La Fed ha alzato i tassi Usa di 25 punti base per la prima volta da luglio 2023, e Wall Street ha reagito in modo nervoso. Ora l’attenzione si sposta sulla Bank of England, che decide oggi, e sulla Bank of Japan, riunita da oggi con verdetto atteso domani.
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Mercoledì 16 settembre il Federal Open Market Committee ha approvato all’unanimità (voto 12-0) un rialzo di 25 punti base, portando i tassi sui fed funds dalla forchetta 3,50%-3,75% al nuovo intervallo 3,75%-4% - è il primo rialzo dei tassi Usa da luglio 2023. Nel testo del comunicato ufficiale del FOMC si legge che «l’inflazione rimane elevata» e che la decisione «contribuirà a favorire un ritorno più tempestivo dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%».
Il presidente della Fed Kevin Warsh, in conferenza stampa, è stato diretto: «il dato di fatto è che l’inflazione è troppo elevata», ha detto, aggiungendo che i dati dell’estate «non hanno indicato che le condizioni dell’inflazione siano migliorate» e che «troppi settori stanno registrando aumenti superiori al 3%». Parole giudicate hawkish dal mercato: il Dow Jones ha chiuso in calo di 630,56 punti (-1,21%) a 51.462,55, lo S&P 500 ha perso lo 0,44% a 7.552,22 punti, il Nasdaq è rimasto sostanzialmente piatto (-0,01%), l’euro-dollaro è sceso dello 0,64% a 1,1469 e il rendimento del Treasury decennale è tornato sopra la soglia psicologica del 5%, al 5,016%.
Oltre alla decisione sui tassi, la Fed ha pubblicato le nuove proiezioni economiche. La mediana del «dot plot» per fine 2026 è salita al 4,1% dal 3,8% indicato a giugno, il che implica un altro rialzo di 25 punti base entro dicembre; per il 2027 la mediana è salita al 4,1% (da 3,6%) e per il 2028 al 3,9% (da 3,4%). Sullo sfondo resta il petrolio, con il Brent salito sopra i 110 dollari al barile per lo shock energetico legato al conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran, uno dei fattori che alimentano i timori di un’inflazione più persistente del previsto.
Oggi tocca alla Bank of England
Il testimone passa ora alla Bank of England, che annuncia la propria decisione oggi, giovedì 17 settembre, alle 12:00 di Londra (13:00 in Italia). Il tasso di riferimento britannico è fermo al 3,75% dal taglio del dicembre 2025, come confermano due fonti indipendenti consultate.
Alla riunione di luglio il Comitato di politica monetaria (MPC) si era diviso 6 a 3, con Megan Greene, Catherine Mann e Huw Pill che avevano votato per un rialzo al 4%, in un contesto di inflazione britannica al 2,9% a luglio (contro un obiettivo del 2%) e proiezioni della stessa BoE verso il 3,2% più avanti nell’anno, spinta anche dal caro-energia.
Il mercato delle previsioni Polymarket, in una rilevazione del 14 settembre, prezzava una conferma dei tassi al 96,75% contro il 3,5% per un rialzo: una sorpresa resta possibile ma non probabile.
Da oggi si riunisce anche la Bank of Japan
Parallelamente, da oggi e fino a domani si tiene la riunione di politica monetaria della Bank of Japan: il verdetto, secondo il calendario ufficiale della BoJ, è atteso venerdì 18 settembre (orario dell’annuncio non ancora reso noto). Il mercato delle previsioni Polymarket, in una rilevazione del 16 settembre, assegnava il 98,2% di probabilità a un rialzo di 25 punti base, che porterebbe il tasso di riferimento all’1,25% dall’attuale 1%, livello già ai massimi da diversi decenni secondo i dati BoJ verificati nei giorni scorsi dalla redazione.
Articolo revisionato da Flavia Provenzani il
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