronte Popolare di sinistra e le voglie di uscita dall’euro del partito di estrema destra Rassemblement National sono stati una delle principali cause di preoccupazione da quando sono state annunciate le elezioni anticipate, in maniera inaspettata, dal Presidente Macron.

La Francia si trova in effetti ad affrontare una posizione fiscale difficile e la Commissione europea ha annunciato due settimane fa l’intenzione di sottoporla ad una procedura per disavanzo eccessivo a causa della sua incapacità di mantenere il deficit di bilancio entro il 3% del prodotto interno lordo.

Una PDE è un’azione che l’Italia conosce bene (purtroppo) ed è lanciata dalla Commissione Europea contro qualsiasi Stato membro dell’UE che superi il tetto del deficit di bilancio o non riesca a ridurre il proprio rapporto debito/PIL.

Si configura così un parlamento “litigioso” al suo interno per le prossime settimane, con una maggioranza non omogenea (la mia ipotesi è un’alleanza tra i gruppi meno oltranzisti del Front Populaire di Melenchon e il partito di Macron, il quale, dopo le Olimpiadi, potrebbe concedere al F.P. di cui sopra la carica di Primo Ministro).

Ciò significa che sarà difficile per qualsiasi governo approvare quei tagli di bilancio così profondi e necessari affinché la Francia rispetti le regole di bilancio dell’UE e riporti il ​​suo debito pubblico su un percorso sostenibile.

Tuttavia, è bene ricordarsi che l’incertezza politica in Francia è mitigata nei suoi effetti dannosi sui mercati dalla nuova politica monetaria della BCE, cioè quella di riduzione dei tassi di interesse ufficiali, in linea con il prossimo raggiungimento, nel 2025, del target di inflazione area euro del 2%.

In altre parole, la politica monetaria accondiscendente della Banca Centrale Europea del 2° semestre 2024 provocherà un aumento della liquidità nel sistema interbancario, con tassi di interesse più bassi, e metterà un argine alla volatilità dei mercati obbligazionari francesi ed europei, qualora questa dovesse aumentare nel breve termine (ma solo “se” e “quando” la volatilità dei rendimenti aumenterà, visto che per il momento nulla sta accadendo sulla curva dei rendimenti governativi francesi).

State tranquilli, quindi, anche perché se dovesse verificarsi una volatilità di un certo rilievo, con rialzi dei rendimenti francesi ben oltre la qualità intrinseca del debito governativo d’oltralpe, la BCE potrebbe intervenire con il TPI, il Transmission Protection Instrument, noto come “scudo anti rialzo dello spread”, che è uno strumento varato dalla BCE a luglio 2022 con lo scopo di evitare che attacchi speculativi penalizzino i titoli di stato dei Paesi più indebitati. Ma questa ipotesi la vedo un po’ più azzardata e non immediatamente realizzabile.

Non ritengo ci sia nulla di cui preoccuparsi, i mercati infatti non si stanno preoccupando affatto.
Anzi, momentanei flussi di vendita che facessero alzare il rendimento del decennale francese in area 3,40%-3,50% sarebbero occasioni di ingresso in un emittente come la Francia con rating AA- di Fitch.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.