Oro e Dollaro USA in calo, sarà l’inizio di un nuovo trend ribassista?

Redazione Finance

17 Dicembre 2024 - 09:21

Oro e dollaro USA in calo: uno scenario complesso tra inflazione, tassi d’interesse e tensioni globali. Si delinea un nuovo ciclo ribassista o una temporanea fase di aggiustamento?

Oro e Dollaro USA in calo, sarà l’inizio di un nuovo trend ribassista?

Negli ultimi giorni, il mercato ha registrato una significativa flessione sia per l’oro sia per il dollaro statunitense, due asset che spesso si muovono in direzioni opposte ma che, in questa fase, sembrano accomunati da dinamiche ribassiste.

Il metallo prezioso, che durante il 2024 ha beneficiato di un contesto macroeconomico favorevole, con prezzi che hanno superato $2.700 per oncia, ha recentemente perso terreno. La quotazione dell’oro è scesa a circa $2.600 per oncia, segnando una riduzione del 3,6% rispetto ai suoi massimi annuali.

Parallelamente, il dollaro dopo un periodo di grande forza relativa rispetto ad altre valute globali, come l’euro, sta tornando a segnalare le prime difficoltà. Sarà l’inizio di una nuova era per oro e dollaro?

Il contesto macroeconomico e i driver del mercato

L’oro ha sempre rappresentato un asset di rifugio nei momenti di incertezza economica o politica. Durante il 2024, il suo valore è stato spinto al rialzo da una combinazione di fattori geopolitici, come le tensioni in Medio Oriente e in Europa orientale, e dalle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. Tuttavia, gli ultimi dati macroeconomici, in particolare l’aumento dello 0,4% dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) negli Stati Uniti a novembre, e l’aumento del CPI dello 0,2%, portando l’inflazione USA al +2.7%, hanno creato nuove incertezze sul futuro delle politiche della banca centrale americana, alimentando una correzione nei mercati.

Sebbene le aspettative di ulteriori possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per il 2025 siano ancora alte, un quadro inflazionistico più complesso rispetto alle previsioni di stabilità iniziali sembra impattare negativamente sia sull’oro che sul dollaro.

Il dollaro statunitense e le politiche monetarie divergenti

Il dollaro statunitense, che aveva mostrato una solida ripresa negli ultimi mesi, ha visto un rallentamento negli ultimi giorni. Questo indebolimento riflette le aspettative di una pausa nel ciclo di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve dopo la riunione di dicembre. La divergenza tra le politiche monetarie della Fed e della Banca Centrale Europea ha giocato un ruolo fondamentale: mentre la BCE ha recentemente tagliato i tassi di interesse e segnalato ulteriori riduzioni, la Fed sembra orientata verso un approccio più prudente.

Questa dinamica ha contribuito a un rafforzamento dell’euro, con il cambio EUR/USD che è salito dello 0,3% nei giorni recenti, mentre il dollaro ha perso slancio rispetto a un paniere di valute globali. Il DXY, indice del dollaro, è in contrazione rispetto lunedì scorso, evidenziando preoccupazioni; resta allo stesso tempo al di sotto dei massimi di novembre, evidenziando un calo delle aspettative dei tagli dei tassi Fed.

Oro: il motivo del ribasso

In un contesto di tassi di interesse più bassi, l’oro potrebbe tornare a beneficiare della riduzione del costo-opportunità per gli investitori, ma per ora non sembra esserci alcuna certezza sul futuro monetario degli Stati Uniti. Questo ha comportato un calo del prezzo dell’oro, sebbene ancora ben ancorato ai propri massimi.

Un altro elemento cruciale che ha influenzato l’andamento dell’oro è il calo della domanda di beni rifugio, legato al miglioramento di alcune situazioni geopolitiche. Ad esempio, il recente accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah ha temporaneamente ridotto le preoccupazioni degli investitori, limitando la corsa verso asset sicuri come l’oro.

Le dinamiche tra oro, dollaro e materie prime

L’andamento dell’oro e del dollaro è strettamente legato alla dinamica delle materie prime e alle condizioni macroeconomiche globali. Un dollaro più debole solitamente rende le materie prime denominate in dollari, come l’oro, più accessibili ai mercati internazionali, favorendo un aumento della domanda. Tuttavia, in questo caso, la relazione inversa tra dollaro e materie prime sembra non essere rispettata.

Molti attribuiscono questa anomalia all’attuale incertezza che caratterizza i mercati globali nella transizione dal 2024 al 2025. Le intenzioni della Federal Reserve rimangono poco chiare, specialmente con l’amministrazione Trump ora al governo negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, questioni legate alla produttività e alla contrazione del PIL in economie chiave come Cina ed Europa aggiungono ulteriore complessità.

Di conseguenza, sebbene i recenti movimenti di mercato possano far ipotizzare l’inizio di un nuovo trend ribassista sia per l’oro che per il dollaro, è essenziale considerare il quadro complessivo per comprendere meglio le dinamiche in atto.

Analisi tecnica Oro e dollaro USA (DXY)

Per l’oro, la resistenza tecnica a $2.800 per oncia rappresenta un livello cruciale, la cui rottura potrebbe indicare una ripresa del trend rialzista. Al contempo, il supporto attorno a $2.700 per oncia potrebbe costituire una solida base, limitando ulteriori discese. Per il DXY, il livello di supporto si colloca intorno a 105 punti, in corrispondenza della media mobile a 200 periodi sul timeframe giornaliero. Un segnale di rafforzamento del dollaro sarebbe invece confermato dalla rottura della soglia dei 108 punti. Mantenendo la consapevolezza che questi due asset tendono ad avere un andamento discordante, non resta da chiedersi: chi dei due sta mentendo?

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