Dollaro australiano a picco. Tornerà a 0,60 come fine 2008?

La politica monetaria ultra-espansiva della RBA continua a tenere basso il valore della moneta australiana, che rischia di colare a picco sul biglietto verde fino ai minimi da oltre 10 anni

Dollaro australiano a picco. Tornerà a 0,60 come fine 2008?

Non c’è pace per il dollaro australiano, che insieme al dollaro neozelandese resta una delle monete più vendute nelle ultime settimane sul forex.

La valuta oceanica soffre ormai da tempo a causa di un livello estremamente basso dei tassi di interesse, che la Reserve Bank of Australia (RBA) continua a mantenere fermi all’1,5% da agosto 2016 (quando effettuò un taglio di un quarto di punto).

Il costo del denaro in Australia ai minimi storici sta avendo un impatto molto negativo sulla valuta locale, che un tempo veniva chiamata high-yield currency e che per un certo periodo si pensò potesse essere una sorta di “bene rifugio”, soprattutto durante la crisi dei debiti sovrani in Europa tra il 2011 e il 2012.

Il board della RBA si è adeguato alla “guerra delle valute” in corso ormai da circa 6 anni, che ha spinto le grandi potenze economiche a “sacrificare” il potere d’acquisto della propria moneta al fine di sostenere l’export nell’accesa competizione del commercio internazionale.

L’ascesa di nuovi agguerriti player economici, in particolare quelli asiatici, sta mettendo in grande difficoltà l’economia del più grande paese oceanico, che risulta essere poco diversificata a causa di un’eccessiva dipendenza dall’export di materie prime. La strada scelta dai policy makers australiani per venir fuori da questa pericolosa crisi è la svalutazione competitiva della propria moneta.

I risultati economici dell’Australia sembrano oggi in miglioramento, tanto che per l’anno in corso e per il 2019 il prodotto interno lordo dovrebbe crescere ad un ritmo del 3% circa. Sul forex, però, il dollaro australiano dovrebbe restare sotto pressione ancora per un po’ di tempo.

Il tasso di cambio AUD/USD è pronto a perforare anche la soglia psicologica di 0,70, aggiornando così i livelli più bassi da inizio 2016. Da un punto di vista tecnico, l’Aussie dovrebbe raggiungere presto il maxi-supporto di 0,6826, che corrisponde al bottom di gennaio 2016. In caso di perdita decisa di questo livello chiave, appare quasi scontato un ulteriore approfondimento bearish fino al supporto di lungo periodo di 0,60, toccato per l’ultima volta più di 10 anni fa durante la crisi finanziaria del 2008.

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