In Italia nel 2023 il calcio ha creato oltre 11 miliardi di Pil

Francesco Nasato

09/08/2024

La nuova edizione del ReportCalcio FIGC offre molti spunti interessanti e di riflessione sullo stato del calcio in Italia.

In Italia nel 2023 il calcio ha creato oltre 11 miliardi di Pil

Gli occhi della maggior parte degli appassionati di sport sono fissi su Parigi e le Olimpiadi. Una sequenza continua e senza interruzioni di gare, emozioni, finali e medaglie. Il resto del mondo dello sport però non si ferma, soprattutto il calcio, la principale disciplina sotto tanti punti di vista per il nostro Paese. Nei giorni scorsi la FIGC ha presentato l’ultime edizione del ReportCalcio, sviluppato dal Centro Studi FIGC in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC Italia, che al suo interno presenta una novità significativa: all’interno del documento infatti è presente uno studio sull’impatto socio-economico diretto, indiretto e indotto prodotto dal calcio italiano, realizzata da PwC prendendo come riferimento tutti i principali stakeholder coinvolti nell’attivazione di valore del Sistema Calcio, ovvero il settore professionistico, quello del calcio giovanile e dilettantistico, la FIGC, il turismo calcistico, i quotidiani sportivi, i broadcaster e le scommesse sul calcio.

Nel 2023 il calcio ha avuto un impatto di oltre 11 miliardi sul Pil italiano

Si dice spesso che il calcio sia un’industria molto importante per l’intera economia italiana, ma spesso si fa fatica ad argomentare con efficacia questa tesi perchè non sempre si è in grado di quantificare in cifre questo impatto. Il ReportCalcio della FIGC fornisce un dato circostanziato e preciso: nel 2023 il calcio in Italia ha un impatto sul Pil di 11,3 miliardi di euro, attivando quasi 130mila unità lavorative annue attivate e generando 3,3 miliardi complessivi di gettito fiscale. Di questa cifra quasi la metà è generata dal mondo del professionismo maschile. Serie A, B e C in termini di impatto diretto e ricadute a livello indiretto e indotto hanno avuto infatti un impatto complessivo sul Pil stimabile in oltre cinque miliardi di euro nel 2023.

Anche nei numeri complessivi il calcio continua a essere il riferimento sportivo in Italia. Come si legge nel report il settore della FIGC, considerando l’attività delle rappresentative Nazionali e il ruolo svolto per il coordinamento e la promozione dell’attività calcistica nel nostro Paese, insieme a quello del calcio dilettantistico e giovanile, rappresenta il principale movimento sportivo italiano, in grado da incidere da solo per oltre il 20% del totale delle società presenti nello sport del nostro Paese e per quasi un tesserato su 3 delle 48 diverse federazioni sportive italiane. In totale si contano in Italia oltre 11.000 società sportive, 62.000 squadre, 1,1 milioni di calciatori tesserati, oltre 36.000 tecnici, oltre 244.000 dirigenti e oltre 546.000 partite organizzate all’anno.

I costi del calcio italiano crescono più velocemente dei ricavi

Il tema della sostenibilità del calcio e in particolare di quello italiano è sempre più attuale e non più rinviabile per tutti i club. Un’idea che viene confermata e rafforzata da quelli che sono i numeri che si leggono nel ReportCalcio per il 2023. Tra il 2007-2008 e il 2022-2023 infatti il valore della produzione è cresciuto di 1,9 miliardi e i costi di produzione di 2,4 miliardi: tradotto, in media per ogni euro in più prodotto come ricavi ne sono stati spesi ogni anno 1,3 in termini di costi. Inoltre per ogni 100 euro investiti mediamente da un club di calcio appena 5 provengono dai mezzi propri, mentre i restanti 95 arrivano da capitali di terzi (indebitamento esterno).

Il 2023 però ha evidenziato un importante aumento del valore della produzione che ha sfiorato i 4,3 miliardi di euro, dato record nella storia del calcio italiano, crescendo a un ritmo molto più sostenuto rispetto all’aumento dei costi. Il fatturato è infatti aumentato del 23,9%, mentre il costo del lavoro di appena il 2,7%, con l’incidenza sul valore della produzione che è scesa dal 70% al 58%. Il presidente federale Gravina non nasconde però che la situazione sia delicata: «Persiste una situazione delicata nonostante segnali più incoraggianti rispetto al passato. In questo settore, la Figc ha intrapreso una strada virtuosa che però non può essere davvero esaustiva se la necessità di trovare un sostanziale equilibrio tra costi e ricavi non diventa una scelta consapevole e definitiva da parte dei club professionistici. Il ReportCalcio rappresenta un fondamentale strumento strategico, per supportare il sempre più improcrastinabile percorso di riforma del calcio italiano, che inizialmente si è concentrato sulla sostenibilità economico-finanziaria, con l’obiettivo di arrivare ad un risanamento dell’attuale scenario di criticità in un arco temporale di 5 anni»

Come spesso accade la direzione da seguire sembra essere chiara e definita, non resta che trasformare intenzioni e dichiarazioni in azioni e risultati visibili e quanto mai concreti.

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