Hai oro in portafoglio? Probabilmente sì, e se così fosse sarai soddisfatto di sapere che il trend resta positivo. Anzi, fortemente positivo. Ma, per certi versi, forse anche troppo. Devi sapere che mentre il tuo investimento in oro guadagna valore, esiste una forza che lo sta spingendo verso l’alto. E questa forza ha un nome preciso: paura. Paura di cosa? Guardando nei dati macroeconomici, emerge un elemento che potrebbe sollevare più di un sospetto.
L’oro, da sempre bene rifugio, si muove quando gli investitori cercano protezione. E oggi la protezione non è un concetto vago, ma la risposta diretta a segnali concreti provenienti dal mercato del lavoro e dalla Federal Reserve. Ed è qui che la storia si fa interessante.
I segnali dal lavoro USA e la Fed che taglia
Il dato da cui partire è il report sull’occupazione americana, quello che gli addetti ai lavori chiamano Non-Farm Payrolls (NFP). Tradotto: il numero di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti, escluso il settore agricolo. Negli ultimi mesi il dato ha sorpreso al ribasso, indicando che l’economia a stelle e strisce sta creando meno occupazione del previsto.
A questo si aggiunge una disoccupazione leggermente in aumento rispetto ai minimi storici. Non siamo ancora in una fase critica, ma è sufficiente a far scattare il campanello d’allarme. Perché? Perché dietro le quinte si muove un attore decisivo: la Federal Reserve.
Se la Fed inizia a considerare tagli ai tassi, non è necessariamente una buona notizia. In teoria un tasso più basso stimola la crescita e sostiene i mercati. Ma se Powell e colleghi scelgono di tagliare in un contesto di inflazione non ancora pienamente sotto controllo, significa che temono qualcosa di più grande.
E indovina chi beneficia immediatamente di questo scenario? L’oro. Il costo opportunità di detenerlo cala (perché i rendimenti dei bond diminuiscono) e la domanda per il metallo giallo esplode. Non a caso il suo rally recente coincide con l’aumento delle probabilità di tagli.
Gold
Grafico a candele del Gold. Fonte: baha.com
Perché potrebbe trasformarsi in una trappola
Fin qui, tutto sembra lineare: la Fed taglia e l’oro sale. Ma è davvero una buona notizia per gli investitori complessivi? Forse no.
Il problema è che mentre l’oro corre, i mercati azionari si muovono in modo più fragile. I multipli, in particolare il Price/Earnings (P/E ratio), si trovano su livelli estremamente elevati: in media più alti che nel periodo precedente allo scoppio della bolla dot-com. Questo significa che le quotazioni sono tirate, e qualsiasi contrazione sugli utili aziendali potrebbe trasformarsi in un brusco repricing.
Se gli utili scendono e i prezzi seguono, l’oro smette di essere il segnale positivo che molti vedono, per diventare il sintomo di un problema più ampio: l’economia reale rallenta e gli asset rischiosi vengono penalizzati. In questo contesto, il rally del metallo prezioso potrebbe rivelarsi un falso amico, una copertura che ti fa sentire al sicuro ma che in realtà sta segnalando che il resto del portafoglio è esposto a rischi crescenti.