Aggiornamento del 16 ottobre 2026 - Le ipotesi contenute in questo articolo sono ora superate dai tassi ufficiali. Il MEF ha fissato i tassi minimi garantiti: 3,70%, 4,10% e 4,70% per il BTP Valore a cedole trimestrali, cedola unica del 22,25% per il BTP Valore Insieme. Come previsto, non c’è premio fedeltà. Con questi tassi, 5.000 euro rendono 888,13 euro netti nel BTP Valore e 973,44 euro netti nell’Insieme: qui tutti i calcoli lordi e netti.
Ormai è solo una questione di ore prima della doppia dual tranche targata MEF per ottobre 2026. In verità non sono le uniche del mese, dato che si è partiti dal neo BOT 12M di venerdì 9, seguito dalla triplice asta di bond medio-lunghi di martedì 13. Dal 19 al 23 poi ci sarà, appunto, la doppia emissione nell’ambito dei BTP Valore, a cui seguiranno altre aste negli ultimissimi giorni del mese. Soffermiamoci qui sul bond “Insieme” e chiediamoci: conviene comprare subito il BTP Valore Insieme 5Y o attendere i prezzi sotto 100?
2 prime caratteristiche del BTP Valore Insieme
Ci sono due ragioni di fondo che spiegano il perché l’eventuale strategia attendista potrebbe rivelarsi più interessante sull’Insieme rispetto al Valore ordinario.
In primis c’è che la nona serie non prevede il premio fedeltà, un tratto che accomuna entrambi i bond e non solo l’Insieme. Data questa assenza, allora non è fondamentale acquistare “per forza” in origine per non perdere l’extra gain.
Sarebbe più sensata, invece, la considerazione in merito alla mancata commissione d’acquisto in emissione. In genere per un eseguito su bond una banca chiede tra i 2-3 € fino ai 20-30 €, tutto dipende dall’istituto e dal controvalore sottoscritto.
La seconda considerazione è che sul mercato secondario l’Insieme è un po’ come gli zero coupon, ossia più volatile in termine di prezzi. A parità di durata residua, tra due o più bond sono quelli con cedole più alte i preferiti da sempre dagli operatori di mercato, che intanto incassano un coupon ricco già oggi. Morale, chi insegue più i movimenti dei corsi rispetto alla sola cedola preferisce i bond a escursioni più ampie.
Cosa succede se rivendo il BTP Valore prima della scadenza?
Il fatto che la cedola dell’Insieme sia pagata dal Tesoro in unica tranche finale non vuol dire che gli interessi maturati nel frattempo si perdano. Le stesse FAQ del MEF, infatti, precisano che la cedola è proporzionale al tempo di vita utile del titolo, per cui matura giorno dopo giorno.
Un conto è la quotazione del titolo sul MOT, il mercato secondario dei titoli di Stato, un altro l’eventuale liquidazione anticipata. La prima è del tipo “corso secco”, cioè la quotazione è al netto degli interessi già maturati. Nella seconda, l’acquirente deve aggiungere anche il rateo di interessi maturati fino a quella data.
Facciamo un esempio molto semplice ed elementare. Immaginiamo che il neo BTP Valore Insieme preveda una cedola finale del 20% e di aver investito mille euro, per cui l’importo della cedola finale sarebbe di 200 € lordi. Se decidessimo di rivenderlo dopo 1 o 2 o 3 anni avremmo maturato, nell’ordine, un quinto, due quinti o tre quinti della cedola finale. In numeri (fonte: FAQ MEF, pagine 5 e 6):
- rateo di interesse maturato: 200 : (1/5) = 40 €;
- rateo di interesse maturato: 200 : (2/5) = 80 €;
- rateo di interesse maturato: 200 : (3/5) = 120 €.
Questi interessi pro-tempore poi si sommeranno al prezzo del titolo vigente sul MOT al tempo della rivendita. Se, ad esempio, a quella data l’Insieme quotasse 98 o 100 o 102 centesimi riceveremmo, nell’ordine, 980, 1.000 o 1.020 € di controvalore.
Una molteplicità di potenziali strategie operative
Le possibili strategie operative sul come approcciare al bond Insieme sono davvero tante, che qui riassumiamo in quattro alternative a nome di tutte. Ossia ipotizzeremo il caso di:
- acquisto in emissione, e necessità di rivendita anticipata nel mentre i tassi sono nel frattempo risaliti;
- acquisto in emissione, e necessità di rivendita anticipata nel mentre i tassi sono scesi;
- acquisto post-emissione, alla prima buona occasione in cui i tassi sono risaliti;
- acquisto post-emissione, ma con la beffa che i tassi non sono mai risaliti, e anzi sono costantemente scesi.
Procediamo con ordine e analizziamo i possibili payout dei quattro scenari ipotizzati.
Acquisto in emissione e scenario di tassi in salita e in discesa
Le prime due casistiche sono quelle del classico acquisto sin dal principio, in questo caso dal 19 al 23 ottobre 2026. La prima ferrea certezza è che non si pagano le commissioni, ed è già un guadagno sicurissimo. La seconda è che si maturano gli interessi pro-quota sin dal primo giorno, riconosciuti poi dal rateo al tempo della dismissione anticipata.
Ora si tratta di capire cosa faranno i tassi tra 1 o 2 anni, per esempio, e di riflesso i corsi del BTP Valore Insieme sul MOT. Se tra 15 mesi gli yield dovessero salire ben oltre i livelli attuali, ad esempio portarsi al 5% sul 4Y di durata residua, i corsi dell’Insieme saranno sotto cento. Immaginando prezzi a 97,5, la rivendita produrrebbe un 250 € di perdita in conto capitale su un ipotetico investimento di 10mila €, che si mangerebbe buona parte del rateo pro-tempore. Anzi, aggiungendo il bollo e le spese di gestione (entrambe pro-tempore), il netto residuo sarebbe davvero esiguo o nullo proprio.
Nello scenario inverso, ossia di tassi in discesa, i corsi sarebbero sopra cento, ad esempio a 102,5. Sarebbe uno scenario favorevole al titolare del bond, che dalla rivendita incasserebbe una plusvalenza sui corsi oltre al rateo nel frattempo maturato.
Conviene comprare subito il BTP Valore Insieme 5Y o attendere i prezzi sotto 100?
Le altre due casistiche (acquisto post-emissione), invece, sono più tipiche dello speculatore in bond, alla caccia più dell’occasione che del titolo in sé.
Ora, l’idea dell’attesa non sarebbe male in sé data l’attuale fase di enormi turbolenze mondiali. In Francia l’anno prossimo si vota, e la faccenda deficit e debito pubblico è malmessa. In Germania i partiti estremisti avanzano alla grande nelle varie elezioni regionali. Negli States e nel Regno Unito i mercati si attendono politiche fiscali serie e uno stop all’espansione dei rispettivi debiti sovrani. Poi ci sono le guerre, con i fronti ucraino e mediorientale ancora aperti.
Insomma, basterebbe una o più altre spallate di una certa consistenza per vedere gli yield mondiali lievitare ben oltre i livelli attuali. A quel punto non sarebbe impossibile ritrovarsi il BTP Valore Insieme a 95 centesimi tra 5-10 mesi, per esempio. Oltretutto l’assenza di cedole periodiche lo rende molto più sensibile alle escursioni dei corsi sul mercato secondario. Sarebbe lo scenario perfetto per acquistarlo a quella data, visto che assicurerebbe capital gain, cedola pro tempore e minor tempo d’impiego del capitale.
L’evento inverso (post-emissione e yield in discesa), invece, sarebbe quello più sfortunato in assoluto. Il rimando dell’acquisto a “tempi migliori”, infatti, si scontrerebbe con 4 elementi contro:
- prezzi di mercato sopra cento;
- rendimento reale annuo ridotto a scadenza;
- perdita degli interessi certi del Valore Insieme sin dal 1° giorno di emissione;
- mancato sfruttamento del capitale per il tempo intercorso tra il 27 ottobre, data di regolamento del neo Valore, e il giorno della discesa in campo operativa.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.