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Ferrari, utile oltre le attese. Perché il titolo sta scendendo?

Claudia Cervi

03/08/2023

I risultati record del Cavallino non bastano a sostenere il rally. Perché il Ferrari scende a Piazza Affari? È arrivato il momento di vendere il titolo? Ecco tutti i dettagli.

Ferrari, utile oltre le attese. Perché il titolo sta scendendo?

Ferrari ha battuto le stime per utili e margini nel 2023 grazie alla crescita delle consegne, specialmente in Cina, e al successo delle personalizzazioni. L’azienda sta anche lavorando verso una mobilità più sostenibile, con l’introduzione prevista della sua prima auto elettrica entro il 2025. Tuttavia, il titolo sta scendendo in Borsa a causa di vari fattori. È arrivato il momento di vendere?

Utili record nel 2023

Il secondo trimestre del 2023 ha segnato un trionfo finanziario per Ferrari, la rinomata casa automobilistica italiana, con risultati sorprendenti e margini in crescita. Ricavi netti saliti a 1,474 miliardi di euro (+14,1% a/a) e un utile netto di oltre 334 milioni (e utile diluito per azione rettificato pari a 1,83 euro) confermano la solidità dell’azienda.
Le consegne sono aumentate del 4%, con una notevole crescita del 14% in Cina e del 7% nelle Americhe. Il successo è stato trainato da modelli come la 296 GTB e la Roma, mentre la nuova SUV Purosangue è pronta a dominare il mercato. Il contributo delle personalizzazioni ha giocato un ruolo cruciale, generando un valore aggiunto per i clienti e aumentando i profitti.

Tuttavia, il titolo Ferrari sta perdendo terreno in Borsa, suscitando preoccupazione tra gli investitori. Le ragioni di questa diminuzione potrebbero essere attribuite alle aspettative del mercato e alla concorrenza con altri produttori di auto di lusso che puntano sull’elettrificazione. Mentre Ferrari si prepara per il futuro con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030, gli investitori sono incerti riguardo alle prospettive dell’azienda.

Nonostante ciò, Ferrari continua a essere un leader nell’innovazione e nella mobilità sostenibile. L’azienda sta investendo nella sua prima auto elettrica, programmata per il 2025, e sta costruendo un E-building completamente sostenibile per la produzione di componenti per le auto elettriche.

Gli investitori dovranno tenere d’occhio l’evoluzione di Ferrari e le sfide nel mercato automobilistico per decidere di investire sul titolo. Con un mix di successo finanziario e sforzi verso la sostenibilità, Ferrari sta cercando di mantenere la sua posizione di rilievo nel settore automobilistico di lusso.

Ferrari: strategie operative con i Turbo Certificates di UniCredit

Nonostante gli ottimi risultati, lo scenario rialzista di Ferrari è a rischio: nelle ultime sedute il titolo è sceso al di sotto della trend line che sale dai minimi di inizio anno (a 285 circa) salvo poi recuperare il supporto. Tuttavia i prezzi stanno minacciando la violazione definitiva di questo riferimento e del supporto succesivo a 283 euro rappresentato dalla media mobile esponenziale a 50 sedute.

Lo scenario grafico di breve termine potrebbe peggiorare ulteriormente nel caso di discese sotto area 280, base del canale correttivo (banner) disgnato dai top di fine giugno. In tal caso non si può più considerare il calo come semplice presa di profitto e si potrebbe assistere ad un avvitamento al ribasso verso almeno 261 euro, per il test del 38,2% di retracement di tutto il rialzo partito a fine dicembre. Al contrario, la tenuta di area 283-285 e la rottura decisa di 295 euro rivitalizzerebbero l’uptrend favorendo un allungo oltre i 300 euro.

Grafico giornaliero azioni Ferrari (RACE) Grafico giornaliero azioni Ferrari (RACE) Fonte TeleTrader

Per operare long sulle azioni Ferrari potrebbe aver senso utilizzare un certificato Turbo Open End di Unicredit con ISIN DE000HB8C6M9. Il certificato ha come sottostante Ferrari e presenta una barriera distante attualmente il 33,51%.

Per operare Short, invece, potrebbe essere appropriato utilizzare il certificato Turbo Open End Short di Unicredit con ISIN DE000HC78PK9, avente una barriera distante il 18,71% e come sottostante Ferrari.

Ricordiamo che tale barriera corrisponde a un vero e proprio stop loss, intrinseco nel prodotto, toccato il quale si genera automaticamente la chiusura della posizione.

I certificati Turbo Open End di Unicredit, inoltre, eliminano il problema del limite temporale dall’investimento senza però mantenere la presenza del fastidioso effetto compounding. Sono comunque strumenti finanziari complessi: per le operazioni di trading resta importante settare uno stop loss sulla base delle proprie esigenze e delle giuste regole di money management.}

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