Comparto lusso in crisi anche nel 2025? Cosa ci insegna il caso Kering

Redazione Finance

8 Gennaio 2025 - 13:11

Kering affronta un 2025 incerto. Si parla di crisi del lusso, con riferimento al crollo delle vendite di marchi come Gucci. Il comparto sarà al centro di un nuovo crollo quest’anno?

Comparto lusso in crisi anche nel 2025? Cosa ci insegna il caso Kering

Il settore del lusso ha attraversato un 2024 difficile, con performance stagnanti e segnali di rallentamento in diversi mercati chiave. Tra le aziende più colpite spicca Kering, il gruppo proprietario di Gucci, che ha registrato una caduta significativa nel valore delle sue azioni e un calo delle vendite.

L’intero comparto del lusso ha vissuto una fase di incertezza, ma situazione di Kering appare particolarmente preoccupante. Cosa ha senso aspettarsi nel 2025?

Un 2024 deludente per Kering

Se l’indice S&P Global Luxury è rimasto sostanzialmente invariato nel 2024, Kering ha vissuto un vero e proprio tracollo in Borsa, con una perdita superiore al 40% nel valore delle sue azioni. Tra i quattro principali gruppi del lusso, è stato quello con la performance peggiore, superando in negatività persino LVMH, che ha perso solo il 17%.

Il problema principale risiede nella performance di Gucci, il marchio di punta del gruppo, che ha continuato a perdere terreno nonostante i tentativi di rilancio. Il nuovo direttore creativo Sabato De Sarno, nominato nel 2023, non è riuscito a invertire la tendenza negativa e il brand ha registrato un calo delle vendite superiore al 20% nei primi nove mesi del 2024. Questo rappresenta un deterioramento significativo rispetto al già preoccupante -6% dell’anno precedente.

Gucci in difficoltà e impatto su Kering

Gucci è sempre stato il motore trainante di Kering, generando oltre la metà dei profitti del gruppo. Tuttavia, con il calo delle vendite, il suo contributo ai ricavi totali sta scendendo. Il reddito operativo è stato colpito duramente, con una contrazione superiore al 40% che ha portato il margine operativo poco sopra il 24%, in netto calo rispetto al 35% del 2023.

Questa situazione ha avuto un impatto diretto su tutto il gruppo Kering, il cui margine operativo resta poco sopra il 17%. Ciò che stupisce è il fatto che fino al 2023, Kering vantava uno dei margini più elevati del settore, mentre adesso lotta per gli ultimi posti.

Un mercato ostile

Uno dei principali problemi per Kering è il rallentamento del mercato Asia-Pacifico, che ha visto una contrazione delle vendite del 30% su base annua. Questa regione, che un tempo rappresentava oltre un terzo delle entrate del gruppo, è scesa a meno del 30% nel 2024. Le prospettive per il 2025 non sembrano incoraggianti, considerando il rallentamento dell’economia cinese e la debole crescita dell’Eurozona, altro mercato chiave per Kering.

Ciò che preoccupa è il fatto che, nonostante il crollo del prezzo delle azioni, i multipli di mercato di Kering rimangono relativamente alti. Il suo P/E forward (prezzo/utili attesi) si attesta a 20x, superiore alla media quinquennale e in linea con concorrenti come LVMH e Richemont. In sostanza, nonostante il calo degli EPS nel 2024, e l’abbassamento delle prospettive di crescita del 2025, le azioni Kering restano relativamente ancora costose.

Kering, 1W Kering, 1W Grafico a candele settimanali del titolo KER. Fonte: baha.com