ESG, cosa sta facendo Microsoft: le idee, i programmi e i fatti concreti

23 Maggio 2022 - 09:10

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Decarbonizzare i processi, investire nei luoghi a rischio idrico, riciclare quando possibile e proteggere l’ecosistema. Il percorso di Microsoft verso un futuro green

ESG, cosa sta facendo Microsoft: le idee, i programmi e i fatti concreti

Molte grandi aziende stanno cercando di offrire il loro contributo nella battaglia al cambiamento climatico, promuovendo le tematiche ESG ossia di responsabilità ambientale, sociale ed etica.

Tra queste si trova Microsoft, che nel 2021 ha raggiunto l’impressionante cifra di 571 milioni di dollari investiti in ESG, 471 milioni dei quali nel Climate Innovation Fund e 100 al progetto Breakthrough Energy Catalyst.

Gli ambiti in cui l’azienda ha lavorato maggiormente sono la riduzione dell’uso del carbone, il risparmio e il riciclo dell’acqua, il riciclo dei rifiuti e la protezione e conservazione dell’ecosistema. Punta a raggiungere i suoi obiettivi entro il 2030.

Complessivamente, Brad Smith e Lucas Joppa, president e Chief Environmental Officer di Microsoft, si sono detti soddisfatti dei progressi fatti: rispetto all’anno al 2020, secondo il report sulla sostenibilità ambientale 2021 prodotto dall’azienda, gli introiti sono aumentati del 20%.

Non solo, entro il 2050 Microsoft afferma di voler rimuovere dall’atmosfera l’equivalente dell’anidride carbonica che ha emesso dalla sua fondazione, nel 1975.

Quali progressi nella decarbonizzazione?

I progressi fatti nel 2021 sono stati significativi: nel biennio finanziario 2021-2022 Microsoft ha stipulato un contratto per rimuovere 2,5 milioni di tonnellate di CO2, raggiungendo così l’obiettivo cumulativo dei due anni.

L’azienda si è impegnata inoltre a condividere le proprie conoscenze in materia ESG: a luglio 2021 è stato lanciato il suo Cloud for Sustainability, per fornire alle aziende un nuovo mezzo all’avanguardia per la gestione del percorso verso la sostenibilità aziendale.

Nell’anno finanziario 2021 l’azienda ha firmato un nuovo accordo per l’acquisto di circa 5,8 giga Watt (GW) di energia rinnovabile in 10 paesi in tutto il mondo.

Praticamente, per poter dare un aiuto in maniera concreta, l’azienda ha creato un fondo per l’innovazione climatica da 1 miliardo di dollari per accelerare la riduzione dell’uso del carbonio e lo sviluppo di tecnologie per la sua rimozione.

Il processo per far ciò si divide in tre fasi:

  • fase uno: ridurre e azzerare le emissioni dirette prodotte dalle attività dell’azienda
  • fase due: ridurre e azzerare le emissioni indirette prodotte dalle attività dell’azienda
  • fase tre: ridurre e azzerare tutte le emissioni indirette prodotte lungo tutta la catena del valore dell’azienda, includendo, ad esempio, i fornitori.

Nonostante siano visibili molti progressi, è necessario per Microsoft avere chiaro quali sono i prossimi passi da compiere per raggiungere i propri obiettivi.

Fra questi è possibile trovare la decarbonizzazione di tutta la value chain (come menzionato nella fase tre), dal momento che l’azienda si è dichiarata disponibile ad aiutare i propri fornitori a impattare sempre in maniera minore sull’ambiente; continuerà infine a investire in progetti al cui centro c’è la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera.

Come si impara a gestire il consumo idrico

In ambito di water management, uno degli obiettivi più audaci che Microsoft ha scelto di perseguire è quello di ridurre del 95% lo spreco dell’acqua dovuto ai data center. Per far ciò Microsoft ha investito in progetti di rifornimento genereranno potenzialmente più di 1,3 milioni di metri cubi di benefici volumetrici in 21 diversi progetti.

Ma il contributo di Microsoft alla gestione intelligente dell’acqua non si esaurisce qui: grazie al progetto AI for Earth, l’azienda ha supportato 116 progetti di monitoraggio e gestione dei flussi d’acqua.

Nel 2020 è iniziata la collaborazione con Water.org, per aiutare le persone che vivono in comunità svantaggiate a trovare un accesso affidabile a fonti d’acqua e migliorare le loro condizioni igienico-sanitarie.

Questo include i servizi igienici, le tubazioni, la raccolta dell’acqua piovana, lo stoccaggio dell’acqua e la purificazione. Nell’anno fiscale 2021, Microsoft ha aiutato più di 95.000 persone in India e Indonesia e si prevede di raggiungere almeno le 840.000 persone entro settembre 2023. Quasi tutti i beneficiari sono donne e vivono al di sotto della soglia di povertà.

Come riprova dei grandi sforzi compiuti in questo settore, all’azienda è stato assegnato il U.S. Water Prize, un riconoscimento rivolto alle aziende meritevoli per la loro condotta in ambito idrico.

In particolare, ad essere stato riconosciuto come meritevole di essere premiato è stato il progetto di Microsoft che prevede di rimettere in circolo più acqua di quanto ne sia stata utilizzata.

Uno degli obiettivi più audaci nel breve termine è sicuramente rappresentato dalla volontà di Microsoft di voler fornire l’accesso a servizi sanitari e acqua potabile a più di 1,5 milioni di persone, contribuendo, grazie alla propria voce a diffondere sia tra i dipendenti che tra i consumatori la consapevolezza dell’importanza dell’acqua.

In termini generali, l’azienda attraverso i suoi studi è arrivata alla conclusione che è necessario un lavoro collettivo e non indipendente per arrivare a una soluzione efficace; si è inoltre concluso che per operare la gestione dei flussi idrici è necessaria una maggiore qualità dei dati, che consentano di intervenire tempestivamente laddove è necessario.

I principali obiettivi futuri di Microsoft in questo ambito riguardano la continuazione dei progetti già avviati, uno fra tutti quello di fornire acqua ai Paesi a rischio idrico in partnership con Water.org; creare nuove partnership strategiche non solo per la gestione dell’acqua, ma anche per aumentare la consapevolezza delle persone in questo ambito.

Cosa fare per la gestione e il riciclo dei rifiuti

Microsoft è in prima linea anche nel settore del riciclo dei rifiuti: nel 2021 l’azienda ha infatti riciclato più di 15.200 tonnellate di rifiuti altrimenti destinati a inceneritori o discariche; inoltre, quattro data center sono stati certificati «zero waste» ciò vale a dire che non hanno un impatto sull’ambiente; infine, l’utilizzo della plastica monouso è diminuito ulteriormente del 18%.

L’approccio principale in questo frangente è quello di cercare di garantire ai prodotti una vita più lunga e crearne di nuovi partendo da materiali già usati, così come stabilito dai principi della circular economy.

Un esempio di questo è costituito da un mouse creato da Microsoft e lanciato nel corso di ottobre 2021 che è composto al 20% da plastica riciclata che era precedentemente stata dispersa in mare aperto.

L’Xbox Lab, uno dei laboratori di Microsoft deputato alla creazione della medesima console, ha recentemente implementato numerosi modi per utilizzare la plastica riciclata post-consumo (PCRP). Per la prima volta con la Xbox S è stata impiegata una percentuale di PCRP circa del 28%. Stessa cosa è avvenuta per i controller di comando, che oggi sono prodotti al 75% da plastica riciclata.

Il principale trend in questo caso è rappresentato dalla possibilità di estendere quanto più possibile la vita dei prodotti e assicurarsi che, una volta che questa è terminata, sia possibile utilizzare in nuovi modi i materiali.

È inoltre necessario cercare di ottenere dati il più accurati possibili sulla quantità di rifiuti che si producono, infatti, dati più precisi consentono di prendere misure più mirate per intervenire con maggiore precisione.

Quali sono dunque i prossimi passi da compiere per l’azienda in questo frangente? Il primo è sicuramente, data la sua centralità, quello di continuare la campagna aziendale per raggiungere l’obiettivo «zero waste», ossia arrivare a un punto in cui tutto ciò che si produce diventa riciclabile e riutilizzabile.

La protezione dell’ecosistema

L’azienda dice di esserein prima linea anche nella protezione dell’ecosistema, a prova di ciò, ad esempio, nel 2021 sono stati stipulati accordi per la protezione di più di 17,000 ettari di terra a fronte degli 11.000 utilizzati.

Non solo, anche da un punto di vista divulgativo Microsoft ha fatto importanti progressi, avendo reso disponibili 24 petabyte di dati con più di 30 set di dati di osservazioni sull’ambiente e sulla Terra in Azure in un formato pronto per essere analizzato e disponibile per l’uso da parte di chiunque.

Uno dei modi più importanti implementati da Microsoft per proteggere l’ecosistema è quello di investire nell’intelligenza artificiale. Per esempio, grazie a una partnership tra Vale, un’azienda che opera nell’ambito della protezione ambientale, e Microsoft Brazil, hanno creato PrevislA, un software per calcolare con anticipo le zone a maggior rischio di deforestazione e incendio nella foresta amazzonica.

Secondo Microsoft i trend futuri c’è un aumento disponibilità di dati utili per capire come impattare positivamente sull’ecosistema, è importante cercare di renderli accessibili attraverso il Cloud in modo da dare la possibilità anche ad altre realtà di combattere per preservare l’ecosistema.

Ciò che adesso è necessario fare è continuare a lavorare sulla raccolta di dati spaziali utili a capire in quali aree è necessario intervenire per proteggere l’ecosistema mentre si cerca di renderli sempre più disponibili attraverso la tecnologia cloud.

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