Una caratteristica dei mercati finanziari azionari, peraltro molto accentuata negli ultimi anni, è la violenza e rapidità nei ribassi e la lentezza con cui risalgono. Nel primo caso pensiamo ai crolli di marzo 2020 (lockdown da Covid) o dello stesso mese del 2022 (guerra russa all’Ucraina), oppure alla minaccia dei dazi di Trump ad aprile scorso.
Movimenti circoscritti nel tempo ma dalla violenza impressionante, capaci di generare cali del 20 o 30 o più per cento anche in poche sedute. Le fasi di recupero, invece, presentano in genere due caratteristiche, ossia l’essere più lente nei tempi ma più incisive nella sostanza.
Il mese scorso, in particolare, si sono toccati nuovi record di periodo grazie al denaro a palate a luglio su queste azioni del Ftse Mib per la gioia di chi le ha comprate.
Le azioni che hanno perso tra il 5 e il 7%
Il mercato ha sempre ragione, si è soliti dire, tanto nel bene come nel male. Al riguardo basta vedere cos’è successo alle azioni delle aziende che hanno presentato i conti del semestre inferiori alle attese. Piogge di vendite e cali in doppia cifra, per il cui recupero in certi casi serviranno settimane o mesi. Tra i titoli che hanno perso tra il 5 e il 6% a luglio troviamo (fonte: Investing) Tenaris (4,98%), Recordati (5,62%), Enel (5,70%) ed Hera (5,88%).
Tra il –6 e –7% incontriamo invece Diasorin (6,13%), A2A (6,86%) e Ferrari (7,00%).
Le azioni del Cavallino hanno vissuto un luglio quasi amorfo in termini di direzionalità, mentre hanno stornato forte nelle ultime sedute del mese. Dopo un ¬¬–0,41% di lunedì 28, il +0,14% di martedì e il –0,82% di mercoledì, è giunto il –11,65% di giovedì e il –1,56% del 1° agosto dopo aver toccato i 366,50 euro (la chiusura di ottava è stata a 379,30). In pratica il grafico venerdì ha testato la tenuta del SAR a 366,60 su base settimanale prima di un veloce recupero delle quotazioni.
Su questo timeframe il quadro tecnico rimane contrastato. L’indicatore Supertrend è rosso con resistenza a 462, mentre il SAR resta ancora costruttivo ma fragile sulla possibile tenuta di breve termine. Quanto ai giudizi delle case di investimento, l’unica raccomandazione più recente dopo i tracolli di fine luglio è stata quella UBS del 1° agosto, con giudizio “Buy” e target price aggiornato e ridotto a 474 €.
La perdita settimanale quasi coincide con quella da inizio anno a –6,57%, mentre sulla distanza a 1 anno le quotazioni sono quasi invariate a –1,91%. Tuttavia, le performance sono lusinghiere sulla distanza a 3 anni, forti del loro +84,27%.
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I titoli in caduta libera a Piazza Affari il mese scorso
Andando oltre arriviamo ai 5 cali più consistenti del mese, con perdite anche oltre un quarto del loro valore di mercato di inizio luglio. Andando a ritroso si tratta di Brunello Cucinelli con –8,44% e Moncler a –8,44%, entrambi colpiti dall’onda lunga dei timori sui dazi. Poi arriviamo al podio in negativo, con il terz’ultimo posto occupato da Stellantis, che anche a luglio riesce a fare male.
Il comparto auto dei marchi storici è in sofferenza da tempo causa la forte e spietata concorrenza asiatica, la transizione alla mobilità green e i sussidi pubblici alle vendite che vanno a singhiozzo. Non stupisce, quindi, che il titolo abbia il segno rosso su molti timeframe, tipo il mensile (–11,23%), il 2025 (–38,34%), a 1 anno (–47,13%) e a 3 anni (–45%). Rispetto al picco dei 27,35 € di marzo 2024, 16 mesi fa, oggi siamo sul 70% di perdita, una debacle.
A seguire ecco il –16,34% di luglio di STM e il –26,76% di Amplifon dopo i conti deludenti e la revisione al ribasso le previsioni per il 2025. Per Amplifon la perdita del mese quasi coincide con quella di mercoledì 30 (–26,76%), giorno in cui l’azienda ha svelato al mercato risultati inferiori rispetto al consensus.
Luglio positivo per molti titoli del Ftse Mib
Nel complesso il mese di luglio è stato buono per un gran numero di titoli quotati sul listino milanese principale. Tra lo zero e il 5% di perdita abbiamo Nexi (–2,64%), Terna (–2,09%), ERG (–1,81%), Saipem (–1,10%) e Telecom Italia (–0,54%).
Decisamente più folto il novero di chi vanta performance tra lo zero e il +5% nei 31 giorni appena archiviati. Procedendo in ordine crescente si tratta di Snam Rete Gas (+0,28%), Campari (+0,30%), Inwit (+0,58%), Pirelli (+1,34%) e Fineco (+1,57%). Ancora, di Italgas (+2,26%), di Interpump (+2,51%), di Banca Popolare di Sondrio (+3,49%), di Leonardo (+4,00%) e Mediobanca (+4,54%).
Altri 8 titoli hanno archiviato luglio con rialzi racchiusi tra il 5 e il 10%. Tipo Poste Italiane (+5,74%), Banca MPS (+6,20%), Eni (+6,68%), Mediolanum (+7,79%), Intesa (+8,33%), Iveco (+8,62%), Generali (+9,07%), e Unipol (+9,27%).
Tra i rialzi spicca sicuramente quello di Banca Intesa, che insieme a Banca Unicredit è capace di fare il bello e il cattivo tempo sul Ftse Mib date le loro capitalizzazioni di mercato. Intesa ha aperto luglio a 4,888, ha segnato un low a 4,825 € e un high a 5,489, prima di chiudere a 5,295 €, e a 5 € l’ottava (il 1° agosto). Qui i forti acquisti e le massicce vendite si sono concentrate nell’ultima ottava. Oggi il prezzo target a 12 mesi secondo gli analisti è a 5,6837 €, con un potenziale upside del 13,67%.
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Denaro a palate a luglio su queste azioni del Ftse Mib per la gioia di chi le ha comprate
Arriviamo all’olimpo dei maggiori rialzi del mese, con rialzi a doppia cifra come per Azimut a +11,08% e Banco BPM a +11,94%. A seguire incontriamo altri due titoli bancari, Banca BPER e Unicredit entrambi a +13,93%, e comunque positive su molti altri timeframe.
Per i tre titoli bancari di quest’ultimo slot di azioni gli acquisti sono dettati dai rumors di mercato sui processi di aggregazione di settore che accende gli appetiti e le aspettative. Inoltre c’è che continuano ad arrivare ottimi risultati di periodo, per la gioia di chi ha scommesso sui titoli bancari a inizio decennio. In quasi tutti i casi si tratta di performance stellari in appena un lustro.
Infine ecco il +17,03% di Prysmian grazie ai conti positivi e al rialzo della guidance, che hanno valso al titolo l’affaccio ai verso i suoi valori massimi storici.