Forti vendite, ma con utili forti. Short squeeze sulle azioni Saipem?

Tommaso Scarpellini

24 Luglio 2025 - 16:15

Saipem sotto pressione degli short seller con short interest elevato, ma utili e ricavi confermano un trend positivo. Cosa si nasconde dietro questa contraddizione che nessuno vede?

Forti vendite, ma con utili forti. Short squeeze sulle azioni Saipem?

Saipem è fra le società più chiacchierate del Ftse Mib. Da settimane circola un dato che ha fatto alzare più di un sopracciglio: uno short interest stimato attorno al 6-7% del flottante, una quota decisamente elevata per un titolo italiano a grande capitalizzazione. In altre parole, diversi fondi speculano su un ribasso della società.

Eppure, il management ha appena comunicato risultati che vanno nella direzione opposta. Se il mercato iniziasse a premiare questi numeri e il titolo entrasse in un trend di recupero, quegli stessi fondi potrebbero trovarsi nella morsa di uno short squeeze.

Ti ricorda qualcosa? GameStop nel 2021, quando la corsa improvvisa dei prezzi costrinse gli short seller a ricomprare di corsa, alimentando una fiammata ancora più violenta. Ecco cosa devi sapere.

Il quadro tecnico: uno short interest che pesa

Parliamo di short interest quando una parte rilevante delle azioni in circolazione è presa in prestito per essere venduta sul mercato, con l’obiettivo di ricomprarla a prezzi più bassi e generare un profitto. Secondo i dati più aggiornati di whalewisdom, Saipem ha uno short interest intorno al 7%, una percentuale che, per un titolo industriale del Ftse Mib, significa centinaia di milioni di euro puntati al ribasso. Non è un dettaglio: di solito, un livello così alto si osserva su titoli più piccoli o in crisi conclamata.

SAIPEM, 1W SAIPEM, 1W Grafico a candele settimanali del titolo SAIPEM. Fonte: baha.com

Il motivo di queste scommesse al ribasso? Il settore oil services è ciclico, il debito storico di Saipem ha fatto tremare gli investitori negli anni scorsi, e il mercato teme ancora possibili imprevisti. Ma i conti, stavolta, raccontano tutt’altra storia.

Fondamentali in miglioramento

Nei dati semestrali appena pubblicati, Saipem ha messo sul tavolo numeri solidi:

  • Ricavi: +12,4% su base annua, fino a 7,21 miliardi di euro.
  • Margine operativo lordo (EBITDA): +35,2%, pari a 764 milioni di euro.

Questi dati indicano una società che sta monetizzando meglio i contratti e che sta gestendo i costi con efficienza. Non parliamo di un rimbalzo tecnico, ma di un miglioramento operativo vero e proprio, che si riflette nella marginalità e nella capacità di generare cassa, almeno nel Q2, o bene o male, nell’ultimo semstre.
Per un titolo sotto osservazione degli short seller, questo tipo di risultati rappresenta una sfida diretta alle loro tesi ribassiste.

Come nasce uno short squeeze

Immagina un gruppo di fondi che ha scommesso contro il titolo. Se il prezzo inizia a salire in modo significativo, le perdite sugli short aumentano. A quel punto, per limitare i danni, gli short seller devono ricomprare le azioni che avevano venduto allo scoperto. Questo genera nuova domanda sul mercato e spinge il prezzo ancora più in alto, innescando un circolo vizioso: è il meccanismo dello short squeeze.

È raro vedere un vero e proprio squeeze su una large cap italiana, ma non impossibile. Se Saipem continuerà a pubblicare risultati in miglioramento e magari sorprenderà con nuovi contratti, e magari i fondi potrebbero quanto meno ridurre la pressione ribassista.

Uno scenario da monitorare

Oggi Saipem non è GameStop, e il mercato italiano non è Reddit. Ma le dinamiche di base sono le stesse: tanto short interest, fondamentali che migliorano, e un potenziale di risalita che può mettere all’angolo i ribassisti.