L’indovinello del commerciante, tutti lo sbagliano. Così ingannano i clienti

Alessandro Nuzzo

14 Marzo 2026 - 12:19

Questo indovinello dimostra quanto sia facile farsi ingannare dalle percentuali e quanto il nostro cervello tenda a semplificare i ragionamenti.

L’indovinello del commerciante, tutti lo sbagliano. Così ingannano i clienti

Lo sconto è da sempre una delle leve di marketing più efficaci. Non incide soltanto sul prezzo finale, ma soprattutto sulla percezione del consumatore. Un prodotto scontato, infatti, appare immediatamente più conveniente e interessante, anche quando il risparmio reale è minimo. La riduzione del prezzo cattura l’attenzione, crea un senso di urgenza e spinge molte persone a concludere l’acquisto più velocemente, per paura di perdere un’occasione. Allo stesso tempo consente alle aziende di aumentare le vendite, attirare nuovi clienti e liberare più rapidamente il magazzino. Per questo motivo lo sconto non è semplicemente un taglio del prezzo, ma uno strumento strategico capace di influenzare i comportamenti d’acquisto e orientare le scelte dei consumatori.

Proprio per questo è molto comune vedere beni e servizi venduti con sconti anche al di fuori dei classici periodi di saldi. Spesso si tratta di promozioni temporanee che servono ad aumentare la percezione di convenienza e a spingere le vendite in tempi rapidi. Tuttavia non sempre lo sconto corrisponde a una reale riduzione del prezzo. In alcuni casi, infatti, il prezzo di partenza viene prima aumentato e successivamente viene applicato uno sconto sul nuovo valore più alto. Il risultato è che il cliente ha l’impressione di acquistare a un prezzo più vantaggioso rispetto al passato, quando in realtà il prezzo finale è molto simile a quello originale.

Molti consumatori potrebbero accorgersi di questo meccanismo, ma spesso finiscono comunque per lasciarsi influenzare. Il motivo è legato al modo in cui funziona la nostra mente. Il cervello umano tende a privilegiare le scorciatoie cognitive: davanti a numeri e percentuali preferiamo una risposta rapida e intuitiva piuttosto che fermarci a fare un calcolo preciso. Quando vediamo la parola «sconto», quindi, siamo portati automaticamente ad associare l’idea di risparmio.

L’indovinello del commerciante che inganna i clienti

Un esempio perfetto di questo meccanismo è un indovinello matematico diventato molto popolare online negli ultimi giorni, conosciuto come l’indovinello del commerciante. Molte persone sbagliano la risposta proprio perché si affidano all’intuizione invece che ai calcoli.

L’indovinello è semplice: un commerciante aumenta il prezzo di un prodotto del 10% e il mese successivo applica uno sconto del 10%. Il prezzo finale sarà uguale, maggiore o minore rispetto al prezzo iniziale?

La risposta che viene spontanea alla maggior parte delle persone è che il prezzo tornerà esattamente quello di partenza. In fondo l’aumento e lo sconto sembrano compensarsi. In realtà non è così.

Facciamo un esempio concreto. Immaginiamo che il prezzo iniziale del prodotto sia di 100 euro. Il commerciante decide di aumentarlo del 10%, portandolo quindi a 110 euro. Il mese successivo applica uno sconto del 10% su questo nuovo prezzo. Il 10% di 110 euro è 11 euro, quindi il prezzo finale scende a 99 euro.

Il risultato è che il prodotto non torna al prezzo iniziale, ma costa un euro in meno. In altre parole, il prezzo finale è inferiore dell’1% rispetto a quello di partenza.

Questo piccolo esempio dimostra quanto sia facile farsi ingannare dalle percentuali e quanto il nostro cervello tenda a semplificare i ragionamenti. Ed è proprio su questi meccanismi psicologici che molte strategie di marketing continuano a fare leva per influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori.

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