Intesa Sanpaolo mette a disposizione un plafond di credito da 30 miliardi di euro per i prossimi tre anni, per le piccole e medie imprese italiane che esportano o vogliono investire all’estero. Lo rende noto un comunicato ufficiale della banca, diffuso il 4 novembre 2026 a Roma, dove Intesa Sanpaolo ha presentato il pacchetto di misure insieme a Confindustria, SACE, SIMEST e ICE, l’agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane. Per chi vende o vorrebbe vendere fuori dai confini nazionali, il plafond rafforza e amplia una gamma di strumenti finanziari e assicurativi già in uso: polizze sul credito, finanziamenti agevolati e servizi per muoversi sui mercati esteri.
Un plafond triennale per export, investimenti diretti e produzione in Italia
Il nuovo plafond copre tre tipi di operazioni. La prima è l’export. La seconda sono gli investimenti diretti all’estero: l’apertura di filiali commerciali, stabilimenti produttivi o hub logistici nei mercati di sbocco. La terza sono i progetti realizzati in Italia ma utili alla crescita internazionale, per esempio l’ampliamento della capacità produttiva per servire nuovi mercati. Intesa Sanpaolo dichiara di aver già messo a disposizione, nell’ultimo triennio, oltre 19 miliardi di euro per le attività internazionali delle imprese italiane, con più di 1.000 progetti seguiti all’estero. I nuovi 30 miliardi proseguono quella linea, più che aprirne una nuova. Per farsi un’idea di come SIMEST strutturi da tempo i propri interventi, si può ripercorrere un precedente piano da un miliardo di euro dedicato alle imprese italiane.
Gli strumenti: assicurazione del credito, prestiti SIMEST e supporto diretto alla vendita estera
Dentro il plafond trovano posto quattro strumenti principali, ciascuno pensato per una fase diversa di un’operazione di export, dall’assicurazione del credito fino al supporto operativo diretto alla vendita all’estero:
- Polizza Credito Fornitore (SACE): copre i rischi commerciali e politici di una fornitura con pagamento dilazionato. Così l’impresa può farsi anticipare il credito assicurato, invece di aspettare l’incasso dall’acquirente estero. Secondo Intesa Sanpaolo è pensata soprattutto per chi vende macchinari e beni strumentali, comparto che da solo varrebbe il 18% dell’export italiano.
- Contributo in conto interessi (SIMEST): abbassa il costo del credito concesso all’acquirente estero, così l’esportatore italiano può offrire condizioni di pagamento più competitive. I dettagli sono sulla pagina ufficiale dei finanziamenti agevolati SIMEST.
- Prestiti partecipativi e finanziamenti subordinati (SIMEST): finanziamenti a lungo termine, rimborsati dopo gli altri creditori, per chi apre o rafforza stabilimenti, filiali commerciali o hub logistici all’estero.
- Trading Company: una struttura di Intesa Sanpaolo che si occupa, per conto dell’impresa, dell’intera operazione di vendita all’estero, dall’acquisto della merce dal produttore italiano alla rivendita al cliente straniero, compresi trasporto, dogana e incasso.
SIMEST dichiara di valutare i progetti insieme alle imprese fin dalle fasi iniziali, anche quando si parte da una semplice idea e non da un piano già strutturato.
Partnership bancarie all’estero e la piattaforma per trovare clienti
Il pacchetto include anche servizi per le imprese che hanno già, o stanno per aprire, una presenza diretta su un mercato estero. Sono già attive partnership con banche in Francia, India e Brasile. Assistono le imprese italiane su pagamenti, incassi e gestione della liquidità (cash management) delle loro controllate estere. Intesa Sanpaolo prevede di estenderle ad altri mercati entro la prima metà del 2027. C’è poi Connecting Markets, la piattaforma della Banca dei Territori - la divisione di Intesa Sanpaolo dedicata alle filiali e ai rapporti con le imprese - usata insieme a ICE per trovare clienti, fornitori e partner in oltre 170 Paesi. A questo si aggiunge un accordo con la società di noleggio Grenke, che permette ai clienti esteri di noleggiare beni strumentali italiani invece di acquistarli.
Come funziona l’accesso, e l’obiettivo dei 700 miliardi di export
Il comunicato non parla di bandi, graduatorie o finestre temporali per l’intero plafond. L’accesso passa dai canali ordinari di Intesa Sanpaolo: la filiale o il gestore aziendale di riferimento. Per gli strumenti SIMEST, passa invece dal portale ufficiale della società. In entrambi i casi non c’è alcun diritto automatico al finanziamento: ogni operazione resta valutata caso per caso dalla banca e, quando coinvolti, da SACE e SIMEST. Non sono stati resi noti tassi, massimali per impresa o requisiti di accesso puntuali: restano da definire operazione per operazione.
Tra i numeri citati durante la presentazione figura anche un obiettivo di 700 miliardi di euro di esportazioni complessive italiane, indicato dal Governo e richiamato da ICE, senza una scadenza precisata nel comunicato. Intesa Sanpaolo collega il plafond da 30 miliardi a quell’obiettivo.
Per un’impresa italiana che esporta o guarda all’estero, il passo concreto resta verificare con il proprio referente bancario, o sul sito di SIMEST, quali tra questi strumenti si adattano all’operazione che ha in mente.
| DISCLAIMER Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza aziendale, legale o fiscale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente d’impresa, un commercialista o all’ente gestore del bando o dell’incentivo (Camera di Commercio, Invitalia, Simest). Requisiti, scadenze e importi possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e le fonti ufficiali più recenti. |
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