Cosa spiega il crollo demografico della Corea del Sud?

Timothy Taylor

15/05/2025

Con un tasso di fertilità negativo di 0,72, la Corea del Sud rischia di perdere un terzo della popolazione entro il 2070, mettendo a dura prova il mercato del lavoro e la crescita economica.

Cosa spiega il crollo demografico della Corea del Sud?

Il tasso di fertilità sta diminuendo in tutto il mondo, ma la Repubblica di Corea rappresenta un’eccezione estrema, con un valore di appena 0,72 nel 2024.

Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo rapporto sull’economia coreana (che nel complesso è ancora positiva), ha ritenuto che la bassa natalità del Paese giustificasse l’inserimento di un’appendice nel documento: “Affrontare il calo della forza lavoro in Corea” (IMF Country Report No. 25/41, Republic of Korea, 2024 Article IV Consultation, 5 febbraio 2025).

Tasso di fertilità Tasso di fertilità Fonte: OECD

Questo dato aiuta a inquadrare il problema: il tasso di fertilità degli Stati Uniti si colloca poco sopra la media dei paesi OCSE (composta principalmente da economie avanzate). Tra i paesi con bassa natalità troviamo Spagna, Italia e Giappone. Tuttavia, anche tra queste nazioni, la Corea del Sud si distingue nettamente come un’anomala demografica.
Come sottolinea il rapporto: “Secondo le proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, la popolazione coreana calerà di 17 milioni di persone (pari al 33% dell’attuale popolazione) entro il 2070. La popolazione in età lavorativa, che ha raggiunto il picco nel 2019, dovrebbe scendere a 36,3 milioni (il 70,2% della popolazione totale) nel 2024; a 34 milioni (66,4%) nel 2030; e a soli 16 milioni (45,8%) nel 2070. Questo declino esercita una forte pressione sull’offerta di lavoro e quindi sulla crescita potenziale dell’economia coreana.”

Popolazione nel 2023 vs nel 2070 Popolazione nel 2023 vs nel 2070 Fonte: Nazioni Unite

Vale la pena ribadire l’inizio del rapporto: con un tasso di fertilità di 0,72, la Corea del Sud vedrà la propria popolazione ridursi di un terzo in meno di mezzo secolo. Escludendo condizioni estreme come guerra, malattie, carestie o oppressione, non si conoscono precedenti storici simili.

Per comprendere meglio la situazione, il primo grafico mostra la popolazione coreana per fasce d’età nel 2023: le coorti giovanili risultano molto più esigue rispetto a quelle di mezza età. Il secondo grafico proietta questa tendenza fino al 2070, evidenziando una drastica inversione demografica: a quel punto, le fasce di età centrale saranno molto più piccole rispetto alla popolazione anziana. Inoltre, osservando attentamente, si nota che l’asse orizzontale del grafico del 2070 differisce da quello del 2023, il che amplifica ulteriormente la percezione del calo demografico.

Discutere di fertilità può suscitare forti emozioni, soprattutto quando sembra che il legislatore (o anche solo lo scrittore) stia dicendo alle persone – e in particolare alle donne – quanti figli “dovrebbero” avere. È una preoccupazione legittima. Tuttavia, le decisioni relative ai figli sono fortemente influenzate da altri fattori: costo delle abitazioni, flessibilità del lavoro, disponibilità di servizi per l’infanzia, struttura del mercato del lavoro e altro ancora. In Corea, questi fattori tendono a scoraggiare la genitorialità.

Vediamone alcuni più da vicino:

  1. Costi abitativi. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) osserva: “Nel primo trimestre del 2024, si stima che le famiglie con reddito mediano spendano circa il 63% del loro reddito per il rimborso del mutuo di un’abitazione dal prezzo mediano. La percentuale è molto più alta nell’area metropolitana di Seul (151%), dove si concentrano i migliori lavori e le istituzioni scolastiche, e per spazi abitativi più grandi, necessari per crescere un figlio (153% per proprietà superiori a 135 metri quadrati).” Un tale impegno economico rende di fatto la casa “inaccessibile”. (135 metri quadrati corrispondono a circa 1200 piedi quadrati: la dimensione tipica di un appartamento o condominio con due camere da letto.)
  1. Centralità delle lezioni private. Le madri in Corea sono spesso chiamate a supervisionare un regime intenso di lezioni private, considerate essenziali per accedere alle università prestigiose. Il FMI riporta: “L’elevata partecipazione alle lezioni private in Corea riflette la forte competizione per entrare nelle università più prestigiose... Una parte significativa del reddito familiare viene quindi spesa per queste lezioni. Nel 2023, il 78,5% degli studenti coreani delle scuole primarie e secondarie ha frequentato lezioni private (Ministero dell’Istruzione, 2024). La spesa media mensile per studente, in rapporto al reddito disponibile, è aumentata notevolmente dal 2015, raggiungendo circa il 10% del reddito disponibile medio nel 2023. Le analisi mostrano che la diffusione delle lezioni private è negativamente associata al tasso di fertilità nazionale...”
  1. Mercato del lavoro a doppia struttura. Il mercato del lavoro coreano ha una cosiddetta “doppia struttura”: da un lato, lavori ben retribuiti, stabili, basati sull’anzianità e molto esigenti; dall’altro, impieghi meno remunerati, con scarse possibilità di carriera e spesso instabili. Una madre che tenta di mantenere una posizione di alto livello retribuito affronta grandi difficoltà. E in un’economia duale, uscire da questa “corsia preferenziale” significa quasi sempre non riuscire più a rientrarvi. Un confronto sulla flessibilità lavorativa mostra che gli Stati Uniti sono tra i più alti in classifica, mentre la Corea si trova tra gli ultimi.
Flessibilità sul posto di lavoro Flessibilità sul posto di lavoro Fonte: OECD

Questa figura illustra il mercato del lavoro duale in Corea del Sud, mostrando che i livelli di lavoro temporaneo e di lavoro autonomo sono particolarmente alti rispetto ad altri paesi.
Sebbene il rapporto del FMI non menzioni questo aspetto, mi sembra comunque rilevante notare che la tradizione in Corea ha previsto, storicamente, che una coppia sposata si trasferisca a vivere con la famiglia del marito. Questo ha spesso significato che la moglie finisca per svolgere compiti domestici con la suocera. Questo modello è diventato meno comune nel tempo, ma la possibilità di una simile convivenza sembra comunque scoraggiare il matrimonio e la procreazione per almeno alcune donne.

Lavoro irregolare Lavoro irregolare Fonte: OECD

Il rapporto del FMI analizza nel dettaglio come vari interventi di politica pubblica possano in una certa misura contrastare i bassi tassi di fertilità della Corea. Va anche aggiunto che il rischio di estrapolazione eccessiva è rilevante in questo caso: se la popolazione e la forza lavoro della Corea diminuissero alla velocità prevista, nei prossimi decenni il mercato immobiliare dovrebbe diventare significativamente più accessibile, le ammissioni universitarie nei principali atenei coreani saranno meno selettive, le aziende saranno spinte a essere più flessibili nella gestione della forza lavoro, e così via. Come accaduto negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche i baby boom sono possibili. Le decisioni su quanti figli si “desidera avere” non vengono prese nel vuoto.

Questo articolo è ripreso e tradotto da Conversable Economist.