Impresa, azienda e ditta: significato e differenze

Simone Micocci

27 Marzo 2019 - 15:07

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Impresa, azienda e ditta nel linguaggio corrente spesso sono utilizzati come sinonimi pur avendo un significato diverso: ecco quali sono le differenze da tenere bene in mente per non fare confusione.

Anche se la maggior parte delle persone ritiene che questi tre termini abbiano lo stesso significato, impresa, azienda e ditta definiscono - dal punto di vista giuridico - tre concetti differenti e distinti tra di loro.

Se da una parte l’impresa è l’attività svolta dall’imprenditore - e che a seconda dell’ambito di appartenenza può essere di natura agricola, commerciale o artigiana - per azienda (articolo 2555 Codice Civile) si intende quel complesso dei beni organizzati dall’imprenditore utili per lo svolgimento della propria attività (sono compresi quindi i locali e gli arredi, ma anche le singole attrezzature). Con il termine ditta (articolo 2563 del Codice Civile), invece, si fa riferimento al nome con cui l’imprenditore esercita l’attività, ossia alla propria denominazione commerciale.

Eppure, nonostante presentino tre significati diversi, spesso si crede che impresa, azienda e ditta possano essere utilizzati come sinonimi; per evitare di fare ancora confusione vediamo nel dettaglio quali sono le differenze tra questi tre termini.

Impresa

L’impresa è un’attività economica organizzata in maniera professionale e diretta alla produzione o scambio di beni o servizi.

L’impresa può essere:

  • agricola: attività contraddistinta dalla coltivazione dei fondi e dall’allevamento del bestiame.
  • commerciale è una categoria residuale e in linea generale vi rientrano le attività economiche che realizzano la produzione (detta anche impresa artigiana) o il commercio di beni e servizi.

L’imprenditore può essere una persona fisica e in tal caso si parla di imprenditore individuale. Tuttavia l’attività economica imprenditoriale può essere svolta sotto altre forme come la società che a sua volta può essere:

  • di persone o di capitali;
  • cooperativa;
  • ente no profit.

Qualora venga svolta in forma societaria il fine è dato dalla distribuzione di utili tra i soci. Nel caso di ente no profit l’attività imprenditoriale è finalizzata all’impiego degli utili per il sostentamento e mantenimento dell’attività dello stesso ente.

L’azienda

L’azienda, invece, è un complesso di beni economici (materiali e immateriali), organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività imprenditoriale dei quali non necessariamente è proprietario. È il mezzo necessario per lo svolgimento dell’impresa. L’azienda è dunque costituita da strumenti, i cosiddetti fattori della produzione.

È sufficiente un contratto di affitto che consenta all’imprenditore l’utilizzo e l’impiego di tali beni. La qualificazione di un bene come bene aziendale è connessa alla destinazione unitaria del bene e al suo scopo produttivo. L’azienda è l’organizzazione che consente di coordinare i fattori produttivi, la tecnologia e le informazioni disponibili per produrre prodotti e servizi che soddisfano le esigenze dei consumatori, ossia la domanda del mercato.

Ciascuno degli elementi dell’azienda svolge un ruolo e una funzione che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’impresa. L’azienda è influenzata dall’ambiente esterno poiché in risposta agli stimoli provenienti dall’esterno l’azienda modifica il rapporto fra i fattori di produzione.

La ditta

La ditta è un segno distintivo dell’imprenditore; assolve la sua funzione di identificazione dell’imprenditore rispetto alla massa dei consumatori.

Serve altresì a permettere ai terzi, come ad esempio i creditori, di giungere ad una rapida individuazione del titolare dell’impresa. La ditta è il nome sotto il quale l’imprenditore esercita la sua attività; non deve coincidere con il nome civile ma può essere formata in qualsiasi maniera, al fine di soddisfare al meglio esigenze legate alla diffusione dell’impresa.

L’imprenditore ha diritto all’uso esclusivo della ditta da lui prescelta.

Unici requisiti sono il cognome o la sigla dell’imprenditore e il rispetto di norme imperative, di ordine pubblico e di buon costume.

Quando la ditta è uguale o simile a quella usata da altro imprenditore e può creare confusione per l’oggetto dell’impresa e per il luogo in cui questa è esercitata, deve essere integrata o modificata con indicazioni idonee a differenziarla. La ditta non può essere trasferita separatamente dall’azienda.

Nel trasferimento dell’azienda per atto tra vivi la ditta non passa all’acquirente senza il consenso dell’alienante.

Nella successione nell’azienda per causa di morte la ditta si trasmette al successore, salvo diversa disposizione testamentaria.

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