Covid, nuova ondata prima di Natale: i Paesi più a rischio

Giorgia Bonamoneta

3 Dicembre 2022 - 18:14

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C’è il rischio di una nuova ondata di Covid-19 prima di Natale. La preoccupazione è generale, ma ci sono alcuni Paesi a maggior rischio nuova ondata. Ecco quali sono.

Covid, nuova ondata prima di Natale: i Paesi più a rischio

Si aggira per l’Europa il rischio di una nuova nona ondata di Covid-19. Secondo gli esperti in Francia esiste la possibilità di una nuova ondata e a dirlo sono i dati registrati nelle ultime settimane che mostrano un incremento non solo dei singoli casi, ma anche dei ricoveri. Il famoso “indice rt”, cioè il tasso di riproduzione del Covid-19, è ormai superiore a 1 da diversi giorni e questo significa che l’incidenza del numero dei casi è aumentata. Il virologo Pascal Crépey è convinto infatti che siamo all’inizio di una curva più o meno esponenziale e quindi una probabile nuova nona ondata di Covid-19.

La nuova ondata di Covid-19, che aleggia come uno spettro sulle festività natalizie, potrebbe verificarsi anche nel sud-est asiatico e in Nordamerica. Infatti sono in aumento i contagi anche in Giappone, dove il rientro dei turisti ha comportato un aumento inevitabile dei casi. Secondo uno studio giapponese a gennaio i casi giornalieri potrebbero superare quota 260 mila.

Il coronavirus è ancora una pandemia e per questo l’attenzione in merito alla campagna di vaccinazione e il rischio che comporta l’infezione senza protezione non dovrebbe ancora calare. Eppure è quello che è successo e Anthony Fauci, immunologo statunitense, ha commentato che “è terribilmente frustrante vedere quanto poco la gente si stia vaccinando con la dose booster”. Anche in Italia negli ultimi 7 giorni c’è stato un incremento di ricoveri, alla luce però di una diminuzione dei contagi in una situazione nella quale sono poche le persone che scelgono di effettuare un tampone e dichiarare la propria positività.

La pandemia non è ancora finita: nuova ondata prima di Natale

La pandemia di coronavirus non è ancora conclusa, eppure il comportamento delle Istituzioni e degli italiani lascia pensare che sia così. Sono pochissime le informazioni in merito alla campagna di vaccinazione e di richiamo per le categorie fragili e non. Questo comporta un inevitabile aumento di contagi accompagnato dal freddo e dalle situazioni di maggior assembramento nei luoghi al chiuso. Le vacanze di Natale faranno segnare il picco di questo inverno in molti paesi e si sta già parlando di una nuova fondata, arrivata ormai a quota nove.

Si dicono preoccupati soprattutto gli esperti francesi, che da giorni osservano come l’indice del tasso di riproduzione del Covid-19 sia superiore a 1. L’incidenza il numero di casi è quindi in aumento e la curva dei contagi si alza giorno dopo giorno. Lo scorso venerdì sono stati segnalati 48.629 casi e la premier francese, Elisabeth Borne, ha lanciato un appello alla precauzione. -Per far fronte alla nuova probabile ondata di coronavirus non si può far altro che indossare la mascherina nei luoghi affollati o in presenza di persone vulnerabili.

Attenzione alta in tutto in mondo per i nuovi casi: la popolazione è vaccinata, ma poco protetta

Attenzione alta in diversi Paesi dove l’aumento dei contagi sta causando allarme. La possibile nuova nona ondata però si basa su una popolazione vaccinata, anche se non del tutto protetta. Infatti come fa notare l’immunologo Anthony Fauci, negli Stati Uniti solo l’11-15% della popolazione si sta vaccinando con il nuovo booster per impedire di contrarre la malattia in forma grave.

Un problema simile anche in Italia e in altri Paesi, dove la disattenzione dovuta a un periodo di calma ha spinto le persone ad abbandonare la precauzione della vaccinazione, della mascherina o del rischio assembramento. Eppure, nonostante l’allarme lanciato degli esperti, è bene dire che la sottovariante dominante è quella si piuttosto contagiosa, ma che presenta sintomatologie più lievi come febbre e raffreddore. Per questo è difficile da individuare, ma anche meno pericolosa.

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