Diventare autista di autobus: patente necessaria e iter da seguire

Vuoi lavorare come conducente di autobus e scuolabus? Il primo passo è prendere la patente D, seguita dalla CQC. Solo allora potrai presentare la tua candidatura ad un ente pubblico o privato.

Diventare autista di autobus: patente necessaria e iter da seguire

Lavorare come autista - o meglio conducente - di autobus rappresenta una buona prospettiva lavorativa, specialmente per molti giovani che non avendo preso una laurea e non avendo acquisito particolari competenze durante il percorso scolastico non sanno ancora “cosa fare da grandi”.

Ovviamente consigliamo di seguire l’iter per diventare conducente di autobus - e sperare di essere assunti o da un’azienda privata o da una pubblica come Atac - a coloro che hanno la passione per la guida e non hanno problemi a guidare un mezzo, per di più di grandi dimensioni, per la maggior parte delle ore della giornata.

Se pensate di essere il profilo ideale per diventare conducente di autobus e siete pronti a prendervi la responsabilità di portare in viaggio con voi altre persone, allora vi interesserà sapere come fare per guadagnare con questa vostra passione.

Ovviamente il primo passo è quello di prendere la patente necessaria, dimostrando un’approfondita conoscenza del Codice della Strada e della strumentazione dei veicoli; partiamo da qui per capire come fare per diventare autisti di autobus e scuolabus.

Diventare conducenti di autobus: quale patente prendere?

Per diventare conducente di autobus bisogna aver conseguito necessariamente la patente D con la quale ci si abilita alla guida di autoveicoli per trasporto di persone con numero di posti superiori a 9 (compreso quello del conducente).

Qualora il numero di posti del veicolo sia compreso tra 9 e 16 è sufficiente la patente D1, conseguibile già all’età di 21 anni (per la patente D, invece, bisogna aver compiuto almeno 24 anni).

Come vedremo meglio di seguito, però, prendere la patente D - o D1 - non è sufficiente per guidare autobus o scuolabus per lavoro; la patente, infatti, vi abilita alla guida di mezzi solo per uso proprio, mentre poter lavorare è necessario aver conseguito anche la CQC persone (Carta di Qualificazione del Conducente).

Ma facciamo un passo indietro e vediamo in maniera più approfondita cosa fare per prendere la patente D. Come prima cosa vi consigliamo di iscrivervi ad un’autoscuola per seguire un corso di formazione specifico: questa vi supporterà nella preparazione dell’esame di teoria, una prova teorica che consiste in 40 domande a risposta aperta (a cui rispondere in 40 minuti di tempo) con un massimo di 4 errori consentiti.

Le materie sono le stesse previste per la patente B (quindi Codice della Strada, sistemi di sicurezza dei veicoli, regole di utilizzo dei veicoli legate all’ambiente…) alle quali si aggiungono argomenti più specifici come:

  • disposizioni che regolano i periodi di guida e di riposo ai sensi della direttiva (CEE) n. 3820/85 del Consiglio;
  • documenti di circolazione e di trasporto, necessari per il trasporto di cose o persone sia a livello nazionale che internazionale;
  • comportamento in caso di incidente (specialmente per quanto riguarda l’evacuazione dei passeggeri);
  • disposizioni che regolano dimensione e massa dei veicoli;
  • responsabilità del conducente nei confronti delle persone trasportate.

Per coloro che superano la prova teorica poi c’è quella pratica nella quale il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito abilità e capacità necessarie per condurre i veicoli suddetti; ad esempio bisognerà dimostrare di saper adottare le misure di sicurezza proprie del particolare veicolo, ma anche di essere in grado di effettuare perfettamente alcune manovre, come il parcheggio in sicurezza o la marcia indietro in curva.

In caso di superamento anche dell’esame pratico si ottiene finalmente la patente D; questa andrà rinnovata ogni 5 anni, ma al compimento del 60° anno di età questa andrà rinnovata - presso la Commissione Medica Locale - ogni anno. Non si potranno più guidare autobus o scuolabus una volta compiuti i 68 anni; in questo caso, infatti, la patente D viene declassata in C.

Diventare conducente di autobus: la CQC

Per lavorare come conducente, oltre alla patente D è necessario seguire anche un corso di formazione iniziale presso le autoscuole valido per il conseguimento della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC).

Anche in questo caso bisogna sostenere un esame finale: questo si compone di due parti, una comune e una riservata a coloro che si occupano del trasporto di persone.

Si tratta di due esami distinti - tra i quali deve passare almeno un mese - composti da 60 domande l’uno, con un massimo di 6 errori consentiti.

Superate entrambe le prove vi verrà rilasciata la CQC e quindi potete utilizzare la patente D da voi conseguita per lavorare, presentando la candidatura ad un’azienda privata o pubblica. Ricordate però che questo documento va rinnovato ogni 5 anni: per farlo è necessario seguire un corso di formazione presso le autoscuole, come stabilito dalla direttiva 2003/59/CE.

A tal proposito è bene sottolineare che patente D e CQC possono essere prese anche contestualmente: in tal caso il limite di età per il conseguimento della patente si abbassa a 21 anni.

Nel complesso questo percorso di formazione vi costerà circa 2.500€: prendere la patente D da privatista, infatti, ha un costo di circa 1.200€, mentre da 800€ a 1.500€ è la spesa che dovete affrontare per il rilascio della CQC.

Lavorare come conducente di autobus: invio della candidatura

Come anticipato, una volta acquisiti questi due certificati potete guardarvi intorno e candidarvi per qualsiasi offerta di lavoro come conducente di autobus, sia per enti pubblici che privati. Ovviamente nel caso di aziende pubbliche - come ad esempio Atac - per essere assunti dovete prendere parte ad un concorso pubblico.

In ogni caso, una volta assunti i candidati dovranno prima seguire un corso interno di specializzazione, il quale solitamente ha una durata che va dalle due alle tre settimane. Durante il corso - nel quale si verrà affiancati da personale più esperto - si farà pratica sul campo, così che il neo-assunto potrà prendere conoscenza del mezzo e dei percorsi da effettuare, oltre ad apprendere le norme di comportamento corrette in base a quanto stabilito dalle politiche aziendali.

Lo stipendio dipenderà dall’inquadramento del dipendente: un autista di autobus di linea, infatti, guadagna dai 1.200€ (stipendio base) ai 1.600€ (se si tiene conto di straordinari e notti), mentre un conducente di autobus turistici può arrivare anche a 2.500€ (specialmente se svolge anche servizio all’estero).

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Argomenti:

Trasporti Professioni

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