Chi è Diodato, vincitore Sanremo 2020: biografia e canzoni

Diodato è il vincitore di Sanremo 2020: ecco chi è il cantante che ha trionfato con il pezzo “Fai rumore” e ha vinto la gara, posizionandosi al primo posto. Qui biografia, vita privata, carriera, premi e canzoni di successo.

Chi è Diodato, vincitore Sanremo 2020: biografia e canzoni

Sanremo 2020: il vincitore è Diodato. Il cantante ha sorpreso e convinto tutti con il brano intitolato “Fai rumore” scritto da lui, molto apprezzato dalla critica e dalla giuria. Il brano fa parte del disco “Che vita meravigliosa” che sarà lanciato sul mercato il 14 febbraio.

La canzone si è aggiudicata non solo il primo posto nella classifica e l’ambito riconoscimento di Sanremo, ma ha ottebuto anche il Premio della Critica Mia Martini, e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla.

Diodato è un giovane musicista dal talento indiscusso. Intonato, sa stare sul palco e le sue esecuzioni sono sempre impeccabili. La sua formazione è prettamente alternative-rock e ha degli influssi indie. La prima partecipazione al festival di Sanremo risale al 2014, quando fu battuto da Rocco Hunt, e la seconda nel 2018, quando partecipò insieme a Roy Paci.

Diodato ha è un artista conosciuto non solo in Italia ma anche in Europa, soprattutto a Stoccolma, dove ha iniziato ad incidere la musica per la prima volta. Della sua vita privata non si conosce molto; sappiamo però che ha avuto una storia d’amore con Levante, sua rivale all’Ariston.

Chi è Diodato: vita, carriera e canzoni famose

Antonio Diodato alias Diodato è uno dei cantanti emergenti di maggior talento della scena italiana. Nasce il 30 agosto 1981 ad Aosta ma nella sue vene scorre sangue pugliese. Si è poi trasferito a Roma, che considera la sua città di adozione. Qui Diodato ha frequentato il DAMS e si è laureato in Cinema, televisione e nuovi media.

Diodato oltre ad essere un cantante dalle incredibili doti sonore è anche scrittore e compositore, insomma un artista a 360°. Il suoi primi lavori sono stati realizzati molto lontano dall’Italia, a Stoccolma dove ha esordito con il brano Libiri (dato che gli svedesi storpiarono il titolo originale “Liberi”)

Diodato arriva al grande pubblico nel 2014, quando partecipa per la prima volta al festival di Sanremo con il brano Babilonia nella categorie Nuove proposte. Favorito dalla giuria di qualità venne però battuto da Rocco Hunt il quale ottenere più consensi al televoto.

Antonio Diodato ci riprova nel 2018, stavolta con l’accompagnamento della tromba di Roy Paci, con il brano Adesso e si arriva ottavo in classifica. La sua interpretazione non passò inosservata, anzi ottenne i complimenti nientepopodimeno che da parte di Mina. Quella di quest’anno è il terzo tentativo, sarà la volta buona?

Da citare anche le collaborazioni con Daniele Silvestri e i Subsonica. Tra i riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera citiamo l’MTV Italia Award 2014 in cui ha si è classificati primo nella categoria «Best New Generation» e il premio De André ottenuto grazie alla sua interpretazione di “Amore che vieni, amore che vai”.

Pochissime le informazioni sulla sua vita privata, che il cantautore ci tiene a tenere lontana dal palco e dai riflettori. Pare che abbia avuto una storia d’amore, finita nel 2019, con Levante, altra concorrente in gara in questa edizione del festival. I due non hanno mai né confermato né smentito il pettegolezzo.

Diodato, “Fai rumore”: testo della canzone in gara

La canzone del vincitore di Sanremo 2020 è piaciuta molto al pubblico, alla giuria, alla critica. Il brano è stato spiegato dallo stesso autore e cantante Diodato, che ha vinto la finale anche grazie al testo ben construito e di significato.

Come lui ha chiarito, le parole di Fai rumore vogliono essere “un invito a far sentire la propria umanità con un rumore dolce” alle persone che si amano ma che si allontanano da noi. Comunicare senza urlare o offendere, ma con le parole giuste: questo è il messaggio e il valore della canzone di Diodato.

Sai che cosa penso,
Che non dovrei pensare,
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un’anima,
Ma forse è questo temporale
Che mi porta da te,
E lo so non dovrei farmi trovare
Senza un ombrello anche se
Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te
Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene,
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te.
E me ne vado in giro senza parlare,
Senza un posto a cui arrivare,
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare,
Che mi ritrovo negli stessi posti,
Proprio quei posti che dovevo evitare,
E faccio finta di non ricordare,
E faccio finta di dimenticare,
Ma capisco che,
Per quanto io fugga,
Torno sempre a te
Che fai rumore qui,
E non lo so se mi fa bene,
Se il tuo rumore mi conviene,
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale tra me e te.
Ma fai rumore sì,
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale,
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai.

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