Crimea: cos’è, dove si trova e perché sia Russia che Ucraina la rivendicano

Luna Luciano

06/05/2022

07/05/2022 - 12:32

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Zelensky si è detto disposto ad accettare un accordo di pace senza la restituzione della Crimea. Ma perché questa penisola è così contesa tra Russia e Ucraina? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

 Crimea: cos'è, dove si trova e perché sia Russia che Ucraina la rivendicano

L’Ucraina sembrerebbe disposta a rinunciare alla Crimea pur di far cessare i bombardamenti che stanno dilaniando il Paese. È questo quello che è emerso nelle ultime ore dopo l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in video conferenza alla Chatham House, il noto think tank britannico.

Zelensky, oltre ad aver definito una vera “tortura” l’assedio dell’acciaieria a Mariupol, ha chiarito che la possibilità di un negoziato con la Russia sarebbe possibile solo con il ritiro delle truppe di Mosca dal suolo ucraino, aggiungendo: “non tutti i ponti sono ancora distrutti”. Se secondo il governo britannico la Russia dovrebbe lasciare l’intera Ucraina, Crimea compresa, Zelensky invece sarebbe disposto ad accettare un accordo di pace senza la restituzione della penisola.

Eppure, è proprio intorno a questa terra che si è venuto a costruire un clima di tensioni e la crisi tra la Russia e l’Ucraina. Oltre alle ragioni storiche che hanno portato le due Nazioni a scontrarsi, la Crimea oggi ha un forte valore economico e strategico a cui nessuno dei due Paesi è mai stato disposto a rinunciare. È quindi opportuno approfondire la questione cercando di capire dove si trovi e perché la Crimea è così importante. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è e dove si trova la Crimea e la sua storia

La Crimea è la più grande penisola del Mar Nero ed è collegata con il Sud dell’Ucraina dall’istmo di Perekop, e solo dal 2018 è collegata alla Russia dal ponte di Crimea.

Nel 1920 la Crimea entrò a far parte dell’Urss e l’anno seguente venne riconosciuta come Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea. Al termine della Seconda guerra mondiale, durante la guerra fredda, la Crimea fu ceduta alla Repubblica socialista sovietica dell’Ucraina.

La Crimea apparterebbe quindi all’odierna Ucraina, ma dopo l’occupazione delle truppe russe nel 2014 - a cui seguì il referendum del 16 marzo - la penisola è stata annessa dalla Russia come Repubblica di Crimea.

Perché Russia e Ucraina rivendicano la Crimea: le ragioni storiche

Le ragioni storiche per cui ancora oggi Russia e Ucraina rivendicano la Crimea lasciano emergere un quadro alquanto complicato. Se nel 1920 la Crimea entrò a far parte dell’Urss, nel 1954 il leader sovietico Nikita Chruščëv la donò all’Ucraina in segno di riconoscimento per commemorare il 300° anniversario del trattato che sancì l’alleanza e l’acquisizione dell’Ucraina. Eppure, la maggior parte degli abitanti è russofona.

Nel 2014 a seguito della rivoluzione ucraina, a conclusione delle proteste pro-europeiste dell’Euromaidan con la fuga del presidente filorusso Viktor Janukovyč il 22 febbraio, la Russia occupò la Crimea e a seguito del referendum del 16 marzo - non riconosciuto a livello internazionale a causa della presenza militare sul territorio - la Crimea fu annessa, secondo il Cremlino legittimamente, alla Federazione russa.

Perché la Crimea è così importante per Russia: il valore strategico

Oltre alle ragioni storiche, in realtà sono altri i motivi per cui la Crimea risulta essere preziosa per Russia. La penisola ha infatti un forte valore economico e strategico-militare:

  • dal punto di vista militare la base navale di Sebastopoli è stata ceduta “in affitto” Mosca fino al 2042. Inoltre, sempre nella penisola sono presenti diverse caserme, poligoni e porti usati dalla Russia. La Crimea è quindi uno strategico sbocco sul mare, essenziale per la proiezione di Mosca nel Mediterraneo. È dal porto di Sebastopoli salpano le navi per il Baltico, per il mare del Nord ma anche per il Bosforo.
  • dal punto di vista economico la Crimea è fondamentale per i suoi porti. Stando a un articolo di Limes, attraverso i porti transita circa il 30% del totale delle esportazioni marittime russe.

La perdita della Crimea comporterebbe quindi per i russi una significativa riduzione del potere e del raggio d’azione militare e commerciale. Inoltre, la Crimea è stata spesso il centro di discorsi nazionalisti da parte di entrambe le Nazioni. Un territorio a cui nessuno dei due Paesi rinuncerebbe.

Eppure, il protrarsi della guerra e l’accanimento militare della Russia sembrerebbero aver portato l’Ucraina a rivedere le proprie condizioni di pace. Ciò a cui punterebbe adesso il Paese di Zelensky sarebbe un accordo che riporti le posizioni delle due parti al 23 febbraio - prima dell’invasione russa.

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