Guerra in Libia: la minaccia (anche per l’Italia) è la Turchia

Guerra in Libia: la Turchia è pronta a combattere e fa arrivare carri armati e soldati. Quali conseguenze per l’Italia se il conflitto libico si estende? Erdogan è sempre di più una minaccia per l’intera area e non solo.

Guerra in Libia: la minaccia (anche per l'Italia) è la Turchia

La guerra in Libia diventa sempre di più una minaccia per la stabilità della regione e non solo. A giocare un ruolo strategico e pericoloso è la Turchia, Paese molto attivo sul fronte libico, intenzionato a difendere innanzitutto i suoi interessi energetici ed economici nell’area.

Se, infatti, Erdogan sta puntando ad una vera e propria conquista della supremazia nel Mar Mediterraneo, la sua politica appare molto determinata anche sul fronte bellico terrestre.

Le ultime notizie che provengono da Tripoli e dintorni, infatti, non sono affatto buone e riportano alla luce il mancato rispetto del cessate il fuoco e dell’embargo alle armi. Il conflitto si fa complesso e le mosse turche sono una minaccia per la già fragile situazione libica.

Una Turchia combattiva nella guerra in Libia è un campanello d’allarme per tutti gli attori coinvolti, anche per l’Italia.

Guerra in Libia: la Turchia pronta a combattere?

Stando agli aggiornamenti dell’ultima ora, i buoni propositi della Conferenza di Berlino per fermare i combattimenti in Libia sono stati già dimenticati.

La guerra c’è e, analizzando quanto sta accadendo nel territorio libico, la prospettiva è di un’estensione del conflitto, piuttosto che di una tregua prolungata.

Oltre alle notizie sull’avanzata del generale Haftar verso Sirte e Misurata, con scontri armati sul campo tra il suo esercito e quello di al-Serraj, arrivano novità poco rassicuranti sulla Turchia.

Ankara si è schierata al fianco del Governo di Accordo Nazionale, con l’intento di difenderlo contro le mire espansionistiche del generale della Cirenaica e, soprattutto, con la volontà di ottenere importanti vantaggi di sfruttamento energetico.

Proprio l’atteggiamento turco sta facendo salire la tensione in Libia in queste ore. Secondo quanto diffuso dal quotidiano arabo al-Arabiya, sono approdate in acque libiche navi da guerra turche, comprendenti una nave mercantile con carri armati e camion a scopo militare. Ci sarebbe stato anche lo sbarco di soldati della Turchia e mercenari siriani.

Erdogan starebbe, quindi, attrezzando il suo alleato per fronteggiare l’avanzata di Haftar. La Francia, con una nota dello stesso Emmanuel Macron, ha attaccato l’atteggiamento di Ankara, definendolo contrario alle promesse sottoscritte a Berlino.

Il botta e risposta tra i due Paesi - la Turchia ha replicato che se la Libia si trova in queste condizioni è per responsabilità francese - è solo uno dei segnali di quanto la tensione sia a livelli altissimi.

La guerra in Libia non è affatto finita. Anzi, è più complicata che mai, anche a causa dell’approccio di potenze straniere quali la Turchia, determinate a conquistare la propria quota energetica e di potere.

Perché l’Italia è minacciata dalla Turchia in Libia

L’Italia, con il suo ministro degli Esteri Luigi Di Maio, continua a lanciare messaggi preoccupati sull’escalation di violenza in Libia. Il Belpaese, infatti, è uno dei più coinvolti nel conflitto e una guerra a tutto campo, supportata dall’atteggiamento della Turchia, sarebbe un grave pericolo per la nostra nazione.

I canali diplomatici, infatti, non si sono mai fermati. C’è stato un colloquio telefonico tra i due ministri degli esteri italiano e turco proprio in queste ore, nel quale l’Italia ha ribadito la necessità di raggiungere e rispettare il cessate il fuoco.

Una Turchia aggressiva potrebbe far esplodere un conflitto indomabile nell’intricata rete di tribù locali, gruppi armati, fazioni in campo in Libia. Con la conseguenza, per l’Italia, di vedere aumentare i rischi di un coinvolgimento attraverso l’aumento degli sbarchi di migranti e le perdite economiche.

Per il nostro Paese, quindi, la guerra in Libia e la Turchia rappresentano pericoli da non sottovalutare.

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Argomenti:

Libia Turchia Italia Guerra

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