Elettricità e gas, gli esperti consigliano di cambiare tariffa. I costi stanno per salire alle stelle

Alessandro Nuzzo

4 Marzo 2026 - 19:33

Con l’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente i prezzi di gas e petrolio sono destinati ad aumentare. Se vuoi risparmiare devi cambiare subito tariffa.

Elettricità e gas, gli esperti consigliano di cambiare tariffa. I costi stanno per salire alle stelle

L’incubo della guerra è tornato d’attualità nel mondo dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un conflitto che, con il passare delle ore, si sta inasprendo sempre di più: Teheran infatti non è rimasta a guardare e sta rispondendo con forza agli attacchi subiti, lanciando missili e droni contro Paesi vicini del Medio Oriente dove sono presenti basi americane. Non è ancora chiaro quando la situazione potrà calmarsi, ma nel frattempo le prime conseguenze iniziano già a farsi sentire e riguardano anche l’Europa e l’Italia.

Quando scoppiano tensioni in Medio Oriente, una regione fondamentale per l’approvvigionamento di materie prime energetiche come gas e petrolio, le prime ripercussioni si registrano proprio sul fronte energetico. Anche dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran la situazione non fa eccezione, anzi appare ancora più preoccupante. L’Iran infatti controlla lo stretto di Hormuz, un passaggio strategico attraverso il quale transita gran parte del petrolio e del gas proveniente dal Medio Oriente diretti verso l’Europa e altre aree del mondo. Se il passaggio delle navi nello stretto venisse bloccato o limitato, potrebbero verificarsi seri problemi di approvvigionamento energetico. Di conseguenza, sui mercati internazionali i prezzi di gas e petrolio stanno già iniziando ad aumentare.

Secondo alcune stime, sono già centinaia le navi petroliere ferme nei porti o in attesa di attraversare lo stretto di Hormuz, perché la situazione di sicurezza rende il passaggio troppo rischioso. Il presidente americano Donald Trump ha cercato di rassicurare gli operatori del settore, dichiarando che, se necessario, le navi commerciali verranno scortate dalla Marina degli Stati Uniti per garantire il passaggio nell’area. Tuttavia, le tensioni restano molto alte.

Primi aumenti di petrolio e gas

Le prime reazioni sono già visibili sui mercati energetici. Per quanto riguarda il petrolio, in Italia i prezzi di benzina e gasolio hanno già registrato un aumento rispetto a pochi giorni fa. Sui mercati internazionali il Brent ha chiuso martedì sopra gli 80 dollari al barile, mentre le quotazioni del gasolio hanno superato i 1.000 dollari a tonnellata. Si tratta di livelli che non si vedevano da ottobre 2023. Con l’aumento dei prezzi sui mercati di riferimento stanno salendo anche i prezzi alla pompa. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina self service viene venduta in media a 1,693 euro al litro, mentre il diesel ha raggiunto una media di 1,753 euro al litro.

Una dinamica simile si sta registrando anche per il gas. Sul mercato di riferimento di Amsterdam, il TTF ha registrato un balzo di quasi il 22%, arrivando a 54,3 euro per megawattora. Sommato all’aumento del giorno precedente, il gas è già salito del 53%. Nonostante questo forte rialzo, le quotazioni restano comunque lontane dai livelli record registrati nell’agosto del 2022, quando l’Europa fu travolta da una vera crisi energetica provocata dalla guerra tra Russia e Ucraina.

Alla luce di questi aumenti è facile ipotizzare che anche le bollette di luce e gas possano crescere nei prossimi mesi, con un conseguente aumento dei costi per le famiglie italiane.

Passare subito alla tariffa fissa

Esiste però un modo per cercare di limitare l’impatto di questi rincari. L’esperienza degli ultimi anni insegna che i fornitori di energia reagiscono ai movimenti dei mercati con un leggero ritardo. In altre parole, le società energetiche impiegano alcuni giorni prima di trasferire gli aumenti dei prezzi nelle tariffe applicate ai clienti.

Questo significa che potrebbe esserci ancora una breve finestra di tempo per proteggere il proprio portafoglio. Una delle soluzioni possibili è passare da una tariffa variabile a una tariffa fissa. Se si dispone di un contratto indicizzato, cioè con prezzo legato all’andamento delle materie prime sui mercati internazionali, potrebbe essere conveniente valutare il passaggio a un contratto a prezzo fisso.

La tariffa fissa consente infatti di bloccare il prezzo dell’energia e del gas per un periodo di 12 o 24 mesi, proteggendosi così da eventuali aumenti futuri legati alle tensioni geopolitiche. Considerando il nuovo scenario che si sta delineando in Medio Oriente e il ruolo centrale dello stretto di Hormuz nell’approvvigionamento energetico globale, questa scelta potrebbe rivelarsi particolarmente prudente.

A meno che non si abbiano contratti con vincoli specifici, cambiare tariffa è generalmente semplice e gratuito. È sufficiente sottoscrivere una nuova offerta a prezzo fisso e, nel giro di pochi giorni, il passaggio al nuovo contratto o al nuovo gestore avviene automaticamente. Per confrontare le offerte disponibili sul mercato è possibile consultare il Portale Offerte gestito da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

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