Debito mondiale mai così alto, una bomba pronta ad esplodere

Violetta Silvestri

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Il debito accumulato dagli Stati in tempi di tassi bassi è troppo elevato: l’ultimo allarme sul tema è arrivato da un report di S&P. La bomba dell’indebitamento mondiale sta per esplodere?

Debito mondiale mai così alto, una bomba pronta ad esplodere

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La questione debito a livello globale è più calda che mai: troppo indebitamento di Stati e aziende, una bomba sta per esplodere nel mondo?

La domanda è lecita se si considera quanto la situazione finanziaria sia cambiata dalla pandemia a oggi, con banche centrali che si sono affrettate a modificare la rotta della politica monetaria: da tassi negativi al costo di finanziamento in vertiginoso aumento, cosa significa per casse societarie e statali fortemente indebitate?

La situazione è pericolosa e lo spiega uno studio di S&P Global Ratings sulla situazione debito nel mondo: perché questa bomba può scoppiare.

Debito mondiale da record

Il report è chiaro nell’inquadrare l’emergenza: “Risolvere l’eccesso di debito, tra una crescita più lenta e tassi di interesse più elevati, potrebbe essere doloroso, con i Governi costretti a tagliare le spese e i mutuatari inadempienti.”

Così S&P Global Rating ha sintetizzato la situazione mondiale sul fronte debitorio. Nello specifico dei numeri, “il debito finanziario globale è al massimo storico del 349% sulla base del rapporto debito/PIL globale, oltre il 25% in più rispetto al 278% nell’era della crisi finanziaria precedente al 2008”.

Considerando amministrazioni pubbliche, famiglie, istituzioni finanziarie e imprese non finanziarie si è giunti a un picco di debito del 349% a giugno 2022. In particolare, l’indebitamento dei governi è cresciuto in modo molto aggressivo dal 2007, salendo di tre quarti, al 102%.

Il grafico S&P ha messo in evidenza l’impennata dei livelli debitori di Stati (Government), famiglie (Households), banche (financial corporates), aziende private (non financial corporates):

Debito/Pil nel mondo dal 2007 al 2022 Debito/Pil nel mondo dal 2007 al 2022 Focus su Governi, famiglie, imprese, banche

Dinanzi a tali percentuali, S&P Global Ratings prevede tempi assai duri soprattutto per i mutuatari aziendali e per alcuni Governi, ora carichi di debiti contratti in tempi migliori di questo e dei prossimi.

Stati in bilico: dal debito al default?

S&P Global si è soffermato sulla situazione del debito degli Stati. Uno dei pilastri fondamentali per spiegare i livelli di indebitamento più elevati sono stati i tassi di interesse molto bassi mantenuti da banche centrali negli ultimi anni.

Ciò ha permesso a molti Stati sovrani, la maggior parte dei quali con rating bassi, di accedere per la prima volta ai mercati dei capitali. Tuttavia, i recenti forti aumenti dei tassi di interesse globali sono ora una sfida enorme. L’onere per interessi medio ponderato è aumentato fino a quasi l’8% delle entrate pubbliche.

La situazione si è aggravata per le nazioni con il debito denominato in una valuta estera. Il recente default dello Sri Lanka ne è un esempio.

Con le più grandi banche centrali del mondo che continuano ad aumentare i tassi, S&P prevede ulteriori insolvenze o ristrutturazioni dei debiti governativi nei prossimi 12-18 mesi.

Non solo, la nuova dinamica sui costi di finanziamento ora in corso presenta sfide anche per i sovrani con rating più elevato, che devono lottare per mantenere le valutazioni attuali sulla loro stabilità finanziaria. “Il recente outlook negativo che abbiamo attribuito ai rating del Regno Unito ne è un esempio”, ha ricordato S&P.

Attenzione, infine, a quello che può accadere nel 2023. La bomba debito statale può esplodere in diversi modi. Secondo S&P:

“La principale sfida per il settore è l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche. Questo continua ad alimentare l’inflazione e gli aumenti dei tassi, aggiunge pressioni alle posizioni fiscali indebolite, mentre allo stesso tempo aumentano ulteriormente le condizioni per la polarizzazione politica e le tensioni sociali, e la probabilità di improvvisi eventi destabilizzanti”

Queste dinamiche non potranno essere semplicemente attenuate da misure di ordine pubblico e, per tale motivo, rappresentano minacce importanti e non trascurabili.

Aziende con alto debito: l’allarme è in Cina

Nel settore del debito aziendale, i riflettori si sono accesi sulla Cina.

Secondo il rapporto S&P, nel decennio fino a giugno 2022, “la leva finanziaria globale delle imprese non finanziarie, misurata dal rapporto debito/PIL, è aumentata del 17% Ciò è stato guidato principalmente dalla crescita del 20% del debito societario in Cina e nei mercati emergenti”.

La questione cinese non è di poco conto e merita attenzione: il debito delle sue imprese vale 27 trilioni di dollari a giugno 2022 rappresenta il 31% del debito societario globale. Sia i mercati sviluppati che quelli emergenti hanno subito un aumento della leva finanziaria durante il Covid. Ma, a differenza di quasi tutte le altre economie, l’indebitamento delle imprese cinesi non è diminuito molto nell’anno della ripresa del 2021, anzi sta crescendo.

Nel 2023 le condizioni debitorie delle aziende potrebbe peggiorare. Il rischio della recessione, l’aumento delle pressioni sui margini a causa di input costosi e di una domanda debole, le banche centrali che inaspriscono ulteriormente le condizioni monetarie, il conflitto Russia-Ucraina e la guerra commerciale Cina-Usa lasciano intravedere tempi bui.

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