Ha perso il 91% dai massimi e crolla ancora del 10% dopo il piano 2026-2030: quanto fattura oggi Eurotech e cosa sta succedendo al titolo.
Ha perso oltre il 91% dai massimi del 2019. E ora il mercato colpisce di nuovo. Dopo la presentazione del nuovo piano industriale 2026-2030, il titolo affonda di un altro 10% e scivola sotto 1 euro.
È la fotografia di Eurotech, una small cap che da anni promette il rilancio puntando su IoT ed edge computing, ma che continua a scontrarsi con la diffidenza degli investitori. L’ultima scossa arriva insieme all’annuncio di un aumento di capitale fino a 17,5 milioni di euro, giudicato diluitivo nel breve periodo.
Il mercato non guarda tanto alla promessa di crescita, quanto all’impatto immediato sull’azione. E la reazione è stata netta. Ma prima di fermarsi al crollo in Borsa, vale la pena guardare ai numeri. Perché è da lì che si capisce se siamo davanti all’ennesimo piano sulla carta o a un vero tentativo di svolta.
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Quanto fattura oggi Eurotech (e perché il mercato resta prudente)
Eurotech non è una startup. È una società quotata da anni, con una storia industriale lunga e un posizionamento tecnologico ben definito. Nel 2024 il gruppo ha registrato un fatturato di circa 70 milioni di euro, un livello ancora lontano da quello necessario per sostenere una struttura industriale efficiente e generare margini stabili.
Il problema non è solo quanto fattura, ma come. Negli ultimi esercizi Eurotech ha sofferto una domanda discontinua, margini compressi e una redditività operativa che fatica a tornare strutturalmente positiva. È proprio su questo punto che il nuovo piano industriale prova a intervenire.
Il management prevede una fase di stabilizzazione tra il 2026 e il 2027, con Ebitda positivo già dal 2026 grazie a una crescita degli ordini stimata intorno al 25% e al completamento delle azioni di razionalizzazione avviate negli ultimi mesi. Il ritorno a un EBIT positivo è atteso nel 2027, mentre la vera accelerazione è rimandata agli anni successivi.
Secondo le stime del piano, i ricavi dovrebbero salire a circa 80 milioni di euro nel 2028 e raggiungere quota 100 milioni nel 2030. Numeri che raccontano un’ambizione chiara, ma che richiedono tempo, esecuzione e soprattutto risorse finanziarie.
Aumento di capitale e diluizione: perché il titolo è crollato
Il cuore finanziario del piano 2026-2030 è l’aumento di capitale fino a un massimo di 17,49 milioni di euro. L’operazione prevede l’emissione di quasi 21 milioni di nuove azioni, offerte nel rapporto di sei nuove azioni ogni 11 possedute, al prezzo di 0,833 euro ciascuna.
Uno sconto dell’11,5% rispetto al prezzo teorico ex diritto e del 13,3% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. Numeri che spiegano bene perché il mercato abbia reagito con nervosismo. Per gli azionisti attuali, mantenere la propria quota significa mettere nuova liquidità. Chi non partecipa, invece, accetta una diluizione immediata.
L’impegno dell’azionista di riferimento, Emera Srl, a sottoscrivere la propria quota e le eventuali azioni inoptate fino a 11,4 milioni è un segnale di supporto, ma non è bastato a rassicurare il mercato nel breve termine. L’offerta si svolgerà dal 2 al 19 febbraio, con i diritti negoziabili fino al 13 febbraio. E fino a quel momento, la pressione sul titolo potrebbe restare elevata.
Il piano 2026-2030: scommessa tecnologica o ultima chance?
Sul piano industriale, Eurotech punta tutto su tre pilastri. Hardware proprietario, software e intelligenza artificiale, servizi e cybersecurity. L’obiettivo è spostare il modello di business verso soluzioni a maggiore valore aggiunto, ricavi ricorrenti e un controllo più stretto della proprietà intellettuale.
Per ora, il piano si basa esclusivamente sulla crescita organica, senza acquisizioni esterne. Una scelta prudente, ma che rende ancora più cruciale l’esecuzione. Gli investitori, oggi, sembrano guardare più ai rischi immediati che al potenziale di medio-lungo periodo.
Il crollo del titolo riflette soprattutto questo equilibrio fragile. Da un lato una strategia che prova a rimettere in ordine i conti e a costruire una crescita sostenibile. Dall’altro una diluizione che pesa subito sul valore dell’azione.
La domanda, quindi, resta aperta. Il piano industriale segna davvero un punto di svolta o è solo un altro tentativo di rilancio per una small cap che ha già bruciato molta fiducia? I prossimi mesi diranno se il mercato aveva ragione a scappare o se, questa volta, Eurotech riuscirà a cambiare passo.
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