Illimity-Banca Ifis: la fusione tra le due banche italiane, entrambe quotate sull’Euronext Milan, segmento Euronext Star Milan, si farà? Oggi le azioni di entrambi gli istituti di credito rimangono ferme in attesa del grande verdetto che arriverà in giornata dal CDA di Illimity, che si riunirà per esaminare l’OPAS (Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria e totalitaria) che è stata annunciata a sorpresa da Banca Ifis l’altro ieri 8 gennaio 2025, e che ammonta a 298 milioni di euro. La notizia ha fatto scattare subito al rialzo le azioni dell’istituto di credito fondato e guidato dal CEO Corrado Passera, al centro di rumor e speculazioni varie nelle ultime settimane dopo quella carica shock di sell off sulle azioni e sui bond che ha colpito sia le sue azioni che i suoi bond, in particolare nel mese di novembre.
L’altroieri il titolo Illimity è schizzato fino a oltre il 12%, continuando a guadagnare anche nella seduta di ieri: fattore che ha dimostrato come Piazza Affari stia scommettendo sul rilancio da parte di Banca Ifis. D’altronde, a dispetto della grande paura che ha trascinato al ribasso le azioni più volte, i fondamentali della banca creata dal banchiere Corrado Passera sono solidi, anche a dispetto di quella ispezione di Bankitalia che è avvenuta durante l’estate e che ha messo in evidenza alcune criticità della banca. Il nodo rimane dunque quel prezzo dell’OPAS messo sul piatto da Ifis che, secondo diversi esperti rischierebbe, nel caso in cui venisse accettato, di portare Passera a svendere il suo fiore all’occhiello.
Secondo alcuni rumor che circolano a Piazza Affari, il banchiere sarebbe rimasto tra l’altro spiazzato di fronte a una proposta che valuterebbe Illimity troppo poco, oltre a non essere stata concordata: e di questo sarebbe consapevole in primis il mercato, che non per niente ha premiato con i buy delle ultime sessioni le azioni di Illimity, facendole salire fino a 3,9 euro. Intanto, in attesa dell’esito del CDA di oggi, c’è qualcuno che individua chi sarebbe il grande vincitore (o meglio chi sarebbero le grandi vincitrici) del successo dell’OPAS di Ifis.
The Banker: un accordo che potrebbe rivoluzionare il mercato italiano. Il bazooka pro-PMI
La risposta arriva con un articolo pubblicato da The Banker, che fa notare come una eventuale fusione tra i due istituti Illimity e Banca Ifis si tradurrebbe nella creazione in primis di un bazooka che andrebbe a beneficio, in primis, del mercato delle banche che erogano prestiti alle PMI, ovvero alle piccole e medie imprese.
Sarebbe questo mercato il diretto interessato da un eventuale matrimonio tra le due banche, al punto che il titolo dell’articolo di The Banker dice tutto: “How Banca Ifis’ bid for Illimity could change the Italian market”. Ovvero: “Ecco come l’offerta di Banca Ifis per Illimity potrebbe cambiare il mercato italiano”.
Nello specifico viene illustrato il seguente impatto:
“L’accordo potrebbe significare che le PMI italiane, che sono al momento servite in misura inferiore dalle grandi banche, potrebbero avere accesso a migliori finanziamenti e servizi bancari, anche se gli analisti, durante la call con cui (Banca Ifis ha annunciato l’OPAS) si sono interrogati sulla compatibilità dei modelli di business dei due istituti”.
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The Banker, rivista mensile sugli affari internazionali del Financial Times - che ha tra l’altro incoronato UniCredit, banca iguidata dal CEO Andrea Orcel banca dell’anno 2024 in Italia, Europa e a livello globale - ha ricordato che Banca Ifis, con sede a Venezia, è stata fondata nel 1983 da Sebastian Egon Fürstenberg.
Presidente del gruppo è Ernesto Fürstenberg Fassio, che nel 2019 divenne azionista di maggioranza di Ifis, e che al momento è CEO della holding che controlla la banca, La Scogliera SA.
E’ stato ricordato che l’OPAS prevede che, per la prima volta in 42 anni, la famiglia Furstenberg riduca la partecipazione che detiene in Banca Ifis attraverso La Scogliera portandola al di sotto del 50%.
Il deal, secondo Banca Ifis, assicurerebbe diversi vantaggi.
In caso di successo dell’OPAS, si legge nella nota con cui la banca ha annunciato la mossa su Illimity, il Gruppo Ifis accelererebbe infatti “il proprio percorso di crescita” e consoliderebbe “la leadership nel mercato italiano dello specialty finance, ampliando la base delle PMI clienti, entrando in nuovi business e in nuovi segmenti e proseguendo la leadership negli NPL”.
L’accordo genererebbe 75 milioni di euro di sinergie annuali a fronte di costi di integrazione che ammonterebbero a 110 milioni di euro con Illimity che, secondo Banca Ifis, beneficerebbe dal canto suo della rete di distribuzione di Ifis, che comprende 28 filiali e 250 banchieri circa in Italia.
Illimity-Ifis: per The Banker la palma della vittoria andrebbe alle PMI italiane bistrattate
A vincere tuttavia, secondo The Banker, sarebbero soprattutto le PMI, ovvero le Piccole e medie imprese italiane, come emerge d’altronde dalla stessa nota di Banca Ifis, guidata dal CEO Frederik Geertman:
“Banca Ifis e illimity Bank operano con modelli di business omogenei e con molteplici elementi di complementarità che consentiranno lo sviluppo di importanti sinergie in diverse aree, a partire dalla specializzazione nei servizi finanziari verso le PMI, con particolare riferimento al comparto del factoring, del credito garantito di medio periodo e della finanza strutturata. La quarantennale presenza di Banca Ifis nel mercato delle PMI e l’elevato livello di specializzazione raggiunto in questi anni consentiranno, inoltre, una contaminazione del know-how e una messa a sistema degli asset”.
Per la precisione, ha rimarcato la banca, “da un lato Illimity Bank potrà beneficiare della rete di distribuzione di Banca Ifis, presente capillarmente su tutto il territorio nazionale con 28 filiali, e di economie di scala che renderanno più efficace la valorizzazione dell’offerta commerciale. Dall’altro, Banca Ifis accederà a nuovi segmenti di business, come ad esempio il turnaround financing e rafforzerà la propria presenza nell’investment banking per le PMI ”.
Corrado Passera: il ruolo cruciale ricoperto nel mondo della finanza e della politica dell’Italia
Con il suo articolo, The Banker ha ricordato il ruolo cruciale che Corrado Passera ha rivestito non solo nel mondo della finanza ma anche in quello politico dell’Italia.
Passera viene definito “finanziere italiano ben noto”, che ha ricoperto diverse cariche durante la sua carriera e che nell’estate del 2006, nelle vesti di CEO di Banca Intesa, ha dato vita alla fusione tra l’istituto da lui presieduto e la rivale di casa Sanpaolo IMI, creando così quel campione nazionale che è oggi e da un po’ Intesa Sanpaolo, banca numero uno in Italia per valore degli asset.
Menzionato anche il ruolo di Ministro dello Sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti del governo tecnico Monti, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, anni in cui Passera ha promosso anche “riforme a sostegno del mercato del mercato delle start up in Italia”.
Per quanto riguada Illimity, fondata dal banchiere nel 2018, The Banker ricorda “è una banca specializzata che eroga credito alle PMI che sono caratterizzate da un forte potenziale ma da un accesso limitato ai finanziamenti. Il punto di forza (di Illimity) è la tecnologia basata sul cloud che contrasta con l’IT delle banche di investimento tradizionali”.
Di conseguenza, un elemento chiave che potrebbe supportare le nozze tra le due banche potrebbe essere “la combinazione tra il valore IT di Illimity e la maggiore presenza geografica di Banca Ifis”, una caratteristica che “creerebbe un’opportunità per le PMI italiane che faticano a essere servite dalle banche italiane più grandi e più tradizionali ”.
Detto questo, “una differenza commerciale” che salta subito all’occhio è rappresentata dal fatto che, mentre Banca Ifis continua a operare nel business del recupero dei crediti deteriorati (NPL), Illimity ha appunto detto addio a questo segmento.
Di qui, ha rimarcato The Banker, i dubbi degli analisti sulla compatibilità tra i modelli di business delle due banche, che sono stati sollevati durante la conference call indetta da Banca Ifis per spiegare la ratio dell’OPAS lanciata sulla banca di Passera.
Il CEO di Banca Ifis ha risposto ricordando che entrambe i due gruppi offrono un mix di prodotti complementari.
Geertman ha aggiunto che Banca Ifis, nel corso degli ultimi anni, ha beneficiato inoltre dell’attenzione data sia al settore delle PMI che degli NPL.
L’articolo di The Banker ha messo in evidenza invece che Illimity ha ridotto la sua partecipazione nel business degli NPL dal 33% del 2019 al 12% del 2023, a fronte di un libro prestiti che invece ha continuato a crescere in modo costante.
La quota di mercato di Banca Ifis nel business degli NPL è rimasta invece per lo più la stessa, con una incidenza pari al 14-15% dei prestiti.
Illimity nel bel mezzo di una metamorfosi post addio agli NPL
Illimity sta attraversando di fatto una fase di profonda transizione dopo l’addio che all’inizio del 2024 Passera ha dato al business degli NPL (Non Performing Loans, o anche crediti deteriorati), che aveva fatto inizialmente la fortuna della banca e che alla fine, con la crisi del settore, si è confermato più croce che delizia per il gruppo.
Lo ha ammesso lo stesso banchiere Corrado Passera, riferendosi tra l’altro all’inizio dello scorso anno anche alla performance deprimente delle azioni a Piazza Affari: “Se una banca realizza 104 milioni di utili veri in un anno e in Borsa capitalizza 365 milioni c’è, evidentemente, qualcosa che non torna”, aveva detto interpellato da Il Corriere della Sera nel marzo dello scorso anno, aggiungendo che “all’inizio abbiamo insistito troppo sulla formula di Banca per gli NPL e oggi che siamo diventati cosa ben diversa e più articolata è difficile togliersi l’etichetta di dosso”.
Di qui, la metamorfosi che è ancora in atto per il Gruppo bancario fiero del suo DNA “imprenditoriale, tecnologico e specializzato sulle Piccole e Medie Imprese”.
A questo punto, la parola passa a Passera e al CDA di Illimity, che dovranno innanzitutto rispondere alla domanda che Piazza Affari si è già posta e a cui ha già risposto: il prezzo offerto è giusto?