L’espansione dei terreni agricoli: la Fao interviene sulle cause della deforestazione.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Il Congresso mondiale sulle foreste della Fao fa luce sulle cause della deforestazione
«Le foreste sono i nostri alleati chiave per ottenere gli obiettivi dell’Agenda 2030, tra cui la lotta contro la desertificazione, la sicurezza alimentare e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone». Con queste parole Qu Dongyu, direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha aperto i lavori del quindicesimo Congresso mondiale sulle foreste. Mettendo bene in chiaro, anche attraverso due diversi report usciti in questi giorni, quali sono le minacce concrete da affrontare. E quali sono le priorità per assicurare un futuro a questi ecosistemi e, insieme a loro, alla nostra società.
Le cause della deforestazione e progressi nel mondo
La buona notizia sta nel fatto che nel primo decennio del Duemila venivano distrutti 11 milioni di ettari di foresta all’anno, mentre tra il 2010 e il 2018 la media annua è scesa a 7,8 milioni di ettari. A conti fatti, dunque, il tasso di deforestazione è sceso quasi del 30 per cento. Pur avendo fatto visibili progressi, il Sudamerica resta la zona in assoluto più problematica con 68 milioni di ettari deforestati tra il 2000 e il 2018, seguito dall’Africa con 49 milioni di ettari.
La prima della lista è l’espansione dei terreni agricoli, con un’incidenza del 50 per cento sul totale; di questa categoria fanno parte anche le piantagioni di palme da olio che, da sole, hanno contribuito al 7 per cento della deforestazione tra il 2000 e il 2018. Al secondo posto ci sono i pascoli col 38,5 per cento.
Inoltre, il report ricorda che il consumo di tutte le risorse naturali è destinato a raddoppiare dai 92 miliardi di tonnellate del 2017 ai 190 miliardi del 2060. In considerazione di questo dato, usare in modo sostenibile le risorse forestali e creare catene del valore verdi significa far crescere l’economia in modo realmente sostenibile e inclusivo, creando lavoro e valore nel lungo periodo.
Per concretizzare questi propositi, però, servono risorse economiche.
Gli investimenti nella gestione delle foreste vanno letteralmente triplicati entro il 2030 e quadruplicati entro il 2050, raggiungendo un totale globale di 203 miliardi di dollari l’anno.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.