A luglio 2024 il titolo Technoprobe quotava intorno agli 8,30 euro. Due anni dopo, si muove in area 32-34 euro, con un massimo storico toccato a 38,58 euro a giugno 2026.
Un percorso eccezionale per una società italiana quotata su Borsa Italiana, che ha trasformato Technoprobe S.p.A. in una delle storie di crescita più brillanti del listino milanese, trainata dal boom dell’intelligenza artificiale e della domanda di test per semiconduttori avanzati.
I numeri di Technoprobe
Technoprobe è leader mondiale nella progettazione e produzione di probe card, le schede di test che permettono di verificare il funzionamento dei chip prima che vengano assemblati nei dispositivi finali. L’azienda, con sede a Cernusco Lombardone (Lecco), conta circa 3.238 dipendenti e opera principalmente in Asia (52,7% dei ricavi nel 2025) e America (40%). I suoi clienti sono grandi produttori di semiconduttori, con una concentrazione tipica del settore: nel 2025 il primo cliente ha rappresentato il 27,6% dei ricavi, il secondo il 16,1% e il terzo l’11,6%.
I numeri del bilancio 2025, chiuso il 31 dicembre, raccontano chiaramente l’accelerazione. I ricavi consolidati sono saliti a 628,38 milioni di euro, in crescita del 15,7% rispetto ai 543,15 milioni del 2024. Il margine lordo è migliorato al 44,4% (da 41,1%), generando un utile lordo di 279,09 milioni. L’EBITDA ha raggiunto 201,44 milioni di euro, con un balzo del 47,5% e un margine salito al 32,1% (dal 25,1% dell’anno precedente).
L’utile netto consolidato è arrivato a 98,85 milioni di euro, in aumento del 57,4%. L’EPS si è attestato a 0,15 euro. La posizione finanziaria netta è rimasta solidamente positiva per 684,2 milioni di euro, confermando la capacità di autofinanziarsi senza indebitamento significativo.
La leva operativa ha funzionato perfettamente: nonostante l’aumento dei volumi e gli investimenti in capacità produttiva (99,38 milioni di euro nel 2025), i margini si sono espansi in modo marcato. La spesa in ricerca e sviluppo è rimasta elevata (8,7% dei ricavi), segno di un’azienda che continua a innovare per stare al passo con nodi tecnologici sempre più avanzati richiesti dall’AI.
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Come sta andando il titolo?
Sul mercato azionario la reazione è stata poderosa. Nel 2025 il titolo ha guadagnato oltre il 112%, dopo un 2024 in calo del 33,5%. Nel 2026, fino a luglio, il rialzo da inizio anno ha superato il 170-190% a seconda delle sessioni esatte, con un picco di oltre +360-390% negli ultimi dodici mesi.
La capitalizzazione di mercato ha superato i 21-24 miliardi di euro, un multiplo impressionante rispetto ai ricavi del 2025.Le valutazioni attuali riflettono le aspettative di crescita futura. Il P/E trailing si attesta intorno alle 220x, mentre il forward P/E è più contenuto intorno alle 64x. Il Price/Sales è circa 34x. Questi multipli sono elevati, ma vanno letti nel contesto di una società che punta a raddoppiare i ricavi entro il 2027.
La guidance aziendale è chiara: per il 2027 Technoprobe conferma l’obiettivo di ricavi tra 850 e 900 milioni di euro e un margine EBITDA tra il 38% e il 40%, obiettivo anticipato di un anno rispetto alle previsioni iniziali del Capital Market Day di aprile 2025. Per il primo trimestre 2026 la società ha indicato ricavi record intorno ai 182 milioni di euro (+/-3%) e un margine lordo in ulteriore espansione al 46,5%.
Gli analisti che coprono il titolo (sette in totale) mantengono un consensus prevalentemente positivo (“Buy”). Il target price medio a dodici mesi si colloca intorno ai 37,6-38,4 euro, con un upside potenziale del 15-25% rispetto ai livelli di luglio 2026. Il target più alto arriva a 42 euro (Deutsche Bank), mentre il più basso si ferma a 22,50 euro. Alcuni istituti come BofA Securities e Deutsche Bank hanno recentemente alzato le stime dopo i risultati del 2025 e l’upgrade dell’outlook.
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Quanto può crescere ancora Technoprobe?
Fin dove può salire Technoprobe? Se l’azienda manterrà l’esecuzione mostrata finora e il ciclo dell’AI continuerà a spingere la domanda di test per chip ad alte prestazioni (soprattutto per GPU data center e applicazioni avanzate), i ricavi del 2027 intorno ai 875 milioni e un EBITDA margin del 39% potrebbero giustificare una capitalizzazione di mercato ben superiore ai 30-35 miliardi di euro.
A multipli forward più normalizzati (ad esempio EV/EBITDA intorno a 25-30x), il titolo potrebbe muoversi verso area 45-55 euro nei prossimi 18-24 mesi in uno scenario base positivo. In un contesto molto favorevole, con ulteriore espansione dei margini e acquisizioni mirate, non sarebbero da escludere picchi anche più elevati.Naturalmente i rischi non mancano.
Il titolo è estremamente volatile: ha subito drawdown superiori al 50% nel 2024-2025 prima del rally. La concentrazione dei clienti espone a rischi di ritardi o riduzioni di ordini da parte di uno o due grandi player. Le fluttuazioni del dollaro (molti ricavi sono in USD) possono influenzare i margini.
La competizione nel settore delle probe card rimane intensa, anche se Technoprobe ha dimostrato di guadagnare quote di mercato grazie alla tecnologia proprietaria.
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