Un ETF verde da evitare: -45% nel 2023

Redazione ETF

20 Gennaio 2024 - 17:19

Analizziamo un prodotto che è crollato nel 2023 registrando una performance sotto ogni aspettativa. Recensione completa, pro, contro e outlook.

Un ETF verde da evitare: -45% nel 2023

Questo ETF ha destato recentemente l’attenzione degli investitori, ma non per motivi positivi: un calo significativo del 45% nel corso dell’ultimo anno ha suscitato preoccupazioni e sollevato interrogativi sulla sua robustezza e sulla sostenibilità degli investimenti in questo tema specifico.

Tale performance negativa si colloca in un contesto più ampio, in cui l’industria energetica sta attraversando una fase di transizione notevole, con una crescente enfasi sull’idrogeno come risorsa chiave. Tuttavia, la dipendenza attuale dall’idrogeno derivato da combustibili fossili, noto come idrogeno blu, evidenzia le sfide tecnologiche ed economiche ancora presenti nel settore.

Questa recensione si propone di esaminare in dettaglio questo prodotto, esplorando le caratteristiche fondamentali dell’ETF, il suo contesto di mercato e la sua performance recente.

Situazione attuale dell’industria dell’idrogeno

L’analisi dell’industria dell’idrogeno offre uno sguardo approfondito sulle dinamiche di un settore in rapida espansione. Con una valutazione complessiva di 183 miliardi di dollari USA nel 2022, l’industria si prospetta come un importante attore nei settori dell’energia, dei trasporti e della produzione. La crescita del settore è ulteriormente evidenziata dalle iniziative europee, come le aste della Banca Europea dell’Idrogeno, che testimoniano l’impegno finanziario significativo nel settore. Tuttavia, la fase iniziale di molti progetti, come indicato dalla presenza dell’82% di progetti ancora in fase di sviluppo iniziale in Europa, sottolinea la necessità di accelerare il processo di investimento per sfruttare appieno il potenziale dell’idrogeno nella transizione energetica.

Il VanEck Hydrogen Economy UCITS ETF. Caratteristiche e performance

Il VanEck Hydrogen Economy UCITS ETF è stato lanciato nel marzo 2021 come un prodotto mirato alle aziende più rilevanti nell’economia dell’idrogeno. La strategia di replica fisica totale, insieme ai criteri ESG applicati alla selezione delle azioni incluse, riflette l’attenzione alla sostenibilità. Tuttavia, la performance recente del fondo, con un calo del 45% nell’ultimo anno, solleva domande critiche sulla sua resilienza e sulle sfide intrinseche nel contesto di un mercato in evoluzione.

Performance e Rischio dell’ETF

La sua performance negativa, evidenziata da un calo del 45% nell’ultimo anno, solleva interrogativi sulle dinamiche interne del portafoglio e sulla sua reattività ai cambiamenti di mercato. La volatilità a 1 anno del 27,05% suggerisce un livello di rischio significativo, il che potrebbe richiedere una valutazione approfondita della propria tolleranza al rischio prima di valutare questa opzione di investimento. Si nota, inoltre, un massimo drawdown del 65,29%, evidenziando la sensibilità del fondo alle fluttuazioni di mercato.

L’analisi del rendimento per rischio a 1 anno, con un valore di -1,67, suggerisce che il fondo ha generato rendimenti inferiori al rischio assunto nel periodo specificato. Considerando questi dati, gli investitori dovrebbero valutare attentamente il profilo di rischio dell’ETF, tenendo conto sia della volatilità a breve termine che del rendimento storico.

Analisi delle partecipazioni principali

Un focus approfondito sulle principali partecipazioni dell’ETF fornisce ulteriori insight sulla sua esposizione al mercato dell’idrogeno. Attraverso il peso delle prime 10 partecipazioni, che rappresenta l’81,44% del portafoglio complessivo, emergono chiaramente le azioni di riferimento.

Esaminando le singole partecipazioni, quali BLOOM ENERGY CORP, IE000S9YS762, AIR LIQUIDE ORD, MITSUBISHI CHEMICAL HLDGS. CORP, AIR PRODUCTS & CHEMICALS INC, NEL ASA, è possibile comprendere meglio la diversificazione del portafoglio e l’eventuale impatto delle performance di queste aziende sulla valutazione complessiva del prodotto.

Allocazione Geografica e Settoriale

Focalizziamoci ora sull’allocazione geografica e settoriale del VanEck Hydrogen Economy UCITS ETF, elementi chiave per comprendere la diversificazione del portafoglio. Con un’allocazione del 30,95% negli Stati Uniti, seguita da Francia, Giappone e Norvegia, emerge una distribuzione geografica interessante. Tuttavia, è rilevante notare che quasi il 40% del portafoglio è allocato in «Altri», sottolineando la presenza di una componente diversificata a livello mondiale.

Settorialmente, l’industria domina l’allocazione con il 55,75%, seguita da materie prime, beni voluttuari e beni di prima necessità. Tale ripartizione offre una panoramica della sensibilità del fondo rispetto a specifici settori dell’economia dell’idrogeno, consentendo agli investitori di valutare l’esposizione e il potenziale impatto di eventi settoriali.

Conclusioni

Nel valutare complessivamente il VanEck Hydrogen Economy UCITS ETF, emergono considerazioni cruciali per gli investitori. La recente performance negativa, con una diminuzione del 45% nell’ultimo anno, solleva interrogativi sulle dinamiche interne del fondo e sulla sua resilienza in un mercato dell’idrogeno in evoluzione. La dimensione attuale del fondo, pari a 70 milioni di Euro, e il suo TER dello 0,55% annuo aggiungono ulteriori elementi alla valutazione, richiedendo un’esaminazione approfondita della convenienza dell’investimento. La distribuzione settoriale e geografica del portafoglio fornisce insight sulla diversificazione, mentre la panoramica del rischio evidenzia una volatilità significativa, con un massimo drawdown del 67,81%.

Inoltre, l’assenza di dati di rendimento a 3 e 5 anni limita l’analisi a lungo termine, sottolineando la necessità di una supervisione continua delle dinamiche del fondo nel contesto mutevole dell’industria dell’idrogeno. Gli investitori dovrebbero considerare attentamente la politica di accumulazione dei dividendi, la struttura legale dell’ETF e gli impatti potenziali sul rendimento complessivo del portafoglio. Infine, la prospettiva dei rendimenti per rischio a 1 anno suggerisce una performance che potrebbe non essere allineata con il livello di rischio assunto, spingendo gli investitori a riflettere attentamente sulla loro strategia di allocazione dei capitali.

In conclusione, mentre l’ETF offre un’esposizione all’entusiasmante settore dell’idrogeno, la sua performance recente e i rischi associati richiedono un approccio prudente da parte degli investitori, che dovrebbero bilanciare le opportunità del settore con la comprensione approfondita dei rischi specifici legati a questo veicolo di investimento.

Disclaimer
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico e principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte di investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecito al pubblico risparmio.

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