Lo scossone dei risultati delle elezioni europee ha colpito (anche) il nostro Btp a 10 anni, che al momento della scrittura rende il 4,07%.
Eppure per quanto riguarda l’Italia, l’esito elettorale non han indebolito la coalizione governativa, ma l’hanno rafforzata, perché due dei tre partiti della coalizione hanno aumentato il consenso rispetto ai sondaggi di solo un mese fa. Quindi è gioco forza ipotizzare che non si vada alle elezioni anticipate per i prossimi due anni almeno e, forse, possiamo immaginare, con una certa dose di ottimismo, che si giunga, con questo governo, alla scadenza naturale della legislatura nel 2027, senza grandi turbolenze.
D’altronde, la debacle del M5S rende ancora più lontana l’ipotesi di un “campo largo” all’opposizione in grado di impensierire il governo Meloni.
Btp
Per questa ragione ritengo l’aumento dei rendimenti del Btp a 10 anni al 4,07% un controsenso: gli investitori stanno vendendo anche i titoli governativi (Btp) di un Paese (Italia) che contrariamente alla Francia non andrà alle elezioni anticipate. Di qui una riflessione semplice ma doverosa: perché non approfittare di questo sell-off per entrare sui Btp che stanno offrendo rendimenti sempre più allettanti, e a causa di una discesa dei prezzi dettata da quella che possiamo definire “pura emotività”?
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Btp da comprare (e vendere) adesso o mai più
In un contesto macro-economico di taglio dei tassi BCE e di discesa dell’inflazione, se evitiamo di comprare Btp Italia Inflation LInked e i CCT certificati credito del tesoro, e ci dirigiamo sui titoli più “bastonati” dalle vendite in data odierna, non potremo che portare a casa ottimi rendimenti, perché abbiamo comprato in un momento di debolezza dettato dalla psicologia errata dei mercati.
Prendete in considerazione, per esempio, questi Btp e confrontate i loro prezzi attuali con i prezzi precedenti al 5 giugno 2024 e valutate se approfittare di questa volatilità odierna che, lo ribadisco, è momentanea:
| Titolo | Prezzo | Rendimento lordo | Prezzo del 5 giugno |
|---|---|---|---|
| Btp 4.05% 2037 | 98.60 | 4.22% | 100.85 |
| Btp 4.45% 2043 | 100.20 | 4.48% | 103.05 |
| Btp 4.50% 2053 | 99.83 | 4.56% | 103.15 |
| Btp 4% 2037 | 98.88 | 4.15% | 101.15 |
Il consiglio, ovviamente, è rivolto a chi ha una certa propensione al rischio e non ha un orizzonte temporale di breve termine. Ma sicuramente questi di oggi sono ottimi prezzi di ingresso in titoli di Stato italiani con notevole prospettiva di rivalutazione nell’arco dei 6-9 mesi a partire da oggi, stante la prospettiva inflazionistica al ribasso e la politica monetaria espansiva della BCE per la seconda metà del 2024.
Dollaro e Treasury
La prima evidente conseguenza della avanzata delle destre in Europa è che l’euro è sceso ai minimi da più di un anno a questa parte. Alle 15 del 10 giugno 2024 il cambio euro-dollaro si attesta a 1,0745.
Il rafforzamento del dollaro contro euro è comunque destinato a proseguire, perché supportato da divergenze fra le banche centrali circa la politica monetaria: la Fed più attendista e la BCE con altri due cali dei tassi in prospettiva per il 2024. Ciò potrebbe portare il dollaro USA anche fino a 1,05. Si conferma quindi la bontà del suggerimento contenuto nel mio articolo del 3 giugno “Come guadagnare sui mercati in vista del ribasso dei tassi BCE a giugno”.
Quindi, ecco la prima mossa opportunistica: un acquisto di Treasury a 9 mesi potrebbe darvi un alto rendimento assoluto, coniugato con un rischio di cambio contenuto (il Treasury 30.11.2024 4,5% rende attorno al 5,30% annualizzato ora).
La moneta unica europea era entrata nella fase debole già venerdì scorso, poiché i dati sull’occupazione negli Stati Uniti più forti del previsto avevano fatto salire il dollaro.
L’attenzione si sposterà ora sui responsabili delle politiche monetarie della Federal Reserve che ci aggiorneranno con le loro previsioni macroeconomiche USA e le decisioni sui tassi mercoledì prossimo, dopo che i dati della scorsa settimana hanno temperato l’ottimismo sul numero dei tagli della Fed durante il secondo semestre 2024.
Obbligazioni francesi
Per quanto riguarda l’euro, se ci pensate bene, tutto è successo dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato le elezioni anticipate sulla scia di una schiacciante sconfitta nelle elezioni del Parlamento europeo. La moneta comune è scesa quindi, ma non da sola. Sono arretrate di pari passo anche le azioni europee e soprattutto quelle francesi, con BNP Paribas SA e Société Générale SA che stanno crollando - rispettivamente - di circa il 5% e l’8% al momento della scrittura, mentre le azioni industriali stanno perdendo circa il 2% alla borsa di Parigi.
I rendimenti dei titoli di Stato francesi a 10 anni hanno toccato i massimi di quest’anno. Con il decennale francese che ha raggiunto la fatidica soglia del 3,20%, in rialzo di circa 10bps rispetto alla chiusura di venerdì scorso. Forse varrebbe la pena di comprare già da ora il decennale francese, ma attendiamo l’esito delle elezioni di fine giugno in Francia, poiché una vittoria delle destre potrebbe far salire ulteriormente i rendimenti dell’OAT.
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