Dollaro, i primi segni di cedimento

David Pascucci

26/10/2022

11/11/2022 - 09:53

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Il dollaro sta mostrando i primi segni di cedimento su tutti gli asset, dal Forex alle materie prime.

 Dollaro, i primi segni di cedimento

Il dollaro sta finalmente mostrando qualche segno di debolezza dovuto al forte ipercomprato mostrato nelle ultime settimane, soprattutto su asset come Euro, Sterlina e Oro, per non parlare della situazione che ha visto lo Yen protagonista con ben due interventi da parte della banca centrale giapponese a sostegno della valuta domestica. In tutto questo scenario si sta delineando un quadro molto interessante per i prossimi mesi, un quadro da noi ampiamente previsto con dei mercati che dovrebbero vendere dollari e ritornare su valute a più alto potenziale di aumento dei tassi di interesse.

La liquidità e la sicurezza fanno ancora gola al mercato che sembra voler proseguire su questo sentiero di preferenza per la liquidità.

Dollaro venduto con forza

Il mercato sta finalmente vendendo un po’ di dollari negli ultimi giorni anche con un certa forza. Parlando di oscillazioni e andando a vedere direttamente i numeri possiamo dire che EurUsd da venerdì 21 ottobre ha visto un apprezzamento di ben 3 figure, passando da area 0,97 alla parità di stamattina, oltre 1,0020.

Lo Yen si apprezza dopo la fortissima salita che ha visto il cambio UsdJpy gravitare intorno ai 152 proprio venerdì e ora ci troviamo a ridosso dei 147, un calo di ben 5 figure, mentre la sterlina con il cambio GbpUsd registra la salita più forte con oltre 5 figure di rialzo da area 1,1060 a 1,1580 di stamani. Rialzi veramente forti delle majors contro il dollaro, rialzi molto attesi dagli operatori che stavano aspettando questo momento da tempo, un segnale importante per quanto riguarda la direzione del mercato nel breve-medio termine, ossia una ripresa delle majors nei confronti di un dollaro palesemente in sovrapprezzo rispetto ai dati macroeconomici che vediamo a livello globale.

Come detto nelle analisi precedenti, fatte nelle scorse settimane, il dollaro così forte è un pericolo per tutto il sistema economico, dalla forte diminuzione del potere d’acquisto di aree economiche importanti (vedi Europa) che comporta dei costi enormi per l’approvvigionamento delle materie prime, fino ad arrivare al forte impatto del dollaro forte sul debito pubblico americano. In sostanza, quello che stiamo vedendo potremmo interpretarlo come un primo aggiustamento delle quotazioni rispetto alla normale condizione dei mercati. In questo contesto possiamo anche sottolineare la buona ripresa dell’oro, di cui abbiamo parlato in questa analisi, che rivede i prezzi gravitare al di sopra di area 1650$/oz, una ripresa significativa e tecnicamente valida almeno fino alla fine del mese che vedrà l’ultimo giorno di negoziazione proprio lunedì 31 ottobre.

Attenzione alle Banche Centrali

Nella giornata di domani è attesa la decisione sui tassi di interesse in Europa da parte della Bce. In questo momento i tassi di interesse sono all’1,25% e il consensus, ossia le stime degli operatori, vedono una Bce alzare i tassi fino al 2%, quindi un aumento di 75 basis points è atteso per domani. Un rialzo importante, probabilmente scontato dal mercato già da tempo visto che le quotazioni di EurUsd hanno visto un forte rialzo di recente, un rialzo sostenuto proprio dalle alte probabilità di rialzo dei tassi nel lungo periodo.

In Europa e non solo, finché l’inflazione rimarrà alta, le aspettative sui tassi saranno solamente rialziste, di conseguenza il mercato sta già scontando da tempo i rialzi dei tassi che stiamo vedendo nel corso di questi ultimi mesi. Molto probabilmente, in ogni caso, questo rialzo dei tassi atteso per domani potrebbe non essere l’ultimo, anzi, visto che l’inflazione rimane a ridosso del 10%, probabilmente potremmo vedere rialzi fino al 3% nel corso dei prossimi mesi.

La Bank of Japan, la cui decisione sui tassi di interesse verrà resa pubblica nella notte del 28 ottobre, quindi dopodomani, rimane con la sua politica espansiva con tassi di interesse al -0,1%, quindi una politica che vede lo Yen nettamente più debole sui mercati e che giustifica questo fortissimo deprezzamento visto di recente proprio sul cambio UsdJpy.

Dollari Index timeframe Mensile Dollari Index timeframe Mensile Mancano ancora delle conferme tecniche per vedere un crollo del dollaro nel lungo periodo

Cosa aspettarsi in futuro dal dollaro

Come detto più volte nel corso delle precedenti analisi, il dollaro Usa è visto in deprezzamento per varie conclusioni derivate dall’analisi macro. In ogni caso, a livello tecnico, stiamo vedendo i primi segni di indebolimento anche se su base mensile abbiamo bisogno di ulteriori conferme che dovrebbero essere date entro la fine dell’anno, o nei primi due mesi del 2023.

Quindi è probabile che le accelerazioni rialziste che stiamo vedendo, sono solamente delle “fiammate”, ossia dei movimenti che spingono al ribasso il dollaro ma che non sono determinanti per quanto riguarda il proseguimento di questo trend nel lungo periodo in quanto servono delle conferme tecniche sui time frame più lunghi come il time frame mensile e settimanale. Per il momento, godiamoci questo ribasso del dollaro che possiamo interpretare come un movimento di “respiro” da parte del mercato.

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