Congedo di maternità e parentale più facili per gli iscritti alla Gestione Separata

Congedo di maternità, paternità e parentale: le novità per gli iscritti alla Gestione Separata spiegate dall’INPS.

Congedo di maternità e parentale per chi è iscritto alla Gestione Separata: l’INPS fa chiarezza sulle novità introdotte dal decreto 101/2019 (convertito con la legge 128/2019) con le quali sono cambiati i requisiti contributivi per la richiesta di entrambe le indennità da parte dei lavoratori autonomi.

Le informazioni riguardanti le novità per il congedo di maternità e per quello parentale spettanti ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata sono contenute nella circolare 71/2020 pubblicata dall’INPS in queste ore, nella quale troviamo tutti i chiarimenti su cosa cambia a partire dalla data del 5 settembre 2019.

Ricordiamo, infatti, che a partire da questa data è entrato in vigore un sistema più vantaggioso per i lavoratori autonomi, visto che con il decreto 101/2019 il legislatore ha ridotto i requisiti di contribuzione necessari per il pagamento dell’indennità riconosciuta alla lavoratrice in maternità, così come pure di quella prevista per il congedo parentale. Per gli iscritti alla Gestione Separata, quindi, il diritto a queste due indennità appare più raggiungibile; ecco quanto spiegato dall’INPS a riguardo.

Congedo di maternità per le iscritte alla Gestione Separata: cos’è cambiato

Dal 5 settembre 2019 sia il congedo di maternità che quello parentale, possono essere corrisposti a condizione che risulti attribuita almeno una mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti alla data di inizio dell’evento (o del periodo oggetto della prestazione). È questa - in sintesi - la novità introdotta dal decreto 101/2019 per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, per i quali in precedenza l’accesso alle due indennità suddette era possibile solamente in presenza di tre mensilità contributive.

Ma attenzione: questa novità si applica solamente nei confronti dei soggetti che sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata (quindi non a coloro che nel contempo sono anche in altre forme previdenziali obbligatorie) e che di conseguenza pagano l’aliquota contributiva piena pari al 33,72% per i collaboratori e del 25,72% per i professionisti titolari di Partita IVA.

Riguardo all’indennità di maternità, quindi, qualora l’evento ricada - sia parzialmente che totalmente - nel periodo successivo al 5 settembre 2019, allora la prestazione potrà essere erogata anche in presenza di una sola contribuzione dei 12 mesi antecedenti all’inizio della maternità. Prima della suddetta data resta valido il requisito delle tre mensilità contributive.

Lo stesso vale per il congedo di paternità riconosciuto ai lavoratori autonomi.

Congedo parentale per iscritti alla Gestione Separata: cosa cambia

Quanto appena detto si applica anche per l’indennità di congedo parentale, per la quale è sufficiente aver versato una sola contribuzione con aliquota piena nei 12 mesi precedenti al periodo indennizzabile.

Ma attenzione, perché non sempre la mensilità contributiva può essere la stessa utilizzata per l’accesso al congedo di maternità, in quanto come abbiamo appena visto questa deve essere antecedente ai 12 mesi precedenti all’inizio del periodo indennizzabile e non ai 12 mesi precedenti all’inizio del congedo di maternità.

Quindi, i due periodi potrebbero non coincidere.

A tal proposito, se si considera anche quanto disposto dalla legge 81/2017 riguardo all’automatismo delle prestazioni, ne risulta che:

  • quando il congedo parentale è richiesto nei primi tre anni di vita del minore è necessaria la presenza di una mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti in quando non si applica il principio dell’automatismo delle prestazioni;
  • quando il congedo parentale è richiesto nel primo anno di vita del figlio non è necessaria la presenza del mese contributivo nei 12 antecedenti, visto che è sufficiente che il richiedente avrebbe avuto diritto all’indennità di maternità o paternità.

Di conseguenza: quando l’evento di maternità ricade dopo il 5 settembre 2019, basta un mese di contribuzione per fruire sia del congedo di maternità che per avere diritto a quello parentale, purché quest’ultimo venga fruito entro il primo anno di vita del figlio.

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