Elezioni, cosa succede dopo il voto: le tappe che porteranno al prossimo governo

Giorgia Bonamoneta

25 Settembre 2022 - 12:58

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Il 26 settembre, dopo le elezioni, cosa succede? Prima della formazione del nuovo governo si passa attraverso alcune tappe fondamentali. Ecco quali sono.

Elezioni, cosa succede dopo il voto: le tappe che porteranno al prossimo governo

Il prossimo governo non salirà immediatamente. Il giorno dopo le elezioni, alla fine dello scrutino, cosa succederà? Il governo uscente rimane a occuparsi di quelle che sono definiti gli “affari correnti”, cioè gli atti dovuti previsti per legge e che richiedono, come ricorda TGCOM24, l’intervento dell’esecutivo sia collegialmente, in Consiglio dei ministri, che dei singoli ministeri.

In seguito alle elezioni e agli scrutini la prima tappa verso il prossimo governo è la convocazione degli eletti. La prima riunione delle Camere avverrà il 13 ottobre, quando verrà costituito l’Ufficio provvisorio di presidenza, della Giunta e avverrà la proclamazione dei deputati. Mentre a scrutinio segreto saranno eletti i presidenti. Ecco quali sono le tappe per il prossimo governo e cosa succede dopo le elezioni.

Post elezioni: le tappe per il prossimo governo

Il percorso che da dopo le elezioni porta al prossimo governo passa attraverso alcune tappe stabilite per arrivare al 13 ottobre, quando le Camere di riuniranno. Le tappe sono:

  • Elezione dei presidenti di Camera e Senato
  • Dichiarazione dei gruppi parlamentari
  • Formazione del nuovo governo
  • Premier incaricato e presentazione lista dei ministri
  • Giuramento
  • Cerimonia della campanella
  • Fiducia alle Camere

L’elezione dei due presidenti sarà con scrutinio segreto. La procedura può durare alcuni giorni, considerando che è necessaria la maggioranza dei due terzi alla prima votazione per la Camera, mentre nella seconda bastano i due terzi dei voti (incluse schede bianche) e dalla terzo la maggioranza assoluta. Al Senato la procedura è più rapida, poiché si procede direttamente al ballottaggio in caso un nome non raggiunga la maggioranza richiesta.

In seguito a questa procedura si passa alla dichiarazione dei gruppi parlamentari, chi non fa dichiarazione confluisce nel “gruppo Misto”. La formazione del nuovo governo avviene in seguito alle consultazioni avviate dal presidente della Repubblica. Il premier designato e incaricato avvia quindi le consultazioni con i gruppi politici. Se tutto va bene, cioè se ha il sostegno di questi, sale al Quirinale e scioglie la riserva. Viene quindi presentata la lista dei ministri.

Dopo il giuramento è tradizione il passaggio simbolico della campanella. A palazzo Chigi l’ex presidente Consiglio consegna la campanella che viene suonata a inizio delle riunioni nelle mani del nuovo premier incaricato. Si concludono le tappe con l’ottenimento della fiducia delle due Camere. Nell’articolo 94 della Costituzione si legge:

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. […] La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Che cosa significa disbrigo degli affari correnti del governo uscente?

Durante tutto l’arco di tempo nel quale si svolgeranno le tappe di uscita del governo Draghi per l’ingresso del nuovo governo, l’esecutivo in corso si limita a disbrigare gli affari correnti. In questa fase il governo può approvare decreti, ma non legiferare. Nell’articolo 77 della Costituzione sono indicate le possibilità durante la fase di uscita, ovvero:

  • l’emanazione dei decreti legge in caso di necessità e urgenza
  • esaminare i disegni di legge di ratifica dei trattati, i ddl di delegazione europea e della legge europea (se si tratta di atti dovuti, in quanto adempimento ad obblighi internazionali o derivanti dall’appartenenza all’Ue).

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