Il maltempo ha flagellato da Nord a Sud l’Italia: per aiutare Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria, la Protezione Civile ha attivato un numero solidale.
Il bollettino di questa settimana di maltempo è da brividi: 30 morti in tutta Italia, con danni per miliardi di euro (si stima oltre 1 miliardo nel solo Veneto) per la pioggia, la grandine e il vento record degli ultimi giorni.
Oltre al cercare di fronteggiare l’emergenza ancora in atto, è già partita la gara di solidarietà per sostenere le zone colpite. Se Intesa Sanpaolo ha deciso di sospendere le rate dei finanziamenti nelle regioni interessate, la Protezione Civile ha invece attivato il numero solidale 45500 per raccogliere donazioni.
Il numero solidale della Protezione Civile
Il report dell’ultima settimana di maltempo è durissimo. Prima c’è stato il forte vento che ha flagellato la Liguria e tutto il versante tirrenico della penisola, provocando anche la caduta di molti alberi spesso con conseguenze mortali.
Poi la pioggia insieme al vento ha imperversato nel Nord-Est: acqua alta a Venezia e interi boschi distrutti nel bellunese, in Val di Fiemme (Trentino) e in Friuli. Poi le incessanti precipitazioni si sono spostate al Sud mietendo vittime anche in Sicilia.
La Protezione Civile ha quindi deciso di sostenere le popolazioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria colpite dal maltempo, con il numero solidale 45500 che è stato attivato dalla giornata del 4 novembre.
Attraverso gli operatori che aderiranno all’iniziativa sarà, così, possibile donare due euro inviando un sms solidale o effettuando una chiamata da rete fissa. Le somme raccolte saranno destinate a progetti in favore delle zone coinvolte.
Nel dettaglio, i fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarli alle regioni interessate e saranno ripartiti proporzionalmente ai danni accertati.
Tali somme saranno impiegate per la realizzazione di progetti a favore dei territori coinvolti, su proposta delle regioni, mentre per le attività emergenziali nelle zone danneggiate è a disposizione il fondo per le emergenze nazionali.
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