80 trilioni di debito nascosto da FX swaps fuori bilancio. Per questo nessuno fallisce?

Mauro Bottarelli

6 Dicembre 2022 - 10:15

Il report trimestrale della BRI apre scenari inquietanti sul mondo dei derivati e delle contabilizzazioni off-balance. Di fatto, il QE sistemico ha permesso la nascita del regime «too rigged to fail»

80 trilioni di debito nascosto da FX swaps fuori bilancio. Per questo nessuno fallisce?

E alla fine, il cavaliere bianco arrivò. O, almeno, così pare. Dopo la conferma del completamento della right issue, Credit Suisse ha finalmente potuto interrompere la striscia negativa di 13 sedute di contrattazioni in calo con l’arrivo di questa notizia:

l’Arabia Saudita sarebbe pronta a intervenire pesantemente nel colosso elvetico in crisi. E se al momento il mercato ignora le modalità con cui avverrà il salvataggio, tramite Fondo sovrano o attraverso un veicolo di investimento che faccia personalmente riferimento al principe Mohamed bin Salman, poco importa. Il titolo ha brindato. E i sospiri di sollievo hanno riempito l’aria della Confederazione elvetica, dopo un weekend con non poche preoccupazioni.

Insomma, pare che nascerà Credit Saudi. A livello di acronimo, non serve nemmeno cambiare logo e carta intestata. Ma al netto dei profili ipocritamente moralistici sull’accettabilità dell’operazione, la prima giornata di contrattazione della settimana è stata caratterizzata da altro: una conventio ad excludendum senza precedenti. Non fosse altro perché la notizia totalmente oscurata giungeva, sotto forma di pubblicazione della Quarterly review, da parte di un soggetto solitamente riconosciuto come meritevole di attenzione e rispetto. la Banca per i Regolamenti Internazionali. Di fatto, la Banca centrale delle Banche centrali.

E cosa ci dice? Questo:

nulla più e nulla meno che il disvelamento di una bomba a orologeria da 80 trilioni di dollari di debito nascosto fuori bilancio da parte di istituzioni non bancarie - come i fondi pensione - attraverso FX swaps. Praticamente, la certificazione di un mondo che ha organizzato una gara di slalom gigante sulle pendici di un vulcano in procinto di eruttare. Perché la BRI questa volta non ha lesinato nei particolari. Anzi. E nemmeno nelle definizioni, poiché gli FX swaps sono stati descritti come un blind spot debitorio che potrebbe relegare i regolatori in un mondo di nebbia.

Non male. E questi grafici

Controvalore di debito denominato in dollari non di banche Usa Controvalore di debito denominato in dollari non di banche Usa Fonte: BRI
Controvalore di debito denominato in dollari di istituzioni non bancarie e non Usa Controvalore di debito denominato in dollari di istituzioni non bancarie e non Usa Fonte: BRI
Controvalore dei contratti swaps in essere, FX e valutari Controvalore dei contratti swaps in essere, FX e valutari Fonte: BRI

parlano più di mille parole, quantomeno riguardo il controvalore del fenomeno cui facciamo riferimento. Perché, apparentemente, nessuno pare preoccuparsi più di tanto del fatto che un fondo pensione olandese o un assicuratore giapponese si metta a prendere in prestito dollari, girando contemporaneamente euro e promettendo di ripagare più tardi il debito contratto in biglietti verdi. Peccato che la storia dica altro. Come gli squeeze sul finanziamento del 2020 o il recente tracollo dei fondi pensione britannici a fronte del rialzo dei tassi della Bank of England confermano.

Perché quel mercato rappresenta appunto un debito nascosto da oltre 80 trilioni di dollari, una cifra superiore allo stock di T-bills, repo e commercial papers combinate. E questo grafico

Andamento di controvalore del mercato foreign exchange globale Andamento di controvalore del mercato foreign exchange globale Fonte: BRI

mostra chiaramente quale sia il livello di peso percentuale nel turnover globale: 5 trilioni al giorno. E, soprattutto, ad oggi quel debito nascosto contratto in dollari da banche e non-banche al di fuori degli Stati Uniti equivale a circa il doppio di quello - sempre in biglietti verdi - contabilizzato. Perché la chiave del problema ma anche della sua diffusione sta proprio qui:

Andamento percentuale dei rapporti inter-dealer nel mercato swap Andamento percentuale dei rapporti inter-dealer nel mercato swap Fonte: BRI
Breakdown del comparto FX swaps per denominazione della controparte Breakdown del comparto FX swaps per denominazione della controparte Fonte: BRI

il continuo spostamento dei soggetti di mercato verso accordi bilaterali, sempre meno visibili e decisamente più opachi. E. oltretutto, su operatività basata - a tal fine - nella strutturalità di rapporti cross-border, ovvero con controparti terze ed estere rispetto alla nazione di emissione dello swap. Tutto nell’ombra, insomma.

Talmente nell’ombra che, sempre stando a uno studio della BRI, ogni giorno un controvalore pari a 2,2 trilioni di currency treades al mondo è a rischio di liquidazione a causa di criticità fra le controparti. Un qualcosa che la Banca per i Regolamenti Internazionale valuta come potenzialmente in grado di minare la stabilità finanziaria mondiale su base permanente. Insomma, stiamo giocando a palla avvelenata con una bomba a mano senza spoletta. E lo facciamo ogni giorno. Ovunque. E per circa 2,2 trilioni di controvalore.

Mentre fuori bilancio, nel meraviglioso mondo OTC, cresce e si rimpingua uno stock debitorio da circa 80 trilioni di dollari. Sarà per questo che, grazie alla manipolazione sistemica posta in essere dai cicli continui di QE, nessuno più al mondo pare fallire, per quanti debiti possa generare o riscatti bloccare? Sicuramente, è per questo che un mese e mezzo fa circa 5.000 fondi pensioni britannici hanno rischiato la liquidazione dalla sera alla mattina. costringendo la Bank of England a un salvataggio tanto disperato quanto palese. Dopo il too big to fail è nato il too rigged to fail, troppo manipolato per fallire?

Sì, perché in questo modo il mercato opera in cordata come gli scalatori. Se cade uno, il rischio si distribuisce su tutti quelli che sono sotto di lui. Alzando però ogni giorno di più l’asticella, fino a lambire pericolosamente il capocordata. Sarà per questo che, caso più unico che raro, una denuncia di questa gravità da parte di un’organizzazione autorevole come la BRI ha ottenuto rilevanza zero sui media? Una cosa sola è certa: strategicamente, fino a quando alla base di questo casinò folle ci sarà il dollaro, gli Usa potranno indebitarsi all’infinito. Nessuno può permettersi il loro default. O un mondo senza il suo benchmark manipolatorio in verde.