Mentre la direzione del prossimo movimento dei tassi sembra ormai tracciata e data per scontata dal mercato, l’entità del taglio rimane incerta e dipenderà dai dati che verranno raccolti nelle prossime settimane.
Se l’economia dovesse continuare a mostrare segnali di rallentamento e l’inflazione rimanere sotto controllo, non sarebbe sorprendente vedere la Fed optare per un taglio di 50 punti base, al fine di prevenire un ulteriore deterioramento delle condizioni economiche. Una rapido sguardo ad alcuni indicatori suggerisce proprio una forte indecisione in questo senso, quindi cosa ha senso aspettarsi?
Il discorso di Powell è stato molto chiaro
Il discorso di Jerome Powell al simposio di Jackson Hole, uno degli appuntamenti più attesi dai mercati finanziari, ha fornito indicazioni cruciali sul futuro della politica monetaria statunitense. Il Presidente della Federal Reserve ha parlato con chiarezza, dissipando alcune delle incertezze che aleggiavano riguardo alla direzione dei tassi di interesse, sebbene non dichiarando direttamente alcuna sua intenzione, mostrandosi ancora una volta strettamente «data dependent». I dati economici attuali parlano chiari, si delinea un quadro in cui l’inflazione, pur non essendo ancora perfettamente allineata con l’obiettivo del 2%, si è avvicinata sensibilmente, e il mercato del lavoro, sebbene non più «surriscaldato», rimane solido.
In particolare, il tasso di disoccupazione è aumentato al 4,3%, un dato che riflette più un aumento dell’offerta di lavoratori che una debolezza nella domanda di lavoro. Inoltre, facendo un rapido parallelismo con l’era pre covid-19, Powell ha evidenziato come le condizioni attuali del mercato del lavoro sono meno rigide rispetto a quelle del 2019, quando l’inflazione era inferiore al 2%. Infine, secondo il banchiere centrale, esistono buone ragioni per credere che l’inflazione possa ritornare al 2% mantenendo un mercato del lavoro forte.
Cosa si aspetta il mercato?
Questo scenario ha portato molti analisti e investitori a credere che un taglio dei tassi sia ormai imminente. Secondo il Fed Watch Tool del CME, uno strumento che misura le aspettative del mercato sui movimenti dei tassi della Fed, la possibilità di un taglio dei tassi nel prossimo incontro di settembre è quasi certa.
Il discorso di Powell ha alimentato le aspettative di un taglio significativo dei tassi, con due scenari principali che emergono. Secondo le stime del Fed Watch Tool, la probabilità di un taglio di 25 punti base è del 62%, mentre un taglio più aggressivo di 50 punti base è valutato al 38%. Questo indica che il mercato si aspetta una riduzione dei tassi, ma non esclude la possibilità che la Fed possa adottare una postura più decisa, soprattutto se i dati economici in arrivo dovessero suggerire un raffreddamento ulteriore dell’inflazione o un peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro.
Powell ha infatti chiarito che il ritmo dei tagli dipenderà fortemente dai dati economici in arrivo. Questa affermazione lascia spazio all’incertezza, poiché la Fed sembra voler mantenere una certa flessibilità per reagire prontamente a qualsiasi cambiamento nel panorama economico.
Cosa sta accadendo in borsa?
La chiara indicazione che un taglio è in arrivo ha già avuto effetti sui mercati finanziari. L’S&P 500 ha reagito positivamente alle parole di Powell, guadagnando terreno in vista di una politica monetaria più accomodante. Il dollaro, al contrario, ha perso valore, riflettendo le aspettative di un allentamento delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti.
DXY, S&P00
Grafico lineare bianco del DXY e arancione dell'S&P500.