Cosa significa perequazione, come funziona ed effetto sulle pensioni

Patrizia Del Pidio

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Guida alla perequazione delle pensioni. Come funziona l’indice FOI ISTAT, perché i tagli del passato riducono l’assegno per sempre e cosa cambia nel 2027.

Cosa significa perequazione, come funziona ed effetto sulle pensioni

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Cos’è la perequazione? Se ne sente parlare spesso e sembra una parola molto complessa dietro cui si nasconde un meccanismo importantissimo per i cittadini. La perequazione è il sistema con cui lo Stato mantiene e tutela il potere d‘acquisto dei pensionati che potrebbe essere eroso dall’inflazione.

Come funziona la perequazione automatica e quella realizzata con interventi straordinari del Governo? Come impatterà sulle pensioni a gennaio 2027 e che effetto ha avuto negli anni passati?

Cos’è la perequazione e come funziona?

La perequazione è un meccanismo che fa in modo che il valore delle pensioni resti sempre lo stesso, anche se i prezzi aumentano. Per capire come funziona dobbiamo prendere in considerazione che con il passare del tempo i prezzi di beni e servizi aumentano a causa dell’inflazione. Un assegno pensionistico che rimane identico per dieci anni, per esempio, permette al pensionato, man mano che passano gli anni, di comprare sempre meno cose.

Per evitare, quindi, che la pensione perda potere di acquisto e non basti più al cittadino, lo Stato calcola di quanto sono aumentati i prezzi in media, e lo fa utilizzando l’indice FOI ISTAT. In base all’aumento percentuale dei prezzi, si ritocca al rialzo anche l’importo delle pensioni (con una percentuale pari o simile a quella dell’aumento dei prezzi) per fare in modo che con le somme percepite il pensionato riesca a mantenere lo stesso stile di vita.

Come funziona l’indice ISTAT FOI

L’indicatore utilizzato in Italia per la perequazione e per le rivalutazioni monetaria è l’indice ISTAT FOI (acronimo che sta per indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati). L’ISTAT lo calcola ogni mese per misurare l’inflazione sui consumi tipici di un lavoratore dipendente.

Per capire come varia l’andamento dei prezzi l’ISTAT utilizza un paniere di beni e servizi (generi alimentari, bollette, trasporti, abbigliamento) che rientrano nelle abitudini di spesa delle famiglie. Periodicamente l’ISTAT assegna all’indice un valore base pari a 100 che rappresenta il punto zero.

L’inflazione non può essere espressa dall’ISTAT in euro perché nel paniere ci sono troppi prodotti e cambiano nel tempo. Per questo si usa un indice. Il valore base 100 deve essere considerato come una sorta di importo che in un determinato anno consentiva di comprare tutto il paniere. Se il valore nel 2025 è 100 e nel 2026 sale a 103,4 significa che da un anno all’altro per comprare tutto il paniere servono più soldi e che la spesa costa il 3,4% in più.

L’effetto sulle pensioni nel 2027

Cosa accadrà alle pensioni nel 2027? La perequazione a partire dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti con un ritorno dell’inflazione che è stato stimato tra il 2,7% e il 2,9%. Ma nella Legge di Bilancio 2027 torna l’ipotesi di un mancato adeguamento pieno degli assegni pensionistici all’inflazione.

Il taglio dell’adeguamento è stato già adottato negli anni passati, anche dal Governo Meloni che ha risparmiato due miliardi nel 2023 e quattro miliardi nel 2024 (e anche nel 2025 e nel 2026).

Nella manovra del 2022 il taglio dell’adeguamento era stato previsto solo per il 2023 e il 2024, ma i suoi effetti si riversano sugli importi delle pensioni per sempre.

Per fare un esempio se un assegno nel 2022 valeva 2.000 euro, con il ribasso stabilito nel biennio 2023/2024, oggi ha una pensione di 2.260 euro. La pensione è aumentata, ma non il potere di acquisto perché i prezzi sono saliti di più e quella pensione non raggiungerà mai più l’importo che avrebbe dovuto avere con l’adeguamento all’inflazione. Senza l’adeguamento quella pensione, oggi, dovrebbe avere un importo di 2.320 euro, 69 euro in più al mese. Grazie a questo meccanismo lo Stato riesce a risparmiare nel lungo periodo perché quei 69 euro sono stati risparmiati per sempre, ogni mese negli anni a venire.

Chi riceve la perequazione nel 2027?

La perequazione automatica si applica esclusivamente ai trattamenti pensionistici. Tutti i pensionati iscritti alle gestioni dell’Inps e alle casse professionali private hanno diritto alla perequazione della pensione che viene calcolata sulla somma di tutte le pensioni ricevute.

Sono esclusi dalla perequazione tutti coloro che ricevono prestazioni assistenziali una tantum, come ad esempio bonus temporanei o indennità straordinarie.

Salvo modifiche previste nella Legge di Bilancio 2027 , nel 2027 si dovrebbe ritornare alle 6 fasce di importo collegate al trattamento minimo Inps con la rivalutazione al 100% garantita soltanto per gli assegni fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (anche se si sta parlando di introdurre un nuovo taglio per finanziare la pensione anticipata a 64 anni).

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