Conto corrente per minorenni: cos’è e come funziona

Laura Pellegrini

27/12/2020

12/04/2021 - 15:10

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Aprire un conto corrente per minorenni è una scelta che va a tutelare il futuro dei ragazzi. Esistono diverse opzioni tra le quali scegliere e altrettante regole generali da seguire.

Conto corrente per minorenni: cos'è e come funziona

Il primo passo per educare i bambini al risparmio è aprire un conto corrente per minorenni attraverso il quale anche i più piccoli potranno raccogliere le loro mance, le paghette e i regali che intendono tenere da parte per quando «saranno più grandi».

In realtà, però, non è possibile aprire un conto corrente se minorenni e dunque ad agire in tal senso devono essere i genitori o coloro che vantano la patria podestà sul ragazzo. Il conto verrà aperto da un adulto, ma il titolare sarà a tutti gli effetti un ragazzo o un bambino. Non è possibile, inoltre, cointestare il conto al figlio e a un genitori: la legge, infatti, intende tutelare a tutti gli effetti il minore che, al compimento della maggiore età, potrebbe decidere in autonomia di cointestare il conto anche a un genitori (in questo caso sarà invece possibile).

Esistono delle regole generali da rispettare nel momento in cui si decide di aprire un conto corrente per minorenni. Inoltre, è possibile scegliere tra diverse alternative, confrontando diverse soluzioni. Ecco come fare.

Conto corrente per minorenni: le tipologie

Innanzitutto, nel momento in cui si decide di aprire un conto corrente a un ragazzino è bene chiarire che gli istituti di credito distinguono la fascia di età da 0 a 12 anni e quella dai 12 anni ai 17 anni.

Nel primo caso (0-12 anni) non si tratta di un vero e proprio conto corrente, quanto piuttosto di un libretto di risparmio che non prevede spese di apertura o gestione e che non permette di svolgere le operazioni di incasso e pagamento che sono tipiche, invece, di un conto. I tassi di interesse, in questo caso, sono compresi tra l’1 e il 3% annuali.

Quando il ragazzo inizia ad essere più grande (dai 12 ai 17 anni), invece, i genitori possono intestare al minorenne un conto corrente vero e proprio, godendo di costi di apertura ridotti. In questo modo al ragazzo sarebbero permessi incassi e pagamenti, oltre alla disponibilità di una carta prepagata per effettuare i primi acquisti.

Conto corrente o conto deposito?

Una volta chiarite le fasce d’età che distinguono i bambini dai ragazzi, è bene precisare che i genitori di un minorenne possono scegliere di aprire al figlio un conto corrente oppure un conto deposito.

La prima scelta, ovvero l’apertura di un conto corrente a un minorenne, va effettuata da una persona adulta che esercita la patria podestà sul ragazzo. Al compimento dei 18 anni, invece, il ragazzo potrà gestire in autonomia il proprio conto. Solitamente i conti per minorenni offrono interessi attivi e bassi costi di gestione.

Per quanto riguarda, invece, il conto deposito o libretto di risparmio, la gestione è affidata al genitore - o meglio - a quell’adulto che risulta essere il tutore legale del minorenne. Il tutore, quindi, sarà colui che verserà il denaro sul conto, mentre il titolare (ovvero il ragazzo minorenne) ne avrà accesso al compimento della maggiore età.

Conto corrente per minorenni: i vantaggi

Sono molti i vantaggi che comporta l’apertura di un conto corrente per minori, a partire dal fatto che in questo modo si può insegnare anche ai più piccoli il significato del risparmio.

In secondo luogo, intestare un conto corrente o un libretto di risparmio a un ragazzo permette di effettuare un investimento su di lui in vista del futuro.

Infine, al compimento della maggiore età, il figlio (o nipote) potrà gestire in piena autonomia il proprio conto corrente.

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