Dalle auto elettriche all’aglio: da dove passa lo scontro economico Usa-Cina

Federico Giuliani

22 Dicembre 2023 - 07:00

L’ultima minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti coincide con le importazioni di aglio dalla Cina. Ecco i tre fronti caldi nello scontro economico tra le due potenze

Dalle auto elettriche all’aglio: da dove passa lo scontro economico Usa-Cina

L’ultima minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti coincide con le importazioni di aglio dalla Cina. Almeno secondo quanto dichiarato dal senatore repubblicano Rick Scott, che ha scritto una lettera al ministro del Commercio Usa, Gina Raimondo, per segnalare l’ennesimo fronte aperto tra le due superpotenze.

Il commercio dell’alimento in questione è in realtà un tema controverso già da molti anni, visto che Washington ha più volte accusato Pechino di “scaricare” l’aglio sul mercato americano ad un prezzo inferiore a quello di costo. Più nello specifico, a partire dalla metà degli anni ’90, gli Stati Uniti hanno imposto pesanti dazi, o tasse, sulle importazioni cinesi per evitare che i produttori statunitensi venissero esclusi dal mercato. Nel 2019, durante l’amministrazione Trump, queste tariffe sono state aumentate, in un’escalation tra i due Paesi che avrebbe inaugurato la cosiddetta guerra dei dazi.

Tornando al presente, nella sua lettera il senatore Scott ha fatto riferimento a queste preoccupazioni esistenti, ma ha poi evidenziato “una grave preoccupazione per la salute pubblica riguardo alla qualità e alla sicurezza dell’aglio coltivato in Paesi stranieri – in particolare, dell’aglio coltivato nella Cina comunista”.

L’aglio cinese “spaventa” gli Stati Uniti

Lo stesso Scott, ha spiegato la Bbc, ha citato pratiche che – dice - sarebbero state “ben documentate” in video online, blog di cucina e documentari, inclusa la coltivazione dell’aglio nelle acque reflue. Ha quindi chiesto al Dipartimento del Commercio Usa di agire, ai sensi di una legge che consente indagini sull’impatto di specifiche importazioni sulla sicurezza degli Stati Uniti.

Il senatore ha poi parlato dei diversi tipi di aglio che dovrebbero essere esaminati: “Tutti i tipi di aglio, interi o separati in spicchi, sbucciati o meno, refrigerati, freschi, congelati, conservati provvisoriamente o confezionati in acqua o altro sostanza neutra”. “La sicurezza alimentare è un’emergenza esistenziale che pone gravi minacce alla nostra sicurezza nazionale, alla salute pubblica e alla prosperità economica” ha aggiunto.

L’Ufficio per la Scienza e la Società della McGill University in Quebec ha tuttavia affermato che non ci sono prove tali per affermare che le acque reflue siano utilizzate come fertilizzante per la coltivazione dell’aglio in Cina.

Gli altri fronti caldi tra Usa e Cina

Al netto dell’aglio, che è soltanto l’ultimo fronte di un testa a testa Usa-Cina ormai esteso a tutto campo, ci sono altri due dossier economici da citare.

Il primo chiama in causa le auto elettriche. Gli Stati Uniti hanno infatti annunciato norme volte ad escludere i componenti cinesi dagli EV venduti sul territorio statunitense. L’anno scorso, il Congresso ha approvato una legge sul clima che offre miliardi di incentivi fiscali nel tentativo di rilanciare l’industria americana.

La legge prevedeva un incentivo fiscale fino a 7.500 dollari per veicolo per gli acquirenti di auto elettriche prodotte in America. Ebbene, a partire dal 2024, la legge escluderà l’ammissibilità ai crediti d’imposta per le auto che contengono componenti della batteria fabbricati o assemblati da una “entità estera interessata”. Entro il 2025, le restrizioni si estenderanno alle auto che contengono materiali critici estratti, lavorati o riciclati da tale entità.

Il secondo dossier riguarda invece i chip, in particolare i chip avanzati di intelligenza artificiale . L’amministrazione Biden sta riducendo i tipi di semiconduttori che le aziende americane potranno vendere alla Cina. Lo scorso ottobre, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha presentato nuove regole che rafforzano un’ampia serie di controlli sulle esportazioni di tali prodotti strategici (controlli, per la cronaca, introdotti per la prima volta nell’ottobre 2022).